
Il leader del Movimento 5 Stelle critica l'operato del governo e chiede un Consiglio dei Ministri straordinario
Il leader del M5S Giuseppe Conte critica la Presidente Meloni dopo i fischi ricevuti, chiedendo un Consiglio dei Ministri straordinario per contrastare il caro carburanti e l'inflazione, proponendo di tassare gli extraprofitti di banche ed energia.
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Il leader del M5S Giuseppe Conte ha espresso critiche al governo in merito alla gestione economica e ai recenti fatti di cronaca politica.
Spero che almeno i tanti fischi ricevuti ieri spingano la Presidente Meloni a prendere contatto con la realtà. Possono provare a nascondere tutto, dalle chat di Delmastro ai tanti fallimenti, ma non i danni di scelte e immobilismo che da troppo tempo i cittadini pagano di tasca propria. Lo ribadiamo: serve un Consiglio dei Ministri straordinario con misure vere e d'impatto sui vari rincari, sul carocarburante, con benzina e gasolio che volano incontrollati sopra i 2 euro. Serve intervenire sui rincari che stanno mangiando il potere d'acquisto del ceto medio e dei cittadini più in difficoltà. Servono misure urgenti e vere a protezione delle imprese schiacciate dagli aumenti". Lo scrive il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte dai suoi profili social.
"Senza paura di prendere i soldi da settori che hanno fatto utili enormi in questi anni ma sono stati intoccabili per il governo - prosegue -, dai colossi energetici ai colossi degli armamenti fino alle banche. Senza paura di rivedere gli impegni sul Riarmo e le firme sui vincoli europei, ammettendo con sincerità di avere sbagliato. Senza paura di andare in Europa per un nuovo Pnrr che protegga i nostri Paesi dagli effetti economici di guerre per cui i nostri governanti hanno smesso di cercare soluzioni diplomatiche. Hanno galleggiato per 4 anni fra slogan, propaganda, tv e giornali controllati - conclude Conte -. La realtà però è implacabile: e ora bussa forte alla porta".

L'Irlanda adotta il Patto Ue sull'immigrazione, facilitando i trasferimenti verso i Paesi di primo ingresso. Matteo Salvini critica la Germania, mentre in Italia si accende il dibattito tra governo e Regioni sull'apertura di nuovi Cpr.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito la resistenza dell'Iran contro le sanzioni statunitensi, definendo la situazione una guerra economica. Ha ammesso le difficoltà interne, promettendo impegno per ridurre l'inflazione e garantire il benessere.

Il presidente iraniano Pezeshkian dichiara che l'Iran non si arrenderà alle pressioni internazionali. Israele difende le operazioni in Siria, mentre il Cile annuncia la chiusura della sua ambasciata a Teheran per ragioni operative e di sicurezza.

Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon annuncia l'intenzione di ridurre l'Irpef fino a 60.000 euro nella prossima Legge di bilancio e sollecita le imprese a incrementare i salari tramite la contrattazione collettiva per contrastare l'inflazione.

L'Irlanda aderisce al Patto Ue sull'immigrazione, richiedendo il trasferimento dei migranti verso i Paesi di primo ingresso. L'Italia, sotto pressione da Bruxelles per i rifiuti ai trasferimenti, contesta le regole citando la gestione delle Ong.

Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, minaccia ritorsioni contro i Paesi che aderiranno alle sanzioni Usa. Nel frattempo, cresce la tensione in Libano e Siria, mentre Donald Trump rivendica lo Stretto di Hormuz come territorio americano.