Governo Meloni, in corso il Cdm: sul tavolo i decreti legge sulle bollette e su Anac
Il provvedimento, inizialmente previsto per il 28 ottobre, è stato rinviato per verifiche tecniche. Al centro un tetto al prezzo del gas per le centrali termoelettriche per ridurre le bollette di famiglie e imprese.
Quick Look
- Il governo italiano ha rinviato il decreto Bollette bis per verifiche tecniche sul meccanismo di price cap del gas per le centrali termoelettriche, con l'obiettivo di ridurre le bollette di famiglie e imprese del 10% dal 1° gennaio 2027.
- Elettricità Futura contesta gli oneri sul settore e annuncia l'uscita da Confindustria Energia.
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Why It Matters
Il decreto Bollette bis era stato inserito all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri del 28 ottobre, che ha approvato il disegno di legge di Bilancio 2027, ma è stato ritirato per verifiche tecniche. Il provvedimento introduce un tetto al prezzo del gas per le centrali termoelettriche, ispirato al modello spagnolo, con l'obiettivo di ridurre le bollette di famiglie e imprese.
Il provvedimento avrebbe dovuto essere esaminato già il 28 ottobre, durante il Consiglio dei ministri che ha approvato il disegno di legge di Bilancio 2027. Inizialmente inserito all'ordine del giorno, era stato successivamente ritirato per consentire ulteriori approfondimenti. A spiegare le ragioni dello slittamento era stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, escludendo difficoltà finanziarie o contrasti con Bruxelles. "Sul decreto bollette non ci sono problemi di coperture né con la Commissione, ma alcune verifiche tecniche. Anche per la quantità di provvedimenti" all'esame del governo "abbiamo pensato di farlo slittare al prossimo Cdm", aveva precisato la premier.
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Il nodo riguarda soprattutto il funzionamento del meccanismo destinato a contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre elettricità e la distribuzione dei relativi costi. Lo scorso martedì, a margine dell'inaugurazione di Ecomondo 2026 a Rimini, Pichetto Fratin aveva confermato che "i miei uffici stanno ridefinendo le modalità tecniche del cosiddetto ribaltamento", riferendosi al sistema con cui ripartire gli oneri dell'intervento.
Al centro del nuovo decreto Bollette bis c'è l'introduzione di un tetto al prezzo del gas impiegato nelle centrali termoelettriche, con l'obiettivo di ridurre il costo dell'energia elettrica per famiglie e imprese. La misura, ispirata al modello adottato in Spagna durante la precedente crisi energetica, nasce dall'intesa preliminare raggiunta il 16 ottobre tra il governo italiano e la Commissione europea. Secondo le ipotesi circolate, il cosiddetto price cap potrebbe essere fissato a 58,9 euro per megawattora, per un periodo iniziale di 12 mesi, eventualmente prorogabile fino a 18. Il meccanismo consentirebbe di limitare l'incidenza delle quotazioni del gas sulla formazione dei prezzi all'ingrosso dell'elettricità, con una riduzione delle bollette stimata intorno al 10%. L'intervento dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2027 e produrre benefici soprattutto per i clienti con contratti indicizzati, mentre per quelli a prezzo fisso non sono previste riduzioni automatiche delle tariffe. Si tratta comunque di stime e condizioni ancora soggette alla definizione del testo definitivo.
Uno degli aspetti più delicati riguarda la copertura della differenza tra il prezzo effettivo del gas sui mercati e il valore massimo riconosciuto alle centrali elettriche. Il sistema dovrebbe prevedere compensazioni per gli operatori, finanziate attraverso un meccanismo di ripartizione degli oneri ancora in fase di definizione. Il rischio è che una parte dei costi venga trasferita sulle bollette, riducendo i benefici attesi dal provvedimento. Il governo starebbe quindi valutando una distribuzione delle spese tra produttori e clienti con contratti indicizzati, cercando di evitare penalizzazioni per chi ha già sottoscritto forniture a prezzo fisso. A rendere urgente l'intervento è anche la nuova impennata delle quotazioni energetiche. Il 28 ottobre il gas sulla piazza di Amsterdam aveva superato i 100 euro per megawattora, tornando sui livelli raggiunti durante la crisi del 2022. Alla base dei rincari ci sono le incertezze legate alla guerra in Iran, i timori per le forniture internazionali, le scorte europee ridotte e l'aumento della domanda in vista dell'inverno.
Le misure allo studio hanno suscitato forti malumori tra le imprese elettriche italiane, che contestano al governo di aver concentrato sul settore buona parte degli oneri delle politiche energetiche. Durante l'assemblea di Elettricità Futura, il presidente Salvatore Pinto ha accusato l'esecutivo di aver trattato il comparto "come una cassa a cui attingere ogni volta che serve", attraverso "interventi che ammontano a 6-7 miliardi di euro". Nel mirino dell'associazione non c'è soltanto il tetto al prezzo del gas, ma anche l'aumento dell'Irap previsto dalla Manovra, che dovrebbe garantire un contributo di circa 700 milioni di euro dalle società energetiche. Secondo i produttori, queste misure rischiano di compromettere gli investimenti nelle rinnovabili e di introdurre nuove incertezze nel mercato. Particolare preoccupazione riguarda i contratti a prezzo fisso: Elettricità Futura teme che gli oneri del nuovo sistema possano ricadere anche sui clienti che hanno scelto queste formule per proteggersi dalle oscillazioni dei prezzi.
Il malcontento ha provocato anche una frattura all'interno del sistema confindustriale. Lo scorso lunedì Elettricità Futura ha annunciato che non rinnoverà la propria adesione a Confindustria Energia, l'organizzazione che riunisce le imprese del settore energetico, pur restando all'interno di Confindustria. Alla base della decisione c'è la convinzione di non essere stata adeguatamente rappresentata nelle trattative sulle misure governative, a vantaggio degli interessi delle società petrolifere e del gas e delle industrie ad alto consumo energetico. "Chi rappresenta l'industria nel suo complesso deve saper comporre interessi diversi, anche divergenti", ha dichiarato Pinto, aggiungendo che "per il settore elettrico questa condizione è venuta meno". Il presidente ha quindi criticato la dipendenza italiana dalle fonti fossili: "Un Paese prigioniero del gas è condannato a vita: dipendente dall'estero, esposto ogni giorno al rischio sul prezzo e sulla disponibilità". E ha osservato: "Con gas e carburanti impazziti, si è parlato solo di elettricità. E si è messo mano al suo mercato. Sulle altre energie, che nella spesa delle famiglie pesano quattro volte tanto, l'attenzione è stata molto minore".
Per approfondire: Bollette luce e gas, i Paesi dove si spende di più in Europa per il caro energia
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il decreto Bollette bis verrà esaminato nel prossimo Consiglio dei ministri
Likely · Within days
Il meccanismo di price cap entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027
Possible · Within months
Open Questions
- Qual è il valore definitivo del price cap sul gas?
- Come sarà finanziato il meccanismo di compensazione per gli operatori?
- Quando verrà pubblicato il testo definitivo del decreto?
- Quali saranno gli effetti effettivi sulle bollette dei clienti a prezzo fisso?





