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Il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) è stato approvato dal Consiglio dei ministri e prevede gli obiettivi di finanza pubblica per il 2026-2029. Il governo ha presentato alla Commissione europea la richiesta di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia per far fronte alle maggiori spese per energia e sicurezza, in seguito agli atti di indirizzo approvati dal Parlamento il 5 agosto 2026.
Il Dpfp "rivede al rialzo per il 2026 la crescita all'1% mentre il rapporto deficit/Pil si attesta al 2,9%". Lo si legge in una nota del Mef dopo il consiglio dei ministri che ha varato il documento.
Il debito pubblico previsto, in termini programmatici, è del 138,1% a fine 2026, 138,5% nel 2027, 137,9% nel 2028 e 136,6% nel 2029.
Nel corso del Consiglio dei ministri, il ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha illustrato anche la Relazione al Parlamento 2026 ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012, relativo allo scostamento. Lo si legge nella nota diffusa dal Mef sul Documento programmatico di finanza pubblica, approvato dal cdm.
Infatti, in attuazione di quanto previsto dagli atti di indirizzo approvati lo scorso 5 agosto dal Parlamento, il Governo ha presentato alla Commissione europea, il 10 settembre 2026, la richiesta di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia in relazione alle maggiori spese per l'energia e la sicurezza, spiega la nota, precisando che le risorse, per un valore complessivo fino a circa 29 miliardi nel biennio 2027-28, sono pari, per ciascuna delle clausole, a circa lo 0,3% annuo del Pil.
Un contesto "complesso", con variabili che richiedono grande attenzione come l'inflazione e i tassi, in cui è sempre più difficile fare previsioni. Il sentiero della prossima manovra è tracciato, ed è improntato alla prudenza.
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti lo mette in chiaro, alzando il velo sulla cornice dei conti che farà da sfondo alla legge di bilancio e annunciando uno scostamento da circa 28 miliardi in due anni, equamente ripartiti tra energia e difesa - anche se per quest'ultima lo spazio viene ridotto rispetto alle previsioni. Un messaggio alla volta degli alleati, che già scalpitano con proposte da clima pre-elettorale.
Ma anche Bruxelles, che si appresta a valutare la richiesta italiana di considerare l'impatto della fiammata dei prezzi sul sentiero di spesa concordato con l'Ue. Il Documento programmatico di finanza pubblica, approvato dal consiglio dei ministri, conferma "in termini programmatici il sentiero di spesa", assicura Giorgetti, spiegando tuttavia che i numeri vengono "adeguati".
C'è da considerare infatti lo spazio per la clausola di salvaguardia nazionale, pari nel 2027 allo 0,3% del Pil per le spese in energia e 0,3% per la difesa, nel 2028 ad altro 0,6% equamente ripartito. Complessivamente l'1,2% del Pil, che equivale a circa 28 miliardi. Meno quindi dei 36 miliardi annunciati un mese fa durante le comunicazioni del ministro al Parlamento sull'utilizzo della clausola.
"Abbiamo deciso di ridimensionare lo sforzo per la difesa", spiega Giorgetti. La spesa destinata alle armi subisce così una decurtazione dello 0,3% del Pil, circa 7 miliardi in meno. Un ridimensionamento di fronte al quale non si scompone il titolare della Difesa Guido Crosetto ("Comprendo perfettamente le ragioni che hanno portato alla scelta"), che tuttavia si augura che le condizioni del 2027 consentano un successivo intervento in aumento. Dalla Lega invece arriva "soddisfazione" per il rafforzamento degli investimenti per l'energia che hanno "raggiunto quelli destinati alla sicurezza".
Sotto il peso dello scostamento il Dpfp alza l'asticella del deficit sopra il 3%: tocca il 3,4% nel 2027, per poi scendere al 3,3% nel 2028 e al 2,4% nel 2029. Ma i dati del 2027 e 2028, "depurati dallo 0,6% dello scostamento", chiarisce Giorgetti, restano sotto la soglia del 3%. Sull'uscita dalla procedura di infrazione non è dunque ancora detta l'ultima parola: "I decimali fanno la differenza - sottolinea il ministro, memore del 3,1% che ha fatto sfumare l'obiettivo nel 2025 - e quindi l'auspicio è di aprire quello spazio".
E se sulla crescita qualcosa si muove, con un Pil 2026 rivisto al rialzo all'1% rispetto al prudente 0,6% stimato ad aprile (per il 2027 è alzato allo 0,8%, dallo 0,6% precedente), il debito resta sopra il 138% del Pil (salirà al 138,6% nel 2027) e imboccherà un sentiero discendente solo dal 2028. In questo contesto quanto mai precario, in cui al Mef si esamina con "attenzione" la situazione sia dei tassi e dell'inflazione (cui si aggiunge l'incertezza sul futuro della presidente della Bce Lagarde, su cui Giorgetti invita a "fare chiarezza al più presto"), la manovra nasce sotto il segno del rigore.
"Io monitoro giorno per giorno", dice il titolare del Mef, che rispetto a un mese fa è costretto ad un approccio "un attimino più prudente" rispetto agli annunci che affollano i giornali. "Il contesto - rimarca - chiaramente richiede maggiore attenzione". Un messaggio chiaro agli alleati e ai colleghi di governo, che hanno già stilato lunghe liste di richieste. Forza Italia, che proprio in vista della manovra ha riunito oggi lo stato maggiore, di proposte ne ha "tante", "incentrate soprattutto sulla riduzione della pressione fiscale", spiega il leader azzurro Antonio Tajani, esprimendo l'auspicio che la manovra non sia "restrittiva".
La Lega è in pressing da settimane su misure su cui è pure arrivata l'apertura del titolare del Mef, dalla flat tax per gli aumenti salariali dei giovani all'anticipo della pensione a 64 anni. Noi Moderati indica come priorità i giovani, proponendo zero tasse per neoassunti under 30. E mentre le opposizioni già prevedono "l'ennesima manovra di mezze misure senza visione", si guarda già ai prossimi step. L'appuntamento più importante è forse il 13 ottobre, quando il Parlamento voterà, insieme al Dpfp, lo scostamento: appuntamento che impone al centrodestra ranghi compatti visto che il voto è a maggioranza assoluta. Poi entro metà ottobre il Documento programmatico di bilancio va inviato a Bruxelles ed entro il 20 la manovra è attesa alla Camera.
AI outlook — possibilities, not facts
Il Parlamento italiano voterà lo scostamento di bilancio insieme al Dpfp entro metà ottobre 2026.
Very likely · Within weeks
Il Documento programmatico di bilancio sarà inviato a Bruxelles entro metà ottobre 2026.
Very likely · Within weeks
La manovra finanziaria sarà attesa alla Camera entro il 20 ottobre 2026.
Very likely · Within weeks

The Public Finance Policy Document indicates growth is forecast at 1% in 2026, slowing to 0.8% thereafter, with public debt rising to 138.6% in 2027 before starting to decline. The deficit should fall below 3% of GDP in 2026 thanks to the deviation allowed for defense and energy, allowing Italy to exit the EU infringement procedure. Among the measures under study: extension of the cut in the second Irpef rate up to 60,000 euros, flat tax at 5% for salary increases for young people, possible confirmation of the home bonus at 50-65% and partial use of the national safeguard clause for 28 billion allocated to defense and energy in 2027-2028.

Economy Minister Giancarlo Giorgetti said at a press conference that the deficit should remain under 3% in 2026 but rise to 3.4% in 2027, 3.3% in 2028 and 2.4% in 2029, taking into account the additional spending allowed by European rules. It also indicated that the debt-to-GDP ratio will follow a trend profile of 138.1% in 2026, 138.6% in 2027, 137.7% in 2028 and 136.3% in 2029, after the approval of the DPFP by the Council of Ministers.

According to an Eumetra survey, 79% of Italians report an increase in spending on fuel compared to six months ago, exceeding the increases in bills (74%) and food spending (68%). The increase in costs has led 43% to reduce car use and 32% to give up travel, while Istat confirms a decline in consumer and business confidence in September 2026. Facile.it estimates a burden of over 1.3 billion euros more than the previous year, with a possible increase of 36% in October.

Taxpayers can join the scrapping-quinquies between 16 October and 15 December 2026 to facilitate the settlement of debts entrusted to the Revenue-Collection Agency by local authorities that have adopted the provision by 31 July 2026. The membership concerns 1,481 Municipalities, 5 Regions, 11 Provinces and 4 Unions of municipalities, with a prevalence of authorities from the South and the Islands (68%). It allows you to pay only the capital due and the notification costs, eliminating interest and penalties on local taxes such as Imu, Tari, Tasi and fines from the local police.

In Italy, declared incomes show strong disparities: footballers earn on average 250 thousand euros per year, while nightclub managers declare just over 11 thousand euros. In 2024, approximately 24.8 million Italians did not pay Irpef, despite the overall revenue reaching 216.2 billion euros, concentrated mainly in the highest income brackets.

According to Confesercenti, since 2022 energy shocks have caused the Italian economy to lose 46 billion in purchasing power, over 30 billion in consumption and almost 52 billion in real GDP, while the fiscal pressure has increased by 77 billion in additional taxes for families and businesses compared to 2021. President Gronchi calls for a European shield against vulnerability to external shocks and structural measures to reduce energy costs and lighten labor taxes, warning of an autumn in the balance for the Italian economy.