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La Turchia ha visto una crescita rapida della domanda elettrica, quasi il 5% annuo tra il 2005 e il 2024, il più alto tra i Paesi Iea. Le rinnovabili hanno raggiunto il 43% della produzione nel 2025, ma il carbone rimane dominante al 34%, con due terzi del combustibile importato.
La Turchia accelera sulle rinnovabili, ma resta legata alle fonti fossili. Nel 2025 eolico e solare hanno prodotto il 22% dell’elettricità, superando per la prima volta l’idroelettrico. Il carbone, tuttavia, è rimasto la prima fonte con il 34%: circa due terzi dell’elettricità generata da questa fonte dipendono da combustibile importato.
È il doppio volto del sistema energetico turco descritto dai nuovi rapporti dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) e di Ember, realizzati in vista della Cop31 che sarà ospitata ad Antalya dal 9 al 20 novembre 2026. Due analisi che riconoscono i progressi compiuti da Ankara, ma individuano nella crescita della domanda, nella dipendenza dall’estero e nei limiti delle reti i principali ostacoli alla transizione.
Il fabbisogno elettrico è cresciuto in media di quasi il 5% l’anno tra il 2005 e il 2024, il ritmo più elevato tra i Paesi membri dell’Iea, e dovrebbe continuare ad aumentare fino al 2035. Le rinnovabili hanno raggiunto il 43% della produzione elettrica, contro una media europea del 48%. Il piano energetico nazionale punta a portarle al 55% entro il 2035, quasi quadruplicando la capacità solare rispetto al 2024 e triplicando quella eolica. Al mix dovrebbe aggiungersi anche il nucleare.
La produzione fotovoltaica è raddoppiata in due anni, passando da 18,4 TWh nel 2023 a 37,3 TWh nel 2025. La sua quota è salita al 10,5%, mentre l’eolico ha raggiunto l’11,1%. Nel 2025 sono stati installati complessivamente 6,5 GW di nuova capacità eolica e solare, un nuovo record. Per raggiungere i 120 GW previsti nel 2035, quasi tre volte i circa 40 GW attuali, secondo Ember serviranno però almeno 8 GW di nuove installazioni ogni anno. La crescita delle due fonti ha contribuito a ridurre il peso del gas, sceso dal 48% della produzione elettrica nel 2014 al 22% nel 2025. Nello stesso periodo, però, la quota del carbone è aumentata dal 30 al 34%.
La produzione elettrica da carbone è diminuita solo lievemente, dai 122 TWh del 2024 a 121 TWh. Inoltre, la garanzia di acquisto introdotta nel 2026 per gli impianti alimentati a carbone domestico potrebbe aumentarne l’utilizzo. Secondo Ember, questa misura, del valore di 8,7 miliardi di dollari, contrasta con gli obiettivi sulle rinnovabili e sottrae risorse alle reti e alle tecnologie pulite.
Un’altra fragilità riguarda l’idroelettrico. La siccità ha ridotto del 29% la produzione media delle tre maggiori dighe rispetto ai livelli di vent’anni fa. Il calo viene compensato soprattutto dalle centrali a gas, facendo crescere il costo delle importazioni in media di 1,8 miliardi di dollari l’anno. Nel 2025 la produzione nazionale di gas ha coperto appena il 5% dei consumi. Il giacimento di Sakarya, nel Mar Nero, potrebbe però ridurre la dipendenza dall’estero: a pieno regime dovrebbe produrre 16,5 miliardi di metri cubi l’anno, oltre un quarto della domanda registrata nel 2024.
La priorità indicata dai due rapporti è ora adeguare reti, accumuli e strumenti di flessibilità alla crescita delle rinnovabili. Il piano nazionale prevede 7,5 GW di batterie operative entro il 2035. Più ampia è la pipeline dei progetti eolici e solari integrati con sistemi di accumulo, che ha raggiunto 33 GW: più del doppio rispetto a Germania e Italia e un livello superiore a quello di qualsiasi Paese dell’Unione europea.
La capacità programmata equivale all’83% dei circa 40 GW di eolico e fotovoltaico oggi installati in Turchia. Si tratta però quasi interamente di progetti ancora da realizzare, frenati dai limiti della rete e dai ritardi autorizzativi.
Per raggiungere il target al 2035 saranno necessari altri 28 miliardi di dollari di investimenti nella rete. La riforma approvata nel 2025 punta, intanto, a ridurre a 18 mesi procedure che possono durare fino a quattro anni per l’eolico e due per il solare.
AI outlook — possibilities, not facts
La Turchia raggiungerà il 55% di elettricità da rinnovabili entro il 2035, come previsto dal piano energetico nazionale.
Possible · Within years
Saranno necessari almeno 8 GW di nuove installazioni eoliche e solari ogni anno per raggiungere i 120 GW previsti nel 2035.
Possible · Within years
Il giacimento di Sakarya nel Mar Nero potrà produrre 16,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno a pieno regime, riducendo la dipendenza dalle importazioni.
Possible · Within years

Despite gas storage levels lower than previous years, the EU and European Commission believe there are no immediate risks to security of supply thanks to greater diversification of supplies, increased LNG import capacity and reduced demand. Better situation than in 2021-2022.

The seven OPEC+ countries (Saudi Arabia, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakhstan, Algeria and Oman) have decided not to change production levels for September and October 2026, interrupting six months of increases linked to the Strait of Hormuz crisis.

Emma Marcegaglia, on the sidelines of the Teha Forum in Cernobbio, indicates renewables and nuclear as the solutions to reduce long-term energy costs, calling in the meantime for immediate support for Italian energy-intensive companies.

In the first six months of 2026, 8.8 GW of new wind capacity was installed in Europe, 30% more than in the same period in 2025, prompting WindEurope to forecast 24 GW for the full year. Growth is driven by onshore wind (74% of new installations), with Germany in the lead (3.4 GW). Despite positive signals from auctions and financing, turbine orders are down 12% and approvals are declining in several countries, creating uncertainty over whether the pace will be maintained.

In the six months since the start of the war in Iran, solar has saved Europe more than 30 billion euros in gas imports, according to SolarPower Europe, which has revised its previous estimate of 20 billion upwards. The increase is due to greater solar production, higher fossil prices and heat waves that have reduced the efficiency of thermoelectric, hydroelectric and nuclear power, increasing demand for air conditioning.

At the end of 2025, global PV capacity under O&M management reached 348 GW, an increase of 61 GW in one year. The 15 largest operators control 57% of the market, led by NovaSource Power Services. Engie and Sterling & Wilson show the most significant growth, with +172% in the Americas and +53% in Asia-Pacific respectively.