
Un'ondata di manifestazioni per chiedere più risorse nelle scuole si diffonde in tutta la Francia, provocando scontri con la polizia, feriti gravi e arresti.
Le proteste studentesche in Francia per chiedere più risorse scolastiche si allargano, causando scontri, centinaia di feriti tra studenti e polizia, arresti e gravi tensioni in tutto il Paese.
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Le proteste sono nate da una scuola a Créteil per chiedere più risorse e personale, estendendosi poi a livello nazionale.
Tutto è cominciato qualche settimana fa, quando gli studenti di una scuola di Créteil, nella periferia a Sud di Parigi, hanno deciso di unirsi ai propri insegnanti nell'ambito di una protesta che mirava a chiedere più risorse per la scuola ma anche personale per far fronte ad un'emergenza che, gli stessi studenti, ritenevano grave. Poi, piano piano, l'onda di proteste ha iniziato a diffondersi in tutta la Francia interessando tantissimi studenti ed edifici scolastici.
Anche grazie al passaparola sui social network la protesta si è allargata. Si sono già svolte diverse manifestazioni, in gran parte pacificamente, ma in alcune situazioni ci sono stati scontri con la polizia e atti vandalici. E, proprio nelle scorse ore, uno studente 15enne ha perso l'uso di una mano dopo un movimento di protesta a Lens, nel Nord della Francia.
Dall'inizio delle proteste, secondo fonti governative, si sono si sono registrati 215 feriti tra gli studenti e 715 tra gli agenti di polizia. Il quindicenne ferito a Lens ha perso una mano dopo aver raccolto una granata stordente lanciata dagli agenti impegnati a sedare le attività dei manifestanti. Le attività didattiche sono state interrotte in 589 dei 3.700 licei e in 32 università del Paese, secondo quanto riferito dal Ministero dell'Istruzione e da un sindacato studentesco. Le autoritè, in questo senso, prevedono che oggi a parigi ci siano tra i 20.000 e i 40.000 manifestanti.
Solamente nelle ultime ore sono state 984 le persone fermate dalle forze dell'ordine nel quadro delle proteste studentesche che infiammano la Francia. Lo ha segnalato "Le Figaro". Sempre secondo il giornale, sarebbero stati 65 gli agenti, nella giornata di ieri, 5 ottobre, a rimanere feriti nelle mobilitazioni che hanno preceduto la grande manifestazione prevista per oggi.
Intanto tra gli ultimi episodi gravi da segnalare, nell'ambito delle proteste studentesche, c'è quello dell'incendio del portone del liceo Vaquelin, a Parigi, che ha portato all'evacuazione di un centinaio di studenti che erano all'interno. Le autorità locali hanno riferito che, probabilmente, ad appiccare il fuoco sarebbero stati elementi esterni all'edificio scolastico.
Edouard Geffray, il ministro dell'Educazione francese, ha parlato di una situazione "umanamente tragica", in riferimento al grave ferimento del 15enne a Lens ed in attesa di capire meglio come si sono svolti i fatti. Il suo collega Philippe Baptiste, responsabile dell'Insegnamento superiore, ha affermato di "temere" che la protesta si incendi a livello nazionale. "Le immagini che vediamo da una settimana sono preoccupanti, orribili - ha aggiunto - penso alle forze dell'ordine che pagano un tributo pesantissimo ma anche ai presidi, ai professori, agli studenti, in sciopero o no, che sono rimasti feriti".
Come detto, i motivi che hanno scatenato le proteste sono relative, secondo insegnanti ma soprattuto studenti, ad una grave emergenza strutturale ed organizzativa della scuola. Parlando con Euronews, Jean-Rémi Girard, insegnante e presidente del Sindacato nazionale autonomo dei licei e dei collegi (SNALC), ha sottolineato i rischi di una politicizzazione delle proteste. "Dobbiamo essere molto prudenti e non trasformare ciò che sta accadendo in uno strumento politico, perché è molto pericoloso. Siamo noi a essere sul campo e abbiamo bisogno di essere tutelati e protetti. È già abbastanza difficile reclutare personale, vista la scarsa attrattiva della nostra professione. Se in più non siamo protetti, sarà ancora più difficile trovare insegnanti negli anni a venire" ha detto spiegato.
Girard ha quindi confermato le criticità che hanno fatto scaturire le proteste. "Abbiamo sempre più difficoltà a sostituire gli insegnanti assenti, le classi francesi sono tra le più affollate d’Europa, le aule non sono adeguatamente attrezzate durante le ondate di calore. Sono cose che sappiamo da tempo", ha riferito. "Il punto di partenza è che il sistema scolastico è in crisi, e lo è da molto tempo", ha dichiarato ancora, sottolineando che le manifestazioni sono degenerate solo a causa di "una minoranza di individui che ha provocato molti degli episodi di violenza più gravi".
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Nuove manifestazioni e blocchi nelle scuole francesi
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