
Il gas si attesta sui 61 euro al MWh ad Amsterdam, sostenuto dalle nuove sanzioni USA contro l'Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz, registrando un rialzo settimanale del 9%.
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Le tensioni geopolitiche e le restrizioni economiche influenzano i mercati energetici globali durante la stagione degli stoccaggi invernali.
Il gas si mantiene a cavallo dei 61 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam con l'aumento della pressione degli Usa, che hanno annunciato nuove restrizioni economiche sull'Iran.
Dopo aver superato i 61 euro al MWh i contratti future sul mese di settembre guadagnano lo 0,56% a 60,74 euro, segnando comunque un rialzo settimanale di circa il 9%, in assenza di progressi tangibili nelle trattative tra Iran e Oman per la riapertura dello stretto di Hormuz nel pieno della stagione degli stoccaggi in vista dell'inverno.

Gli stoccaggi europei di gas, fermi al 57% a fine luglio, rischiano di non raggiungere l'80% entro novembre. La concorrenza asiatica nell'acquisto di Gnl e i prezzi poco competitivi complicano il riempimento, rendendo necessario un possibile rialzo dei prezzi.

I prezzi del gas naturale in Europa superano i 65 euro al megawattora, toccando i massimi da cinque mesi. Il rialzo segue l'andamento del petrolio dopo le minacce di sanzioni economiche di Donald Trump contro l'Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz.

La Commissione europea rassicura sulla sicurezza dell'approvvigionamento di gas per l'inverno. Con gli stoccaggi al 62%, la portavoce Eva Hrncirova definisce la situazione stabile, nonostante il contesto globale volatile e l'impatto delle ondate di calore.

Aiel e Uncem sollecitano il Governo a estendere gli incentivi per il rinnovo delle caldaie agli impianti a legna e pellet. Il presidente Marco Bussone propone di sostituire i vecchi sistemi con tecnologie a biomassa per favorire il risparmio energetico.

Eni e Sonatrach hanno firmato un nuovo protocollo d'intesa per ampliare la cooperazione nella decarbonizzazione e nella riduzione delle emissioni in Algeria, includendo forestazione e monitoraggio del metano.

Petrobras ha confermato la scoperta di petrolio nel pozzo Morpho, nel bacino della Foz do Amazonas in Brasile. La scoperta nel Margine Equatoriale sostiene le riserve della compagnia ma solleva le proteste degli ambientalisti.