Il ministro dell'Istruzione annuncia l'invio di 3mila supplenti per placare le rivolte, mentre salgono a 504 i fermi. Victor Wembanyama si schiera con gli studenti.
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Le proteste studentesche in Francia stanno infiammando il Paese a causa di disuguaglianze e problemi legati agli istituti scolastici.
Lo stesso ministro Geffray ieri sera è intervenuto al telegiornale di TF1 per tentare di placare la protesta studentesca che infiamma il Paese: il titolare del dicastero dell’Istruzione ha annunciato che 3mila supplenti verranno inviati "nelle prossime ore e nei prossimi giorni" nei licei in cui la situazione è più critica.
"Grazie a un software che ho richiesto un anno fa, abbiamo potuto, in questo inizio d'anno, ed è la prima volta che lo utilizziamo, individuare gli istituti che si trovano in situazioni che definirei molto problematiche. Ci sono 114 licei che classificherei come 'rossi' e 400 come 'arancioni'", ha spiegato, aggiungendo: "Disponiamo di 3mila insegnanti supplenti che attualmente non sono in classe e nelle prossime ore raggiungeranno questi istituti".
Il bilancio delle proteste di ieri
E sempre ieri, secondo quanto riferito del ministero dell'Interno, sono stati 504 i fermi in Francia e 48 i feriti, tra poliziotti e gendarmi, dopo le proteste del movimento studentesco.
Complessivamente 71.500 persone hanno manifestato nel Paese, di cui 24.500 a Parigi. Il ministero ha rilevato “un aumento delle violenze urbane" e ha stimato in 55.000 le persone che hanno partecipato ad azioni davanti agli istituti scolastici, precisando che solo una parte di esse si è poi unita ai cortei.
Non si sono comunque verificati incidenti gravi, fatta eccezione per la dispersione della folla, avvenuta in un clima di tensione, a Place de la Bastille a Parigi.
Wembanyama si schiera con gli studenti: “Li sostengo”
Oggi invece la stella francese della Nba Victor Wembanyama, 22 anni, si è schierata apertamente con le proteste studentesche: “Le ascolto e le sostengo”, ha detto il fenomeno dei San Antonio Spurs.
“Ci sono disuguaglianze sistemiche, problemi talmente profondi che sono contento che gli studenti delle scuole superiori e i giovani in generale facciano sentire la propria voce. Spero che qualcuno li ascolti anche ai piani alti".
'Wemby' ha raccontato di aver vissuto in prima persona queste problematiche fino a pochi anni fa sui banchi di scuola; a un commento su Instagram di un ragazzo che gli chiedeva di 'venire a manifestare con noi' ha risposto "Mi piacerebbe moltissimo".

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