Malagò non tesserato: i pareri legali confermano l'invalidità dell'elezione alla Figc
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Quattro pareri legali acquisiti dall'ANSA confermano che l'elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc è nulla per mancato tesseramento, requisito essenziale secondo lo statuto federale, mentre il Coni valuta se configurare gravi violazioni dell'ordinamento sportivo che possano giustificare un eventuale commissariamento.
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Why It Matters
Giovanni Malagò, presidente del Coni, si era candidato alla presidenza della Figc senza essere in possesso del tesseramento obbligatorio, requisito essenziale secondo lo statuto federale per l'elezione. L'avvocato Renato Miele, candidato escluso, aveva sollevato il caso nei mesi scorsi tramite ricorsi poi dichiarati inammissibili.
(Aggiorna e sostituisce servizio delle 15.54) Il tesseramento era un requisito essenziale per l'elezione a capo della Figc e Giovanni Malagò non ne era in possesso. È questo il senso dei quattro pareri degli avvocati Franco Gaetano Scoca, Luigi Medugno, Massimo Coccia e Alberto Angeletti, documenti di cui l'ANSA ha preso visione. Nelle pagine pervenute al Coni non si parla però di commissariamento come conseguenza diretta e inevitabile: nel testo di Medugno si scrive di "valutazioni doverose" rimesse agli organi di competenza del Coni ma "connotate da margini di discrezionalità delibativa quanto alla ponderazione della gravità delle infrazioni riscontrate".
Affinché la Giunta deliberi in tal senso, come da articolo 7 dello Statuto del Coni, servono infatti "gravi violazioni nell'ordinamento sportivo", ossia condotte che violino norme, principi o obblighi fondamentali di tale ordinamento e che siano tali da compromettere in maniera significativa l'autonomia, la regolarità o il corretto perseguimento delle finalità istituzionali dell'ente. Su tale gravità ruoterà la questione.
Si tratterà, per Medugno, di scelte di "natura strettamente tecnico-giuridica (e giammai politica)" il cui obiettivo sarà valutare se nella vicenda siano ravvisabili "omissioni, negligenze o imperizie" oppure "comportamenti tali da attingere la soglia di una grave violazione dello Statuto e dei Principi fondamentali a esso sovraordinati". Anche per l'avvocato Scoca "spetta ai competenti organi del Coni di valutare le conseguenze", per quanto sul merito della questione non ci siano dubbi: "L'elezione del non tesserato è invalida".
Tutti e quattro i pareri sono concordi nello schierarsi con la Procura Generale dello sport: all'articolo 29 comma 1 dello Statuto della Federcalcio, la formula "se in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura" presuppone un tesseramento vigente come requisito fondamentale, laddove invece la Procura Figc leggeva l""essere in regola con il tesseramento"" come cosa differente dall""essere tesserato"".
Per Coccia, dunque, si tratta di un "requisito soggettivo di candidabilità e conseguente eleggibilità", per Angeletti "non vi può essere dubbio".
Lo stesso Angeletti, però, fa riferimento alla mancata impugnazione della candidatura nei termini previsti dallo Statuto (Art. 21 comma 4, "la Commissione Federale di Garanzia accerta immediatamente, e comunque entro e non oltre 7 giorni dalla elezione, eventuali ipotesi di incompatibilità"): "Non ho notizie - scrive - circa l'avvenuta o meno impugnazione, nei suddetti termini". Medugno dedica alla vicenda un passaggio più incisivo, in merito ai ricorsi presentati dall'avvocato Renato Miele nei mesi scorsi, i quali "sia pur inammissibili contenevano puntuale segnalazione di un vizio radicale. La Procura Federale ha omesso di assumere qualsiasi iniziativa impugnatoria - prosegue -. La Federazione ha lasciato inevase le reiterate richieste di accesso dell'interessato e non si è costituita nei giudizi esofederali".
Un "vizio genetico" di un'elezione per cui, però l""unica iniziativa che può essere intrapresa dal Coni per ripristino legalità violata rientra nell'ambito delle attività provvedimentali". La parola "commissariamento" fa capolino in forma ipotetica solo qui, poche righe più sotto, dove si legge che "toccherà alla Giunta Nazionale formulare l'eventuale proposta di commissariamento, a al Consiglio Nazionale decidere se deliberare in conformità ad essa". La violazione è acclarata, insomma, ma la decisione dovrà valutarne l'effettivo peso.
Intanto, l'avvocato Renato Miele, il candidato alla presidenza federale escluso dalla elezione che ha sollevato il caso del mancato tesseremento di Giovanni Malagò, ha inviato al Coni una diffida ad adempiere, sollecitando Giunta e Consiglio a procedere al Commissariameno della Figc, atto dovuto per legge, essendo emerse incontestabilmente gravi violazioni dell'ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi della Figc".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
La Giunta Nazionale del Coni valuterà nei prossimi giorni se proporre il commissariamento della Figc per gravi violazioni dell'ordinamento sportivo
Likely · Within days
Il Consiglio Nazionale del Coni deciderà nei prossimi settimane se deliberare in conformità alla proposta di commissariamento della Giunta
Possible · Within weeks
Open Questions
- Il Coni effettivamente avvierà il procedimento per il commissariamento della Figc?
- Quali saranno le tempistiche di una eventuale decisione della Giunta e del Consiglio Nazionale del Coni?
- La Figc farà ricorso contro un eventuale provvedimento di commissariamento?
- Quali conseguenze avrà questa vicenda sulle prossime elezioni federali della Figc?







