Guerra in Iran: Panetta prevede almeno altri sei mesi di conflitto
L'ex capo del Pentagono avverte di una possibile 'forever war' in Medio Oriente, mentre aumentano le tensioni nello Stretto di Hormuz e si segnalano vittime in Libano e Gaza
Quick Look
- L'ex ministro della Difesa statunitense Leon Panetta ha dichiarato che la guerra in Iran si prolungherà per almeno altri sei mesi, rischiando di diventare un conflitto prolungato.
- Nel frattempo, i Pasdaran hanno attaccato un drone navale americano nello Stretto di Hormuz dopo scambi di attacchi tra Teheran e Washington.
- Almeno quattro persone sono morte nei raid israeliani nel sud del Libano, tra cui due donne, mentre a Gaza sono stati seppelliti i resti di circa 100 persone recuperati dalle macerie.
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Why It Matters
L'articolo descrive un escalation del conflitto tra Iran e Stati Uniti, con coinvolti anche Israele e gruppi regionali. Si menzionano attacchi reciproci nello Stretto di Hormuz, raid israeliani in Libano e Gaza, e dichiarazioni di funzionari statunitensi e israeliani sulla durata del conflitto e sugli obiettivi strategici. Viene riferito anche sul blocco navale statunitense contro l'Iran e sulle sue conseguenze economiche.
Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Guerra Iran Usa, ex capo del Pentagono: "Il conflitto durerà almeno altri 6 mesi". LIVE
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La guerra in Iran "si prolungherà per almeno altri sei mesi", ha dichiarato l'ex ministro della Difesa americano Leon Panetta. I Pasdaran hanno annunciato di aver attaccato drone navale americano nello Stretto di Hormuz. Qualche ora prima Teheran e Washington si erano scambiate una serie di attacchi nella zona. Almeno 4 morti nei raid israeliani nel sud del Libano, secondo il ministero della Salute di Beirut. Tra le vittime due donne
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La guerra in Iran "si prolungherà per almeno altri sei mesi", ha dichiarato l'ex ministro della Difesa americano Leon Panetta.
Nel fattempo, è sempre più alta la tensione nello stretto di Hormuz. I pasdaran hanno attaccato un drone navale statunitense che stava tentando di entrare nello Stretto di Hormuz, poche ore dopo che Teheran e Washington si erano scambiate una serie di attacchi.
Le forze americane avevano colpito tre petroliere iraniane dopo che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie aveva lanciato missili balistici contro due navi statunitensi che pattugliavano le acque nella regione e i Pasdaran hanno risposto in un continuo scambio di colpi, annunciando l'attacco di diverse imbarcazioni per ritorsione.
Almeno quattro persone sono morte nei raid israeliani nel sud del Libano, secondo il ministero della Salute di Beirut. Tra le vittime ci sono due donne. Il bilancio parla anche di circa 20 feriti, tra cui donne e tre bambini.
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Sepolti i resti di 100 persone recuperati da macerie Gaza
I resti di circa cento persone, recuperati dalle macerie di abitazioni di Gaza City bombardate durante i primi mesi dell'offensiva israeliana, sono stati seppelliti oggi nel corso di una cerimonia nel capoluogo della Striscia. I corpi sono stati estratti dalle squadre locali di soccorso, tra cui la Protezione civile di Gaza, dalle rovine di alcune case del quartiere di Zeitoun nelle quali vivevano diverse famiglie. La veglia funebre si è svolta ieri sera, mentre oggi è stato celebrato il funerale, seguito dalla sepoltura nel cimitero di Al Mamadani. In un'immagine diffusa dall'agenzia palestinese Wafa, i resti appaiono avvolti nelle bandiere palestinesi e circondati da decine di persone. Secondo Wafa, le operazioni di recupero sono state rese possibili dalla disponibilità di macchinari pesanti, tra cui escavatori, camion e bulldozer, utilizzati per rimuovere le macerie delle abitazioni crollate sui residenti durante l'offensiva. L'ultimo bilancio diffuso dal ministero della Sanità di Gaza indica 73.651 morti nell'enclave palestinese dall'inizio dell'offensiva israeliana nell'ottobre 2023, lanciata in risposta agli attacchi di Hamas che provocarono 1.200 morti in Israele. Di questi, 1.344 sono stati uccisi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco nell'ottobre 2025. Nello stesso periodo sono stati recuperati dalle macerie 826 corpi, ma secondo il ministero restano ancora migliaia di persone sepolte sotto le rovine.
Netanyahu ordina di smantellare gli avamposti dei coloni in Cisgiordania
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha ordinato l'evacuazione di insediamenti di coloni in Cisgiordania. Lo ha affermato oggi il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. "Per quanto ne so, Netanyahu ha dato istruzione di evacuare" alcuni avamposti, ha dichiarato durante un convegno a Gerusalemme senza fare nomi, aggiungendo di "non gradire tale disposizione". Si tratta spesso di insediamenti composti da poche roulotte o strutture prefabbricate, costruiti senza l'avallo del governo israeliano.
Netanyahu ribadisce: "La fine dell'Iran è vicina, il regime è debole"
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha ribadito la determinazione di Israele a "portare a termine la missione" di rovesciare il regime iraniano, dichiarando che "la sua fine è vicina", in un videomessaggio in lingua ebraica diffuso dal suo ufficio in occasione di un evento durante la riunione di gabinetto odierna. Lo scrive The Times of Israel. Se l'Iran dovesse "commettere un errore di valutazione" e attaccare Israele, "subirebbe un colpo che non può nemmeno immaginare", ha avvertito Netanyahu, affermando che il regime "è debole, sta lottando per la sua sopravvivenza e sta vacillando". Giovedì Netanyahu ha rilasciato dichiarazioni simili, affermando che la "missione principale" di Israele è rovesciare il regime iraniano, e attribuendo alle operazioni militari israeliane condotte dopo l'invasione e il massacro del 7 ottobre 2023, guidati da Hamas, il merito di aver arginato le minacce nucleari e missilistiche iraniane.
Ministro dell'Energia Usa: "Potrebbe non esserci un accordo sul nucleare con l'Iran"
"Potrebbe non esserci un accordo sul nucleare" con l'Iran: "potrebbe trattarsi semplicemente di distruggere le loro capacità di realizzarlo". Lo ha detto il ministro dell'Energia americano Chris Wright in un'intervista a Abc, sottolineando che un'intesa sul nucleare "potrebbe aspettare la prossima amministrazione".
Gaza, fonti mediche: "Due morti, tra cui una bambina di 6 anni, in un raid israeliano"
Due persone, tra cui una bambina di 6 anni, sono rimaste uccise in un attacco israeliano contro un veicolo a Gaza City, secondo quanto riferito da fonti mediche palestinesi. Secondo le stesse fonti, anche il padre della bambina è rimasto ferito nell'attacco. Ore prima altre sette persone erano rimaste ferite in due raid israeliani nel campo profughi di Al-Shati, a ovest di Gaza City.
Libano: "Salgono a 7 i morti dopo un nuovo attacco israeliano a sud"
Un nuovo attacco israeliano nel sud del Libano ha causato oggi la morte di tre persone, secondo quanto annunciato dal ministero della Salute, portando a sette il bilancio complessivo delle vittime della giornata in un contesto di tregua fragile. L'attacco, condotto con un drone, ha colpito un parcheggio nella regione di Nabatiyeh, stando alla nota ufficiale.
Media: "Netanyahu ordina smantellamento avamposti coloni non autorizzati"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe ordinato lo smantellamento degli avamposti di coloni non autorizzati in Cisgiordania, in seguito a pressioni da parte degli Stati Uniti su Israele affinché reprima gli attacchi dei coloni contro i palestinesi. Lo rende noto Haaretz, specificando che l'ordine si applicherebbe agli avamposti stabiliti dai coloni senza autorizzazione del governo israeliano. Non è chiaro quando tale smantellamento possa iniziare, rileva la testata israeliana.
Gli avamposti non autorizzati generalmente consistono in un piccolo numero di coloni che vivono in strutture prefabbricate, sottolinea Haaretz, ricordando che in passato le autorità israeliane hanno smantellato alcuni di questi avamposti, ma ne hanno anche legalizzati retroattivamente altri e persino consentito loro di ricevere finanziamenti governativi. Gli insediamenti in Cisgiordania, territorio occupato, sono illegali ai sensi del diritto internazionale.
Netanyahu: "Non osi attaccarci. Noi più forti che mai"
Benjamin Netanyahu è tornato a minacciare l'Iran di pesanti conseguenze se dovesse attaccare Israele. "Se l'Iran commetterà l'errore di attaccarci, subirà un colpo che non può nemmeno immaginare. Siamo determinati a completare la missione di far cadere il regime, la sua fine è vicina", ha detto il primo ministro israeliano nel brindisi del governo per Rosh Hashanah, il Capodanno ebraico. "Israele è più forte che mai, i nostri nemici sono più deboli che mai", ha assicurato, "siamo determinati a difenderci, siamo determinati a colpire i nostri nemici. Essi non ci stanno attaccando. L'Iran si astiene dal farlo e sa perché. Naturalmente potrebbe commettere un errore e decidere di attaccarci. Subirebbe un colpo che non può nemmeno immaginare". Dunque, "dico ai nostri nemici: non scherzate con noi", ha ribadito.
L'ex capo del Pentagono Usa: "La guerra in Iran durerà almeno altri 6 mesi"
La guerra in Iran si prolungherà per almeno altri sei mesi e rischia di diventare una "forever war in Medio oriente". Lo ha detto l'ex ministro della Difesa americano Leon Panetta in un'intervista al Guardian. "Non è un mistero che l'Iran e gli Stati Uniti siano in una terribile impasse e che ci siano poche opzioni per mettere fine al conflitto", ha spiegato Panetta aleggiando l'ipotesi che la guerra diventi come quelle in "Iraq e in Afghanistan". Le forze americane "stanno andando in guerra in un periodo di turbolenze all'interno del Pentagono, nella sua struttura di comando", ha messo in evidenza precisando che queste tensioni inviano un messaggio di debolezza all'Iran e agli altri avversari. Il riferimento di Panetta è alle purghe di Pete Hegseth. "Dire che il Pentagono sia nel caos è un insulto per ogni militare", ha respinto le accuse Sean Parnell, il portavoce del Dipartimento della Difesa.
Guerra Medio Oriente, raid di Israele nel sud del Libano: 4 morti. VIDEO
L'Opec+ lascia invariati i livelli di produzione di petrolio
I sette Paesi Opec+, Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman, hanno deciso di mantenere inalterati i livelli di produzione richiesti per settembre e per ottobre 2026. Lo comunica una nota dell'organizzazione diffusa dopo la riunione virtuale tra i membri dell'organizzazione tenutasi per esaminare le condizioni e le prospettive del mercato globale. Si tratta di un'inversione di rotta nella strategia del cartello dopo sei mesi di aumenti, decisi a partire da marzo per fronteggiare gli effetti della chiusura dello Stretto di Hormuz. I sette paesi "hanno ribadito il loro impegno collettivo a raggiungere la piena conformità con la Dichiarazione di cooperazione", si legge nel comunicato in cui si annuncia che la prossima riunione si terrà il 4 ottobre.
Iran, Centcom: "92 navi deviate e tre distrutte nel Golfo"
Il Comando centrale americano (Centcom) ha aggiornato il bilancio delle operazioni nel Golfo Persico. "Le forze del Centcom continuano a far rispettare il blocco marittimo contro l'Iran", si legge in un post del comando su X. "Al 6 settembre, le forze statunitensi hanno fato cambiare rotta a 92 navi commerciali, reso inutilizzabili 3 imbarcazioni e abbordato 2 navi per garantire il rigoroso rispetto del blocco", si riferisce.
Bessent: "A Teheran restano solo 30 mln barili di greggio per la Cina"
"Probabilmente restano soltanto circa 30 milioni di barili di greggio iraniano che la Cina non ha ancora comprato. Quindi finiranno presto e non ci sarà più alcun problema con gli acquisti cinesi, perché non avranno più prodotto da comprare". Lo ha affermato il segretario al Tesoro americano Scott Bessent in un'intervista a Fox News. Bessent ha definito l'operazione 'Economic Outcast' "il più grande sforzo mai intrapreso per isolare economicamente un Paese", sostenendo che Washington intende "asfissiare" il regime iraniano. "Il blocco sta funzionando come non abbiamo mai visto prima. Tutti dicono che le sanzioni non funzionano, ma posso assicurarvi che blocco e sanzioni rappresentano una delle combinazioni più potenti nella storia dell'isolamento economico", ha affermato. Quanto allo Stretto di Hormuz, Bessent ha ribadito che potrebbe perdere gran parte della sua importanza per il mercato petrolifero entro due anni, grazie allo sviluppo da parte dei Paesi produttori del Golfo di "rotte alternative attraverso oleodotti che non richiederanno più il passaggio del petrolio attraverso lo Stretto".
Teheran: "Blocco e pressione economica Usa costano più a Washington che a noi"
La pressione economica e il blocco imposto dagli Stati Uniti all'Iran "stanno imponendo costi più pesanti a Washington che a Teheran": è quanto sostenuto dal portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Mohebbi, il quale ha aggiunto che "l'Iran non si arrenderà alle pressioni né alle sanzioni". "Se gli Stati Uniti puntano a infliggere un di danni economici all'Iran, saranno loro stessi a subirne perdite per diversi dollari", ha dichiarato all'agenzia Mehr. Il presidente statunitense Donald Trump "ha creduto che gli Stati Uniti fossero in grado di mettere in ginocchio l'Iran attraverso la propria potenza militare e la propria flotta navale, ma gli sviluppi recenti hanno dimostrato che tali calcoli erano ben lontani dalla realtà", ha sottolineato Mohebbi. "Gli Stati Uniti, alle prese con un enorme debito e con la concorrenza economica della Cina e di altre grandi potenze, non riusciranno a prevalere nei loro attacchi e nelle loro sanzioni contro l'Iran".
Teheran: "Riposte 'più rapide e incisive' ad attacchi Usa"
Mohammad Bagher Ghalibaf, negoziatore capo iraniano, ha minacciato risposte piu' rapide e incisive agli attacchi statunitensi, dopo che Teheran ha preso di mira navi da guerra americane per ritorsione contro le azioni USA ai danni di alcune petroliere. "Gli americani devono aver capito che l'era delle risposte proporzionate è finita", ha dichiarato Ghalibaf in un discorso diffuso dai media di Stato, aggiungendo che "qualsiasi aggressione agli interessi e alla sicurezza dell'Iran riceverà una risposta più rapida, più intensa e più dolorosa".
Pasdaran: "Il blocco potrebbe costare agli Usa più che a Teheran"
"Se gli Stati Uniti vogliono infliggere un dollaro di danno economico all'Iran, potrebbero ritrovarsi a sostenere costi e perdite per diversi dollari". Lo ha dichiarato all'agenzia iraniana Mehr il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, generale Hossein Mohibi, sostenendo che il blocco economico e marittimo imposto da Washington a Teheran potrebbe finire per costare agli Stati Uniti molto più che all'Iran.
Secondo Mohibi, Donald Trump ritiene di poter costringere Teheran alla resa facendo leva sulla potenza militare americana, ma "i recenti sviluppi hanno dimostrato il contrario". Gli Stati Uniti, ha aggiunto il portavoce dei Pasdaran, sono alle prese con un enorme debito e con la crescente competizione economica della Cina e di altre grandi potenze e non riusciranno quindi a prevalere attraverso gli attacchi militari e le sanzioni contro l'Iran.
Iran, sventolano bandiere opposizione in video: arrestati
Le autorità iraniane hanno arrestato diverse persone accusate di essere comparse in un video, circolato online negli ultimi giorni, mentre sventolavano le bandiere dei Muj
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
La guerra in Iran si prolungherà per almeno altri sei mesi
Likely · Within months
Il blocco navale statunitense continuerà a deviare navi e a rendere inutilizzabili imbarcazioni nel Golfo
Very likely · Within weeks
Israele continuerà a condurre raid nel sud del Libano e a Gaza
Likely · Within weeks
Open Questions
- Quali sono le condizioni specifiche per un eventuale cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti?
- Come risponderà la Cina alla riduzione delle esportazioni di greggio iraniano a causa del blocco?
- Quali sono gli obiettivi militari esatti di Israele in Libano e come si relazionano con la guerra in Iran?
- Quali sono le conseguenze umanitarie a lungo termine dei raid in Libano e Gaza sulla popolazione civile?






