
Alberto Stasi confida nella revisione del processo. Parla il genetista ex Ris Giorgio Portera e la madre di Sempio difende il figlio.
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Il delitto di Garlasco risale al 13 agosto 2007, quando Chiara Poggi fu uccisa. Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva per l'omicidio.
“Spero si faccia piena luce nelle prove favorevoli non depositate”, ha confidato Alberto Stasi alla sua avvocata riferendosi ai test negativi circa il dna di Chiara Poggi sul pedale della sua bici. Ora può credere nella revisione del processo. “Non ho mai analizzato le tracce genetiche trovate sulla bicicletta”, dice il genetista e ufficiale dell'Arma Giorgio Portera. Sempio verso la richiesta di rinvio a giudizio
La Procura di Pavia ha chiuso le indagini per il delitto di Garlasco. Per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto del 2007, l’unico indagato è Andrea Sempio. "Quello che vi posso dire è che mio figlio con l'omicidio di Chiara Poggi non c'entra assolutamente niente”, ha detto Daniela Ferrari, la mamma di Sempio, intervistata dal Tg3. “Aspettiamo come aspettiamo tutti noi, ma a noi non interessa perché mio figlio è innocente. L'unica cosa di cui siamo sicuri è che mio figlio è totalmente estraneo”.
Nuove intercettazioni negli atti dell'inchiesta su Sempio
Nei nuovi atti dell'inchiesta della Procura di Pavia, a carico di Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi ci sono anche una serie di intercettazioni ambientali, che non erano state depositate con la prima conclusione delle indagini notificata l'8 maggio. Da quanto si è saputo, uno dei temi al centro delle nuove captazioni sul commesso 38enne e i suoi familiari riguardano sempre temi già emersi nei mesi scorsi, come le prime indagini del 2016-2017 a suo carico e che vennero archiviate. Intercettazioni che si aggiungono a tutte le consulenze, note e relazioni i cui esiti sono stati riassunti dal procuratore Fabio Napoleone in una lunga nota. E alle testimonianze degli ex del Ris che si occuparono delle indagini scientifiche e soprattutto della questione del Dna sui pedali.
L'ex Ris Portera: “Non ho analizzato il dna sulla bici”
Giorgio Portera, genetista e ufficiale in congedo dell'Arma, ascoltato dalla Procura di Pavia nella nuova indagine, ha detto: "Non ho eseguito personalmente l'analisi genetica del campione né ho valutato o interpretato alcun profilo genetico relativo al caso Garlasco durante il mio servizio al Ris di Parma”. Un chiarimento arrivato dopo la nota in cui il procuratore Napoleone ha messo nero su bianco gli elementi delle consulenze, inclusa una consulenza presentata dalla difesa di Alberto Stasi, condannato per il delitto, che lavorando su dati grezzi ottenuti dalla Procura di Pavia nel novembre 2025, ha evidenziato che due "contro-analisi" del 20 settembre 2007 avevano stabilito che non era dna di Chiara quello sui pedali della bici bordeaux, la prima sequestrata. Sulla questione è tornato anche l'ex comandante del Ris Luciano Garofano. "Credo ciecamente nell'onestà dei miei collaboratori”, ha assicurato. "Nessun complotto" c'è stato e questo lo dimostra l'andamento processuale.
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Richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio
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