Ariccia, si è tolta la vita Denise Cosco: la figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo aveva 35 anni
Quick Look
- Denise Cosco, figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo, si è tolta la vita ad Ariccia a 35 anni.
- La procura di Velletri indaga per istigazione al suicidio contro ignoti per chiarire eventuali responsabilità.
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Why It Matters
Lea Garofalo è stata uccisa dalla 'ndrangheta dopo aver testimoniato contro la famiglia criminale del compagno a Petilia Policastro.
“Adesso posso mostrare il tuo volto e i tuoi occhi bellissimi”. Solo ora che non c’è più, Denise Cosco, la figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo, recupera il diritto ad avere un volto. A mostrarlo. Lo fa per lei la zia, Marisa Garofalo, con un post sui social che in poche righe riassume la battaglia della ragazza. Contro la ‘ndrangheta che le ha tolto la madre e una vita normale, contro il mondo da cui ha dovuto nascondersi per sopravvivere. Forse anche contro se stessa. «Nessuno potrà più decidere per te, non dovrai più nasconderti», scrive Marisa Garofalo a quella nipote per tutta la vita costretta a occultare la sua identità e la sua storia, a trincerarsi dietro nomi e identità di copertura per evitare di essere braccata dalla sua stessa famiglia, che della ‘ndrangheta di Petilia Policastro è uno dei clan più feroci. Avevano condannato anche Denise, rea — ha messo a verbale un pentito — della stessa “macchia” della madre: puntare il dito contro il padre e gli zii che gliel’hanno ammazzata in un’aula di tribunale. «Ancora una volta hai scelto la tua adorata mamma — si legge nel post della zia, che da quattro anni non riusciva a vedere la nipote — nessuno potrà più separarvi».
Denise ha scelto di andarsene a 35 anni, esattamente la stessa età della madre quando è stata uccisa. «Ha portato sulle spalle un peso inumano — afferma sui social la senatrice dem Enza Rando, che da avvocata ha assistito prima Lea Garofalo, poi la figlia — il dolore della perdita, il vuoto di domande che non troveranno mai risposta e i mostri interiori con cui chi resta è costretto a convivere». Quelli da cui forse voleva liberarsi, volando giù dal terzo piano della sua casa di Ariccia, dove viveva insieme al compagno e al figlio di 4 anni.
Un gesto volontario, su questo la procura di Velletri guidata da Carlo Villani non sembra avere dubbi. Ma si vuole capire se qualcosa possa aver influenzato la ragazza, per questo si procede per istigazione al suicidio, al momento a carico di ignoti. L’autopsia, eseguita ieri, non ha mostrato ferite da difesa o segni che facciano ipotizzare che qualcuno l’abbia spinta. Si aspetta l’esito del tossicologico e a breve verrà sentito il compagno della ragazza.
Domenica scorsa è stato notato dalla municipale nella piazza centrale di Ariccia, zeppa di gente per la sagra annuale. Era alterato, ubriaco, forse sotto l’effetto di qualche sostanza. Minacciava, straparlava, evocando il potere criminale del padre di Denise, con cui la ragazza nell’ultimo anno aveva iniziato un percorso di riconciliatione.
I carabinieri vogliono capire di più, per questo alla municipale hanno chiesto una relazione, in attesa dei chiarimenti che dovrà dare lui. Ma si dovrà attendere che torni lucido.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il compagno di Denise Cosco verrà interrogato dagli inquirenti.
Very likely · Within days
Open Questions
- Quali elementi emergeranno dagli esami tossicologici su Denise Cosco?
- Quale ruolo ha avuto il compagno prima del tragico gesto?






