Oltre 3mila dispersi tra cui 589 stranieri. Nuova frana minaccia le operazioni di soccorso al valico di Gyirong.
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Le alluvioni sono state causate dal collasso di un ghiacciaio che ha generato colate di detriti e acqua. Il disastro ha colpito pesantemente le infrastrutture idroelettriche e le zone di confine himalayane.
Una nuova frana individuata a valle della diga naturale formatasi dopo la devastante alluvione al confine tra Nepal e Cina sta provocando un ulteriore accumulo di acqua. Le autorità hanno ordinato il trasferimento in una zona sicura delle squadre di soccorso impegnate nei pressi del valico di Gyirong. Il Nepal potrebbe aver bisogno di 4-5 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo le devastanti alluvioni di questa settimana. La stima provvisoria è del ministero delle Finanze, secondo quanto riportano i media nepalesi. Si aggrava il bilancio della tragedia: almeno 768 vittime e oltre 3mila dispersi. Sono atterrati intanto all'aeroporto di Orio al Serio Massimo Lombardi e Giovanni Fassini, i due escursionisti bresciani rimasti bloccati in Nepal a causa delle frane. Nell'ultimo elenco dei dispersi diffuso dalla polizia nepalese, ci sono Luca Barachini e Patrizia Marziale, la coppia residente a Lugano. Nell'ultimo post su Fb il racconto on the road di Patrizia: 'La felicità è fatta di piccoli istanti'.
"Assicuro, la mia preghiera per quanti sono colpiti dalla terribile alluvione che si è verificata in Nepal e Tibet. Preghiamo per chi ha perso la vita per i feriti e i dispersi, per le famiglie e per i soccorritori". Lo ha detto Leone XIV dopo l'Angelus che ha guidato in piazza della Libertà a Castel Gandolfo. "Possa la sollecitudine di tutti - ha invocato il Pontefice - contribuire ad alleviare le sofferenze e arrecare gli aiuti necessari alla popolazione".
È salito ad almeno 768 morti il bilancio della devastante alluvione che mercoledì ha colpito la zona di confine tra Nepal e Cina. Oltre 3mila persone risultano ancora disperse sui due versanti dell'Himalaya. L'Autorità nazionale nepalese per la gestione dei disastri ha aggiunto 77 vittime al precedente bilancio e ha riferito che 2.502 persone non sono state ancora localizzate nel Paese. Tra i dispersi figurano 589 cittadini stranieri. Sul versante cinese, le autorità hanno finora confermato 16 morti e stanno cercando altre 564 persone nel territorio tibetano. Il numero complessivo dei dispersi nei due Paesi è quindi salito a 3.066. Il bollettino nepalese segnala inoltre almeno 239 feriti.
La nuova diga naturale formatasi in Tibet in seguito alla frana ha iniziato a scaricare l'acqua ed è ormai "praticamente svuotata". Lo ha comunicato il ministero cinese per la Gestione delle emergenze. L'accumulo si era formato nella notte dopo che i droni di sorveglianza avevano individuato una nuova frana su un pendio situato circa 2,8 chilometri a valle di un'altra diga naturale provocata dal disastro. I detriti avevano bloccato il corso del fiume, spingendo le autorità a trasferire precauzionalmente in una zona sicura le squadre impegnate nelle ricerche vicino al valico di Gyirong, al confine tra Cina e Nepal. Secondo il ministero, citato dall'agenzia Xinhua, le ultime osservazioni sul terreno indicano che la nuova barriera consente ormai il normale deflusso dell'acqua e che il volume trattenuto si è ridotto quasi completamente. Le operazioni di soccorso sono così riprese.
Le persone rimaste isolate dalle alluvioni in Nepal hanno urgente bisogno di acqua pulita per evitare la diffusione di malattie, secondo Sudarshan Neupane, direttore di WaterAid Nepal, che ha espresso alla Cnn preoccupazione per i danni alle condutture e la possibile contaminazione delle fonti di acqua potabile. "La preoccupazione principale è che l'acqua sporca possa diffondere malattie, quindi le persone hanno bisogno di acqua pulita per bere e lavarsi il prima possibile, insieme a un aiuto urgente per coloro che sono ancora bloccati", ha detto Neupane. "È inoltre reale il pericolo di un'epidemia a causa dei corpi in decomposizione e degli animali, come abbiamo visto in altre catastrofi", ha aggiunto. Secondo Neupane, le priorità immediate sono soccorrere le persone ancora intrappolate, fornire acqua pulita e beni essenziali alle famiglie colpite e ripristinare l'elettricità e i collegamenti alla rete idrica.
Una bambina di sei anni è stata tratta in salvo a Timure, in Nepal, dopo essere rimasta sepolta sotto le macerie sotto le macerie di un edificio crollato per circa 60 ore. Lo hanno reso noto gli agenti della Polizia del Nepal, spiegando di aver sentito le grida di Manisha Tamang e di averla tratta in salvo. La polizia ha condiviso il video del salvataggio e le immagini degli agenti che si prendevano cura della bambina e le davano da mangiare.
Le autorità cinesi hanno rivelato, per la prima volta dalla frana di mercoledì al confine tra Nepal e Tibet, le 23 nazionalità dei 261 stranieri che risultano ancora dispersi su un totale di 546 persone. Si tratta di 104 cittadini dal Nepal, 49 dall'India, 33 dalla Lettonia, 18 dagli Stati Uniti, 15 dal Regno Unito, 6 dal Canada e 6 dall'Australia, 4 dal Sudafrica, 3 dalla Russia, 3 dalla Malaysia e 3 dalla Germania. Nell'elenco figurano anche 2 cittadini dai Paesi Bassi, 2 dalla Nuova Zelanda, 2 dall'Estonia, 2 dalla Francia e 2 dall'Irlanda. Infine risulta un disperso dalla Finlandia, uno dalla Lituania, uno dal Portogallo, uno dall'Ucraina, uno dalla Spagna, uno dall'Ungheria e uno dal Kazakistan. Le relative ambasciate sono state informate, ha detto un funzionario cinese nel corso di una conferenza stampa.
Un ricercatore dell'Istituto di ricerca sulle montagne di Chengdu dell'Accademia cinese delle scienze, Su Pengcheng, ha attribuito la frana che ha colpito il valico di Gyirong, al confine tra Tibet e Nepal, agli effetti di lungo periodo del riscaldamento climatico sull'instabilità dei ghiacciai. Lo riferisce Xinhua. Secondo quanto riferito da Su in una conferenza stampa del governo della regione autonoma del Tibet, il disastro è stato caratterizzato da un'insorgenza improvvisa, una grande portata della piena, un'elevata velocità di propagazione, forte capacità distruttiva e un'ampia area interessata. Queste caratteristiche, ha aggiunto, rappresentano un nuovo e significativo tratto dei disastri legati alla criosfera nell'altopiano del Qinghai-Tibet e nelle aree circostanti. L'analisi dell'origine del fenomeno, ha spiegato il ricercatore, indica che il distacco di ghiaccio e roccia è avvenuto in un canale stretto caratterizzato da un forte dislivello. L'elevata energia potenziale avrebbe prodotto, durante la rapida discesa, calore per attrito e collisione, generando una grande quantità di acqua di fusione. Il materiale si sarebbe quindi mescolato ai detriti morenici e ad altri materiali sciolti, avanzando rapidamente lungo il canale fino a raggiungere il valico di Gyirong, dove si sarebbe formato un accumulo con conseguente riflusso dell'acqua, prima di proseguire verso le aree a valle in Nepal. Il monitoraggio ha inoltre rilevato che sono trascorsi appena 6-7 minuti dal momento in cui si è verificato il distacco di ghiaccio e roccia a quello dell'impatto sul valico di Gyirong. Su ha sottolineato che l'area, caratterizzata da alta quota, gole ripide e condizioni meteorologiche variabili, presenta ancora numerosi ghiacciai, laghi glaciali e altre potenziali fonti di rischio geologico, rendendo particolarmente difficili le operazioni di soccorso.
Le operazioni di soccorso in Nepal per raggiungere i lavoratori dispersi nelle centrali idroelettriche colpite dalle devastanti alluvioni sono rallentate dal maltempo e dall'innalzamento dei fiumi. Le autorità ritengono che oltre 100 operai possano essere ancora vivi all'interno di tunnel sommersi da acqua, fango e detriti. Le ricerche si concentrano sui progetti Trishuli 3A e 3B. A Trishuli 3A i soccorritori erano riusciti ad aprire un varco e a immettere aria nel tunnel, ma nuove piogge hanno nuovamente allagato l'area. Secondo le autorità, risultano dispersi 933 lavoratori del settore idroelettrico. Alle operazioni partecipano squadre nepalesi, indiane e cinesi specializzate nei soccorsi in galleria. Secondo lo U.S. Geological Survey, il disastro sarebbe stato provocato dal collasso di un ghiacciaio che ha generato una gigantesca colata di acqua e detriti. Le inondazioni hanno colpito anche il sistema energetico nazionale: 11 impianti idroelettrici e una centrale solare hanno interrotto l'attività, con una perdita di oltre 431 megawatt, circa il 10% della capacità installata del Paese.
Il dipartimento di Stato americano ha annunciato lo stanziamento di 3,6 milioni di dollari per aiutare il Nepal devastato dalle alluvioni. "Non esiste per noi priorità più alta della sicurezza dei cittadini americani. Le nostre ambasciate in Nepal e in Cina stanno collaborando strettamente per assistere gli americani e sostenere gli sforzi di soccorso", si legge sull'account X del dipartimento. "Gli Stati Uniti sono al fianco della popolazione del Nepal, fornendo aiuti umanitari salvavita per un valore di oltre 3,6 milioni di dollari, tra cui assistenza alimentare d'emergenza per un periodo fino a tre mesi destinata a un massimo di 10.000 famiglie colpite dalle inondazioni", si sottolinea. Secondo la Cnn ci sarebbero fino a 90 americani dispersi nel Paese.

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