Resa dei conti nella Lega, raccolta di firme per sfiduciare il capogruppo al Senato
La mossa punta a una discontinuità rispetto alle critiche estive dei "nordisti". Al centro anche la Manovra, le pensioni e l'autonomia differenziata.
Quick Look
- Quasi tutti i 29 senatori della Lega hanno firmato per chiedere le dimissioni del capogruppo Massimiliano Romeo, esposto per le critiche alla leadership di Salvini.
- La decisione passa ora al partito e potrebbe essere ratificata al Consiglio federale di venerdì a Milano, dove si parlerà anche di Manovra e autonomia differenziata.
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Why It Matters
La Lega attraversa tensioni interne dopo il congresso straordinario in cui Massimo Garavaglia ha raccolto il 24% dei voti contro Matteo Salvini, certificando una minoranza interna. I dissidenti, definiti "nordisti", hanno criticato la leadership per tutta l'estate. La sfiducia al capogruppo Romeo si inserisce in questo contesto, insieme a questioni sulla Manovra, le pensioni e l'autonomia differenziata.
La Lega mostra i muscoli. Pronta a dare battaglia sulla Manovra (soprattutto sulle pensioni) e puntando su una netta discontinuità rispetto alle critiche mosse dai "nordisti" per tutta l'estate. Va in questa direzione la sfiducia del capogruppo a Palazzo Madama, Massimiliano Romeo, chiesta con una raccolta firme.
"Decideranno i senatori", aveva detto Matteo Salvini e la maggior parte di loro l'ha fatto. Quasi tutti i 29 leghisti al Senato hanno firmato (con l'esclusione ovvia di Romeo, Salvini e qualche assente) per chiedere un passo indietro a Romeo che, insieme al governatore lombardo Attilio Fontana, più si è esposto nel denunciare il calo di consensi e una leadership troppo ristretta.
Nessuna sorpresa per Romeo. La mossa era nell'aria, ora è realtà. Ma l'intento - raccontano alcuni leghisti a bassa voce - è di spingerlo a dimettersi prima, per non arrivare a un'assemblea di gruppo da sfiduciato. Offerta a cui Romeo risponde picche, pronto a resistere. E per tutto il pomeriggio si è alternato tra il lavoro in commissione e l'Aula, qui spesso in solitaria. E a debita distanza, da un paio di papabili successori (in pole, tra gli altri ci sarebbero anche Marco Dreosto e Andrea Paganella).
Del resto su Romeo pesa anche l'endorsement dato a Massimo Garavaglia nella sfida a Salvini come segretario. Dieci giorni fa, al congresso straordinario, l'ex ministro e amico di Giancarlo Giorgetti ha raccolto il 24% dei voti certificando la nascita di una minoranza, ricevendo però l'invito di Salvini a entrare nella nuova squadra. Perciò ora Garavaglia mastica amaro. "Prendo atto con rammarico della raccolta firme - denuncia - Evidentemente non c'è la volontà di unire come mi sembrava fosse emerso dal congresso, ma di spaccare tutto e allargare il divario di posizioni".
A questo punto per Garavaglia, che non ha firmato contro Romeo, si potrebbe fare più difficile un ingresso nella segreteria politica. Tant'è che sul futuro dice: "A me basta questo" e aggiunge di non aver sentito nessuno fino ad ora. Non essendoci un quorum definito dal regolamento del Senato sulla sfiducia al capogruppo, la palla passa ora al partito. Dovrebbe quindi esserci un'assemblea di gruppo per discuterne e votare. La decisione potrebbe essere ratificata al Consiglio federale convocato venerdì a Milano.
Al Federale si parlerà pure di Manovra e autonomia differenziata. I dissidenti, facendo riferimento al tentativo di forzare la mano sulla legge di bilancio, e fare un pressing sul ministro dell'Economia, puntano il dito anche sull'avvicendamento dei relatori della Finanziaria. Alberto Gusmeroli ha infatti sostituito in corsa la 'giorgettiana' Silvana Comaroli, relatrice anche due anni fa.
La svolta che premia Gusmeroli, responsabile del dipartimento Economia del partito e a capo della commissione Finanze, provoca gli strali delle opposizioni. "Ci troviamo con un relatore che non fa parte della commissione Bilancio, è un'anomalia", attacca in aula la deputata dem Cecilia Guerra. Più affilate le parole di Elena Bonetti di Azione: "Così Salvini commissaria Giorgetti. Trovo indegno che il presidente di un'altra commissione commissari le deputate per un redde rationem nella Lega".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Si terrà un'assemblea di gruppo della Lega al Senato per discutere e votare sulla sfiducia a Romeo.
Very likely · Within days
Il Consiglio federale della Lega, convocato venerdì a Milano, ratificherà la decisione e discuterà di Manovra e autonomia differenziata.
Likely · Within days
Open Questions
- Romeo si dimetterà volontariamente o resisterà fino all'assemblea di gruppo?
- Chi sarà il nuovo capogruppo se Romeo dovesse lasciare?
- Quale sarà l'impatto della sfiducia sulla gestione della Manovra e delle pensioni?
- Garavaglia entrerà nella segreteria politica nonostante non abbia firmato contro Romeo?







