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Resta dunque soltanto una giornata utile per versare la prima rata dell’Imu senza rischiare di dover pagare una somma maggiorata.
L’importo totale che deve essere corrisposto si calcola partendo dalla rendita catastale dell'immobile per cui è previsto il pagamento dell’imposta, aumentandola del 5%. Il risultato va poi moltiplicato per un certo coefficiente, che cambia a seconda della tipologia di edificio di riferimento. Infine, la cifra ottenuta va moltiplicata anche per l'aliquota decisa dal Comune in cui l’immobile si trova.
L’importo dell’acconto 2026 viene calcolato sulla base delle aliquote in vigore nel 2025, solitamente facilmente reperibili sui siti istituzionali dei vari Comuni italiani.
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In linea generale, l’Imu va pagato soltanto per le seconde case, oltre che per i terreni agricoli e le aree fabbricabili. Ci sono però dei casi in cui bisogna versarlo anche per l’abitazione principale (cioè per la prima casa). L’imposta è sempre dovuta per le categorie catastali cosiddette "di lusso": A/1, A/8 e A/9, cioè per le ville, le abitazioni in ville e castelli e i palazzi. Restano quindi esclusi gli immobili iscritti al catasto sotto le categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7.
L’Imu è dovuto da tutti coloro che sono proprietari di uno o più immobili per cui è previsto il pagamento. Lo stesso vale per chi ha un diritto reale di godimento. Il caso più frequente è quello dell’usufrutto, ma è così anche per chi esercita i diritti di uso, abitazione, superficie, enfiteusi e servitù prediali.
La legge prevede molte riduzioni per l’Imu. C’è ad esempio lo sconto del 50% della base imponibile per le abitazioni (escluse categorie A/1, A/8, A/9) concesse in comodato gratuito a parenti in linea retta di primo grado (figli e genitori), a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante sia possessore di un solo immobile abitativo in Italia (oltre eventualmente la propria abitazione principale) e risieda anagraficamente (oltre ad avere la dimora abituale) nello stesso territorio comunale in cui è situato l'immobile concesso in comodato. La riduzione è del 50% della base imponibile anche per gli immobili di interesse storico/artistico, così come per gli immobili inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati. Si scende invece al 25% (o equivalentemente riduzione al 75%) della base imponibile per le abitazioni locate a canone concordato. E ancora, è in vigore anche una riduzione del 50% dell'imposta nel caso del possesso di un unico immobile da parte dei pensionati residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall'Italia, con pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l'Italia.
Per approfondire: Imu 2026, quali sono le esenzioni, le riduzioni e le agevolazioni previste
La disciplina dell’Imu potrebbe cambiare a breve: varie proposte di riforma sono in discussione al momento. Forza Italia, per fare un esempio, ha presentato un emendamento al Piano Casa che prevede l'Imu ridotta al 50% per gli immobili affittati a canone concordato agli under 35 e a genitori separati o divorziati non assegnatari della casa familiare. Fratelli d’Italia chiede invece di esentare dal pagamento dell'Imu gli immobili di proprietà degli ex Istituti autonomi per le case popolari (Iacp), anche se sfitti. Il Piano Casa, però, al momento è in stallo, dopo la bocciatura delle Regioni.
Per approfondire: A chi spetta lo sconto Imu del 50%?

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