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Mattarella ricorda l'eccidio di Marzabotto: "La memoria resta un monito"
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Mattarella ricorda l'eccidio di Marzabotto: "La memoria resta un monito"

Il Presidente della Repubblica commemora l'ottantaduesimo anniversario della strage di Monte Sole sottolineando l'importanza della democrazia e della solidarietà.

Quick Look

  • Il Presidente Sergio Mattarella ha commemorato l'ottantaduesimo anniversario dell'eccidio di Marzabotto, compiuto dalle SS naziste e dai fascisti.
  • Ha definito la memoria della strage un monito necessario contro la guerra e a difesa della democrazia e della Costituzione.

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Why It Matters

L'eccidio di Marzabotto fu una strage nazifascista compiuta tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 sull'Appennino bolognese. Si tratta di uno dei più gravi crimini di guerra contro la popolazione civile in Italia.

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"Ciò che è accaduto può ripetersi. Le guerre stanno nuovamente travolgendo regole e argini posti a contrastarle, facendo regredire intelligenze e ogni senso di umanità. La storia ci ha dato prova che la civiltà di pace si sorregge sulla democrazia, la partecipazione, la cultura della solidarietà, la giustizia". Lo dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricordando l'eccidio di Marzabotto compiuto dalle "SS naziste, spalleggiate dai fascisti". "Sono i cardini della nostra Costituzione, che è nata a Marzabotto e negli altri luoghi dove la dignità dell'uomo è stata offesa, è nata dove il dolore è stato indicibile e ora vive grazie alle donne, agli uomini, alle nostre comunità, capaci di generare speranza", aggiunge.

"Marzabotto e le terre attorno a Monte Sole - scrive il capo dello Stato - furono inghiottiti dal più profondo abisso di disumanità. Ottantadue anni sono trascorsi dallo sterminio che le SS naziste, spalleggiate dai fascisti, compirono ai danni della popolazione inerme, senza pietà neppure per i bambini, le donne, gli anziani, i sacerdoti. La forza dei sopravvissuti e lo scorrere delle generazioni sono stati capaci di riaprire i sentieri della vita, ma la memoria di quella spaventosa voragine resta un monito e continua a richiamare alla responsabilità. Le dinamiche della guerra da sole non bastano a definirne l'orrore. È necessario scavare alle radici della volontà di dominio, dei miti razzisti, della strategia di annientamento di intere popolazioni. Fu questo impasto a scatenare la ferocia bestiale quando le sorti del conflitto cominciarono a volgere al peggio per gli occupanti e i loro complici. L'Italia repubblicana e democratica, l'Europa che ha saputo porre fine alle guerre fratricide, gli ordinamenti di libertà e il nostro modello sociale hanno le loro fondamenta sul sacrificio di chi si trovò a pagare il prezzo più alto e ingiusto", sottolinea ancora Mattarella.

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This article was originally published by Sky TG24.

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