Maggioranza compatta sulla legge elettorale: preferenze reintrodotte, ma tensioni su quote di genere e firme
Quick Look
- La maggioranza di centrodestra approva in Senato un emendamento unitario sulla legge elettorale che reintroduce le preferenze dal 1992 con capolista bloccati, respingendo gli emendamenti delle opposizioni.
- Nonostante la compattezza, emergono tensioni interne sulle quote di genere e sull'aumento delle firme richieste per entrare in Parlamento, definite 'norma truffa della casta' da Giuseppe Conte.
- Il clima rimane teso, con accuse di strumentalizzazione da entrambe le parti.
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Why It Matters
La legge elettorale in discussione mira a modificare il Rosatellum, reintroducendo le preferenze abolite nel 2017, con capolista bloccati. La maggioranza di centrodestra cerca un accordo interno dopo precedenti divisioni, mentre le opposizioni denunciano rischi di deriva autoritaria e privilegi per la casta politica.
Una sbandata per poi ricompattarsi in Senato. La maggioranza procede sulla legge elettorale ma continua a navigare a vista. Il centrodestra respinge senza defezioni, gli emendamenti delle opposizioni sulle preferenze pure e, sempre senza defezioni, vota il suo emendamento unitario in materia che prevede anche i capolista bloccati. Alla fine FdI, che forse avrebbe voluto qualcosa di più, festeggia con i cartelli in Aula con le scritte 'Con noi le preferenze, con loro zero preferenze'. La premier Giorgia Meloni sui social rivendica: "Le preferenze tornano su proposta di FdI, la sinistra non è credibile". Ma è l'epilogo dell'ennesima girnata vissuta pericolosamente. Rientrano le tensioni e non va a segno la 'trappola' architettata dalle opposizioni ma i prossimi scogli già si intravedono. Uno è certamente quello delle quote di genere. L'emendamento approvato dalla maggioranza fa saltare, infatti, le quote previste per i capolista nel Rosatellum. Un punto che, in passato, aveva visto la protesta di diverse parlamentari, anche di maggioranza. Altra questione destinata a creare polemica è, poi, quella inserita nella norma per cancellare quella 'anti-cespugli' (che eliminerà qualsiasi soglia di voti per contribuire al premio) che prevede un deciso aumento delle firme per chi entra per la prima in volta in Parlamento.
Un "norma truffa della casta" la definisce Giuseppe Conte. Il nodo più grosso, almeno per il momento, sembra superato ma non senza fibrillazioni. In mattinata, infatti, si confermava in Transatlantico la notizia che FdI stava valutando gli emendamenti di opposizione sulle preferenze. Vannacci dai social lanciava la sfida: "Siano coerenti, le votino". Ma dalle parti di FI e della Lega si rispondeva con un fermo no: o si va sull'emendamento su cui c'è un accordo o salta tutta la legge. Ma che i 'fratelli' ci abbiano pensato lo confermano in qualche modo anche le parole del sottosegretario Alberto Balboni: "il sub-emendamento è una provocazione, ma il tema c'è e non sarei contrario a soluzioni che amplino" le preferenze, dice.
Viene convocata una riunione di maggioranza con la ministra Casellati, i capigruppo del centrodestra e gli sherpa. Ciò che emerge dalla riunione dà il segno che le acque non si sono ancora placate: il governo, memore forse anche dell'incidente alla Camera proprio sulle preferenze sul quale era stato dato parere favorevole e, quindi, l'esecutivo era tecnicamente 'andato sotto' si rimette all'Aula. Nel frattempo, la frattura si ricompone e la maggioranza fa sapere che voterà compattamente contro gli emendamemti dell'opposizione. E dopo poche ore c'è la conferma. 'Tra un emendamento strumentale e mantenere gli accordi di maggioranza - scandisce Malan - che permettono la reintroduzione dal '92 delle preferenze, non abbiamo dubbi: manteniamo la parola sulle preferenze e votiamo contro questo emendamento'. 'Noi siamo una coalizione che fa sintesi - incalza Maurizio Gasparri - mentre voi litigate su primarie, secondarie...'. Sono preferenze "farlocche" con i capolista bloccati, replicano dai banchi dell'opposizione, dai quali partono urla 'Vergogna!'. Matteo Renzi rilegge in Aula un discorso della premier in favore delle preferenze e aggiunge: "Dovete vergognarvi!". Poco dopo è la volta dell'emendamento di maggioranza, approvato compattamente con tanto di cartelli dai banchi di FdI. Il centrodestra esulta. "Bene le preferenze, la sinistra e Vannacci fanno polemiche strumentali", dice Maurizio Lupi. "Passa la nostra battaglia", rivendica Antonio De Poli dell'Udc. L'opposizione invece resta sulle barricate. "Per non perdere la legge perde la faccia", commenta la segretaria Dem Elly Schlein, mentre Giuseppe Conte denuncia: "nella legge truffa c'è anche una norma proteggi casta", dice parlando delle firme. "Un altro schifo di questa legge", dice in proposito Riccardo Magi. Questa rifoma è un "danno alla democrazia", denunciano da Avs.
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What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
La norma sulle quote di genere verrà modificata in seguito a pressioni interne alla maggioranza
Possible · Within weeks
Le opposizioni presenteranno un ricorso alla Corte costituzionale contro la legge elettorale approvata
Possible · Within months
Open Questions
- Come verrà recepita la norma sulle quote di genere dalle parlamentari di maggioranza che in passato avevano protestato?
- Quale sarà l'impatto effettivo dell'aumento delle firme richieste per i nuovi candidati sull'accesso al Parlamento?
- Le tensioni emerse in maggioranza porteranno a nuove spaccature su altri punti della legge elettorale?





