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L'articolo riporta i risultati di un'indagine Eumetra sull'impatto dell'aumento dei prezzi dei carburanti sulle famiglie italiane, confrontandoli con altri aumenti di spesa come bollette e alimentari, e collega il trend a dati Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese a settembre 2026.
Una recente rilevazione dell’istituto di ricerca sociale Eumetra si è concentrata sul tema del caro carburanti. Il 79% degli italiani dichiara che, rispetto a circa sei mesi fa, la spesa familiare per carburante - benzina e gasolio - è aumentata o molto aumentata. Un dato superiore a quello relativo alle bollette di luce e gas, indicate in aumento dal 74% delle famiglie, e alla spesa alimentare, cresciuta per il 68%.
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L'aumento dei costi ha già prodotto effetti concreti sulla vita quotidiana. Il 43% degli italiani ha ridotto l'uso dell'auto o gli spostamenti, mentre il 32% dichiara di aver rinunciato o ridimensionato viaggi e vacanze. Ma le conseguenze riguardano anche la gestione della casa e delle spese quotidiane: il 33% ha limitato il riscaldamento o la climatizzazione, il 28% ha ridotto la spesa alimentare e il 24% ha limitato l'uso degli elettrodomestici. Sale al 71% la percentuale delle famiglie che prevede comprimere alcune spese, mentre il 29% pensa che i propri consumi continueranno sostanzialmente come prima.
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In parallelo cambiano anche le priorità degli italiani. Tra coloro che prevedono di comprimere le spese, dice Eumetra, il 62% indica le uscite e le spese per il tempo libero, il 54% i consumi di energia, il 53% gli spostamenti e le spese di trasporto non strettamente necessarie, il 53% abbigliamento e accessori e il 52% viaggi e vacanze. Il 27% prevede inoltre di intervenire sulla spesa alimentare e il 19% sulle spese per salute, visite, controlli e dentista.
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Interessante il dato relativo all'energia: a marzo il 64% di chi prevedeva di comprimere le spese indicava i consumi energetici tra le voci da ridurre; oggi la quota è del 54%. Il dato va letto insieme all'effettivo comportamento già adottato dalle famiglie: dopo mesi di attenzione ai consumi domestici, una parte della popolazione potrebbe avere già messo in atto le principali strategie di contenimento.
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I dati trovano conferma anche dall’Istat che ha certificato come a settembre sia il clima di fiducia dei consumatori sia l'indicatore composito del clima di fiducia delle imprese siano diminuiti. Per quanto riguarda i consumatori, "al netto degli effetti stimati riconducibili ai cambiamenti riguardanti l'organizzazione della rete di rilevazione, si rileva a settembre 2026 una moderata riduzione del clima di fiducia complessivo e di quelli personali, corrente e futuro”.
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Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, parla di "effetto caro rientro. Dopo le ferie e la ventata di ottimismo, a settembre la fiducia crolla: gli italiani sono tornati purtroppo alla dura realtà e a dover fare i conti con la stangata d'autunno, tra rincari delle bollette della luce, caro scuola, carburanti venduti a prezzi astronomici". Anche secondo il Codacons "terminato l'effetto estate che aveva portato ad una iniezione di fiducia per consumatori e imprese, la crisi in Medio Oriente torna a far sentire i suoi effetti sulle aspettative di famiglie e aziende. Il perdurare della situazione di crisi geopolitica attuale, unitamente al forte rialzo dei prezzi dell'energia e dei carburanti, hanno portando ad una inversione di tendenza. La minore fiducia dei consumatori si traduce in una più bassa propensione alla spesa delle famiglie per beni e servizi, con un effetto depressivo sui consumi nazionali”.
Ma nel concreto quanto potrebbero costare i rincari per la spesa in carburante? Secondo un'analisi di Facile.it, gli automobilisti italiani hanno speso, a parità di consumi, oltre 1,3 miliardi in più rispetto a dodici mesi fa. Nonostante l'effetto positivo legato al tetto del prezzo introdotto da alcune società, a parità di consumi ad ottobre gli italiani potrebbero spendere in carburante il 36% in più rispetto all'anno prima, con un aggravio prossimo a 1,6 miliardi di euro. Dato che potrebbe ridursi se altre compagnie dovessero introdurre un tetto al prezzo del carburante.
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AI outlook — possibilities, not facts
A ottobre, gli italiani potrebbero spendere il 36% in più per carburante rispetto all'anno precedente, con un aggravio prossimo a 1,6 miliardi di euro, se non verranno introdotti nuovi tetti ai prezzi.
Likely · Within weeks

The public finance planning document approved by the Council of Ministers revises 2026 GDP growth upwards to 1% and forecasts a deficit/GDP ratio of 2.9%. The planned public debt remains above 138% until 2029, with a deviation of around 28 billion for energy and defense in the two-year period 2027-28. Giorgetti illustrates the 2026 Report to Parliament and announces the parliamentary vote on the deviation scheduled for 13 October.

The Public Finance Policy Document indicates growth is forecast at 1% in 2026, slowing to 0.8% thereafter, with public debt rising to 138.6% in 2027 before starting to decline. The deficit should fall below 3% of GDP in 2026 thanks to the deviation allowed for defense and energy, allowing Italy to exit the EU infringement procedure. Among the measures under study: extension of the cut in the second Irpef rate up to 60,000 euros, flat tax at 5% for salary increases for young people, possible confirmation of the home bonus at 50-65% and partial use of the national safeguard clause for 28 billion allocated to defense and energy in 2027-2028.

Economy Minister Giancarlo Giorgetti said at a press conference that the deficit should remain under 3% in 2026 but rise to 3.4% in 2027, 3.3% in 2028 and 2.4% in 2029, taking into account the additional spending allowed by European rules. It also indicated that the debt-to-GDP ratio will follow a trend profile of 138.1% in 2026, 138.6% in 2027, 137.7% in 2028 and 136.3% in 2029, after the approval of the DPFP by the Council of Ministers.

Taxpayers can join the scrapping-quinquies between 16 October and 15 December 2026 to facilitate the settlement of debts entrusted to the Revenue-Collection Agency by local authorities that have adopted the provision by 31 July 2026. The membership concerns 1,481 Municipalities, 5 Regions, 11 Provinces and 4 Unions of municipalities, with a prevalence of authorities from the South and the Islands (68%). It allows you to pay only the capital due and the notification costs, eliminating interest and penalties on local taxes such as Imu, Tari, Tasi and fines from the local police.

In Italy, declared incomes show strong disparities: footballers earn on average 250 thousand euros per year, while nightclub managers declare just over 11 thousand euros. In 2024, approximately 24.8 million Italians did not pay Irpef, despite the overall revenue reaching 216.2 billion euros, concentrated mainly in the highest income brackets.

According to Confesercenti, since 2022 energy shocks have caused the Italian economy to lose 46 billion in purchasing power, over 30 billion in consumption and almost 52 billion in real GDP, while the fiscal pressure has increased by 77 billion in additional taxes for families and businesses compared to 2021. President Gronchi calls for a European shield against vulnerability to external shocks and structural measures to reduce energy costs and lighten labor taxes, warning of an autumn in the balance for the Italian economy.