Italia proroga i controlli Schengen con la Spagna: la decisione del Viminale
Il ministro Piantedosi limita la proroga a 15 giorni lodando gli sforzi di Madrid e dell'UE. Intanto prosegue la crisi migratoria a Ceuta.
Quick Look
Il ministero dell'Interno italiano ha prorogato di 15 giorni la sospensione dell'accordo Schengen con la Spagna per motivi di sicurezza, lodando gli sforzi di Madrid per normalizzare la situazione legata alla crisi migratoria nell'exclave di Ceuta.
AI-generated summary
Why It Matters
L'Italia ha sospeso l'accordo Schengen con la Spagna il 31 luglio per la crisi migratoria a Ceuta, spingendo Madrid a replicare con controlli analoghi.
La decisione dell’Italia
Il ministero dell’Interno italiano ha parlato di una decisione “assunta, in linea con l'analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, in ragione del permanere degli elementi di valutazione che erano stati alla base della loro reintroduzione lo scorso 1° agosto, ma al contempo anche tenendo conto delle iniziative già avviate dalla Spagna, insieme all'Unione Europea, affinché in quell'area la situazione possa avviarsi a una prossima normalizzazione”. Il ministro Piantedosi ha spiegato che “abbiamo limitato la proroga a 15 giorni - ha spiegato il ministro - perché se da una parte l'analisi fatta dagli specialisti indica che permangano le motivazioni per cui è stata iniziata questa misura, d'altra parte sicuramente è apprezzabile lo sforzo che sta facendo il governo spagnolo, insieme all'Unione Europea, per superare la situazione che si è creata”.
I controlli della Spagna
Da parte sua la Spagna, fino a domenica 30 agosto, ha controllato 1.066 voli con un totale di 12.337 passeggeri di Paesi terzi provenienti dall'Italia. Un totale di 1.788 agenti hanno partecipato ai controlli. La decisione di Madrid di ripristinare i controlli dallo scorso 8 agosto aveva fatto seguito a quella adottata lo scorso 31 luglio dal governo italiano di sospendere l'accordo Schengen di libera circolazione con la Spagna per motivi di "sicurezza nazionale" a fronte della crisi migratoria a Ceuta. Prima della sospensione da parte di Madrid, il governo presieduto da Pedro Sanchez aveva chiesto a Roma di revocare le misure restrittive, senza successo.
La situazione a Ceuta
La crisi nell’exclave di Ceuta, intanto, prosegue: si sono registrati infatti scontri tra migranti e la polizia è intervenuta sparando in aria colpi di arma da fuoco a scopo dissuasorio. Sulla situazione, che prosegue ormai da un mese, è intervenuto ancora il premier spagnolo Pedro Sanchez: "Ci sono state reti russe e israeliane che hanno diffuso una menzogna, dando a intendere che se si entrava a nuoto in questa città autonoma, era impossibile il respingimento alla frontiera, cosa che non è vera", ha spiegato Sanchez, aggiungendo che "tra il 30 e il 31 luglio sono entrati a Ceuta intorno alle settantamila persone, delle quali nove su dieci tornate in Marocco. Resterebbero cinquemila persone, delle quali 1.500 minorenni".
Open Questions
- Quali saranno le prossime misure dell'UE per Ceuta?
- I controlli Schengen saranno prorogati oltre i 15 giorni?





