G20 Finanze: accordo sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, ma salta il comunicato congiunto
Le divergenze su Cina, Russia e Iran impediscono una dichiarazione finale condivisa al vertice di Asheville
Quick Look
- I Paesi del G20, eccetto la Cina, concordano sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
- Il vertice di Asheville non ha prodotto un comunicato congiunto a causa delle tensioni su Cina, Russia e Iran, portando alla pubblicazione di una nota della presidenza USA.
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Why It Matters
Il G20 Finanze si è riunito ad Asheville per discutere di crescita globale, debito e squilibri commerciali. Il vertice ha evidenziato profonde divisioni tra le potenze occidentali e il blocco guidato da Cina e Russia.
Il Paesi del G20 Finanze, ad eccezione della Cina, hanno concordato per uno Stretto di Hormuz con una "navigazione libera, sicura e prevedibile". Malgrado Pechino abbia espresso obiezioni sul punto, "siamo preoccupati per le continue interruzioni del commercio di energia e sottolineiamo che la navigazione libera, sicura e prevedibile attraverso lo Stretto di Hormuz e a livello globale, così come la risoluzione delle guerre e dei conflitti in corso, sono essenziali per sostenere una crescita duratura", si legge nella dichiarazione della presidenza del G20. Il comunicato congiunto finale è saltato a causa dell'opposizione della Cina su alcuni punti primari. Al suo posto c'è stato il comunicato della presidenza Usa.
"I giorni in cui ci si accontentava di una crescita mediocre sono finiti". Lo ha detto il segretario al Tesoro americano Scott Bessent nella conferenza stampa finale del G20 finanziario. "E' importante dialogare con la Russia" ha aggiunto. Al vertice ha partecipato il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov. Con Russia e Cina "possiamo portare avanti il dialogo" sulle misure Usa per strangolare l'economia dell'Iran, ha continuato Bessent aggiungendo che più contributi i due Paesi potranno dare e "meglio sarà anche per loro".
Le maggiori economie mondiali necessitano di una crescita più sostenuta per far fronte all'aumento del debito, all'invecchiamento della popolazione e a una nuova ondata di shock globali, come quella energetica. Al G20 Finanze di Asheville, in North Carolina, i leader finanziari del pianeta hanno trovato punti di contatto tra profonde divergenze su ciò che sta frenando la crescita. Appare decisamente più complesso, mentre il vertice è alle battute finali, il quadro su Cina, Iran e Russia, con le diplomazie al lavoro per arrivare a un comunicato finale congiunto.
L'agenda della presidenza Usa, molto ambiziosa, ha voluto fare degli squilibri commerciali uno dei punti da risolvere, citando esplicitamente Pechino. Ma il Dragone è difficile che possa accettare un testo finale in cui è ufficialmente sul banco degli imputati per il suo surplus monstre di 1.200 miliardi di dollari. Anche la Russia, a dispetto delle pressioni europee contro Mosca, è inimmaginabile possa accettare un testo di condanna nei suoi confronti. Mentre sull'Iran, il capitolo delle sanzioni Usa e le pressioni del segretario al Tesoro Scott Bessent sui partner per l'isolamento di Teheran è difficile che possa materializzarsi qualcosa di concreto visto che la Cina acquista a prezzo scontato il 90% circa del petrolio iraniano. Una crescita più forte, al contempo una causa dell'impennata dei tassi e un'alternativa più allettante per risolvere i problemi legati al debito, si scontra con le specificità di ogni Paese. Bessent, infatti, ha puntato soprattutto sulla crescita economica e, nel discorso di apertura, ha affermato come anni di progressiva estensione degli obiettivi ("mission creep") avevano allontanato il gruppo dal suo scopo originario.
L'agenda di quest'anno ha trascurato gran parte dell'attenzione su cambiamento climatico e disuguaglianza - temi centrali nei recenti vertici del G20 - suscitando il disappunto delle delegazioni europee. Gli Usa si sono concentrati su deregolamentazione, investimenti del settore privato, squilibri globali e debito sovrano. Insomma, la crescita come priorità con una precisazione: ciò che funziona per un'economia potrebbe non valere per un'altra. Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, ad esempio, ha espresso un concetto analogo in uno dei suoi interventi, descrivendo un "enorme cambiamento nell'economia globale. Lo stiamo vivendo tutti in modo leggermente diverso". Il cambiamento climatico, tuttavia, rimane una priorità. "È parte della questione legata alla crescita economica e alla resilienza economica", ha detto ai giornalisti il commissario Ue Valdis Dombrovskis, irritato ancora per la presenza del ministro russo Anton Siluanov. La sua partecipazione, da quanto ha appreso l'ANSA, è stata comunicata dagli Usa ai partner europei "quasi all'ultimo minuto".
Insomma, un G20 Finanze "complicato, in tempi particolari", volendo usare la definizione data dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che ha avuto anche colloqui bilaterali con gli omologhi di Qatar e Corea del Sud. A Bishkek, la capitale del Kyrgyzstan, la Cina è emersa nelle stesse ore come potenza dominante al vertice della Sco (Shanghai Cooperation Organitation): il presidente Xi Jinping ha incontrato leader quali il russo Vladimir Putin e l'iraniano Pezeshkian, mettendo in luce la crescente capacità di Pechino di sostenere i Paesi soggetti alle pressioni statunitensi.
Open Questions
- Quali saranno le ripercussioni concrete sulle sanzioni contro l'Iran?
- Come evolverà il rapporto tra USA e Cina sugli squilibri commerciali?






