
La relazione annuale dell'Inail evidenzia un calo dei decessi nel 2025 ma un aumento di infortuni e malattie professionali.
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L'Inail ha presentato la relazione annuale alla Camera dei deputati illustrando i dati relativi agli infortuni e ai decessi sul lavoro.
Nel 2025 calano leggermente i morti sul lavoro in Italia, ma aumentano le denunce di infortuni e malattie professionali. È una fotografia in chiaroscuro quella scattata dalla relazione annuale dell'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail) illustrata ieri alla Camera, alla presenza tra gli altri del ministro del Lavoro Marina Calderone. Il tema è stato al centro della puntata del 22 settembre di Numeri, approfondimento di Sky TG24.
In confronto al 2019, l’anno precedente alla pandemia Covid-19 che ha poi fatto saltare gli schemi, nel 2025 i morti sul lavoro sono scesi da 1.237 a 1.189, un calo pari al 4%. Dati che confermano come il percorso verso un potenziamento della sicurezza sia ancora lungo.
Ancora più significativo è il confronto relativo ai morti sul lavoro escludendo i decessi avvenuti sul tragitto da e verso casa. Inail calcola che dal 2019 il numero di persone che ogni anno perdono la vita mentre si trovano sul posto di lavoro è passato da 902 a 890, una contrazione di appena 1,3 punti percentuali.
Per quanto riguarda il confronto tra i generi, lo scorso anno il 93,9% delle vittime erano lavoratori uomini mentre il restante 6,1% sono donne. Dai trasporti alle costruzioni fino al magazzinaggio e all'agricoltura: i settori dove si concentrano le "morti bianche" sono quelli dove l’impiego è soprattutto maschile.
Con l’aumento progressivo delle morti sul lavoro, crescono anche i depositi Inail presso la Tesoreria dello Stato. È lo stesso istituto a calcolare che in 24 anni il "tesoretto" è salito dai 3,4 miliardi del 2001 ai 47,2 miliardi del 2025, cifra superiore rispetto a quello che servirebbe come "riserva tecnica" dell'Istituto a salvaguardia delle operazioni contro infortuni e malattie.
A fronte di questo "tesoretto", l’Inail spende cifre inferiori indirizzate a risorse per incentivare la sicurezza sul lavoro. Nel 2025 sono stati riservati circa 900 milioni, 600 dei quali assegnati alle imprese per attività di prevenzione. Tra le iniziative spiccano gli sconti alle imprese e agli artigiani virtuosi, per i quali l’istituto ha impiegato 240 milioni, e i 50 milioni destinati alla formazione.
Come evidenzia il consiglio di vigilanza Inail, i fondi alle imprese per le attività di prevenzione contro gli infortuni sul lavoro non sempre vengono versati. Nel periodo 2010-2014, burocrazia e ritardi hanno bloccato il 56% dei versamenti a fronte del 44% delle risorse stanziate andate effettivamente in porto.

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