
Il riscaldamento globale riporta alla luce resti umani sulle Alpi e in Himalaya, tra cui due alpinisti belgi dispersi nel 1992.
Il ritiro dei ghiacciai dovuto all'aumento delle temperature sta riportando alla luce i corpi di diversi alpinisti scomparsi da decenni, tra cui due belgi dispersi nel 1992 sul Weissmies e un altoatesino scomparso nel 1991 in Austria.
AI-generated summary
L'aumento delle temperature globali sta causando una rapida fusione dei ghiacciai alpini e himalayani, portando alla luce resti umani di alpinisti dispersi in incidenti avvenuti decenni fa.
Un rampone o una giacca colorata che spuntano dal ghiaccio sono ormai occorrenze normali per chi scala. Quando un alpinista si è ritrovato davanti a due cadaveri affioranti dal ghiacciaio Trift, in scioglimento per l’aumento delle temperature, ha così avvertito subito la polizia.
I due corpi sono stati trasportati dal pendio della Svizzera meridionale, a sud di Berna, non lontano dalla frontiera italiana, fino all’istituto di medicina legale di Sion per l’identificazione.
L’identità che ne è emersa è quella di due alpinisti belgi di 39 e 41 anni. Avevano perso la vita sulle Alpi nel 1992, ben 34 anni fa. Partiti la mattina del 4 settembre dal rifugio Weissmies, erano stati sorpresi da una tempesta e non avevano mai raggiunto la loro meta intermedia, il rifugio Almagaller, né quella finale, la vetta del monte Weissmies a 4mila metri di quota.
I soccorritori li avevano cercati per settimane. Uno zaino era riemerso dalla neve. Oggi la fusione dei ghiacciai ha riportato in superficie i loro corpi. Nella giacca avevano i documenti di identità. Ai familiari in Belgio è stato chiesto di fornire anche un campione di Dna per l’identificazione definitiva, che è avvenuta oggi.
A poca distanza l’anno scorso era stato ritrovato il corpo di uno scalatore svizzero scomparso nel 1994 vicino Zermatt.
Il versante del Weissmies è coperto da uno strato sottile di ghiaccio bruno. Il glaciologo svizzero Matthias Huss ha spiegato ai giornali locali che quest’anno, il secondo peggiore di sempre per volumi persi, la Svizzera potrebbe dire addio definitivamente a 20-30 piccoli ghiacciai.
Non solo le temperature estive sono particolarmente elevate. Lo scorso inverno ha anche nevicato meno della media.
Un altro alpinista, in realtà solo una decina di ossa, sono ricomparse in Austria, a nord di Innsbruck, lungo un ghiaione sulla Nordkette, a 2.500 metri. Appartengono a un ragazzo altoatesino di 22 anni scomparso nel 1991.
Due giorni fa dal Nepal sono stati rimpatriati i cadaveri degli alpinisti italiani Marco Di Marcello e Markus Kirchler. Erano stati travolti da una valanga sullo Yalung Ri lo scorso 3 novembre insieme ad altre 5 persone, fra cui un terzo italiano.
Sotto a 5 metri di neve dura, a più di 5mila metri di quota, i soccorritori all’epoca non erano riusciti a raggiungerli. L’estate ha invece favorito il loro ritrovamento da parte di una nuova spedizione di soccorso.
Sempre dall’Everest (dove si stima che duecento alpinisti morti restino sepolti nella neve) sono riemersi due anni fa uno scarpone e un calzino con la scritta “Ac Irvine”. Potrebbero appartenere all’alpinista Andrew Irvine, scomparso un secolo fa a 8mila metri, nel tentativo di raggiungere per primo la vetta più alta del mondo insieme al compagno George Mallory.

L'Italia affronta un weekend contrastante: Bari e Palermo sono in allerta rossa per ondate di calore, mentre in Lombardia si contano circa 400 evacuati a causa di frane, esondazioni e nubifragi che hanno colpito le province di Bergamo, Brescia e Sondrio.

Evacuate precauzionalmente alcune abitazioni a San Giacomo degli Schiavoni, in provincia di Campobasso, a causa di un vasto incendio boschivo alimentato dal forte vento di libeccio. Sul posto operano Vigili del Fuoco e volontari Aib con l'ausilio di un canadair.

L'Italia vive una situazione meteorologica divisa: mentre al Nord il maltempo cede il passo a un clima più instabile e meno torrido, il Sud resta sotto la morsa dell'anticiclone africano con allerta massima per il caldo a Bari e Palermo fino a settembre.

Violento maltempo in Lunigiana: tre persone salvate da una frana a Bagnone. Il comune ha registrato 260 mm di pioggia in tre ore, causando isolamento di frazioni, chiusure stradali e allagamenti tra Villafranca e Licciana Nardi.

Si moltiplicano gli avvistamenti e le aggressioni di lupi in Italia. A Gallipoli tre turisti sono finiti in ospedale, mentre a Noicattaro e Riccione sono state disposte chiusure di parchi. Esperti indagano sul comportamento anomalo degli animali.

Un'ondata di maltempo ha colpito diverse regioni italiane, causando frane, esondazioni e danni strutturali. In Lombardia, 81 persone sono state evacuate in Val Camonica, mentre in Trentino, Liguria e Friuli-Venezia Giulia si registrano numerosi interventi di soccorso.