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Export, per l’Italia +53% in dieci anni: battuti i concorrenti europei
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Il Sole 24 Ore4 hours agoBusiness2 min readItalyView translation

Export, per l’Italia +53% in dieci anni: battuti i concorrenti europei

L'analisi di Intesa Sanpaolo evidenzia la competitività del sistema produttivo italiano rispetto ai principali partner europei.

Quick Look

  • L'export manifatturiero italiano è cresciuto del 53% tra il 2016 e il 2025, superando Germania, Francia e Spagna.
  • Il dato, presentato da Intesa Sanpaolo, conferma la competitività del sistema produttivo nazionale nonostante le tensioni geopolitiche.

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Why It Matters

L'analisi di Intesa Sanpaolo confronta le performance dell'export manifatturiero italiano con i principali partner europei nel decennio 2016-2025.

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L’export manifatturiero italiano è cresciuto del 53% tra il 2016 e il 2025, a prezzi correnti, superando la performance della Germania (+33,3%), della Francia (+34,7%) e della Spagna (+51,4%). È uno dei dati presentati nell’analisi di Intesa Sanpaolo al centro dell’intervento di Gregorio De Felice, Chief Economist del Gruppo, al Festival dell’Impresa di Bergamo, nell’incontro «L’industria che resiste».

Il valore delle esportazioni italiane di manufatti è aumentato di €216 miliardi tra il 2015 e il 2025, circa il doppio dell’incremento registrato nel decennio precedente (€109 miliardi tra il 2005 e il 2015). Nel 2025 le esportazioni manifatturiere hanno raggiunto €611,4 miliardi, mentre il dato complessivo delle esportazioni italiane è stato pari a €643,2 miliardi.

Ha dichiarato Gregorio De Felice: «Negli ultimi venticinque anni l’Italia ha rafforzato significativamente la propria presenza sui mercati internazionali, con una propensione all’export passata dal 25,6% del 2000 al 31,6% del 2025. Particolarmente significativa è la performance del manifatturiero: tra il 2016 e il 2025 le esportazioni sono cresciute del 53%, più di quanto registrato nei principali paesi europei. Un risultato che conferma la competitività del nostro sistema produttivo, fondata sulla qualità delle produzioni, sulla capacità di innovare e sul contributo delle piccole e medie imprese. In una fase segnata da tensioni geopolitiche e rincari energetici, sarà fondamentale continuare a investire in tecnologia e competenze e diversificare i mercati di sbocco».

Nei primi otto mesi del 2026 le esportazioni italiane sono aumentate del 5% a prezzi correnti rispetto allo stesso periodo del 2025. Il saldo commerciale ha raggiunto €34,7 miliardi, sostenuto dall’avanzo del manifatturiero (€82,9 miliardi), che ha più che compensato il deficit energetico. Tra i comparti in crescita figurano la filiera dei metalli (+26,4%), l’automotive (+10,4%) e l’elettronica (+5,9%); in calo il mobile (−5,8%).

La crescita si confronta con pressioni energetiche e un’inflazione che, secondo le previsioni di De Felice, si attesterebbe al 3,3% nel 2026 e al 2,9% nel 2027. Il PIL italiano ha tenuto meglio delle attese nel primo semestre 2026, prima di una fase di stagnazione durante l’estate. Sul fronte strutturale, il 69,2% delle imprese dell’industria in senso stretto ha svolto attività innovative nel periodo 2022-2024: una delle risorse su cui puntare per sostenere la competitività internazionale.

What to Watch

AI outlook — possibilities, not facts

  • Inflazione prevista al 3,3% nel 2026 e 2,9% nel 2027.

    Possible · Within months

Open Questions

  • Quale sarà l'impatto a lungo termine del calo nel settore del mobile?
  • Come influenzeranno le previsioni inflattive la competitività dei prezzi nel 2027?

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This article was originally published by Il Sole 24 Ore.

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