Riforma elettorale: mobilitazione fuori dal Parlamento e possibili ricorsi alla Consulta
Quick Look
- Mentre la commissione alla Camera discute gli ultimi emendamenti sulla riforma della legge elettorale, un gruppo di giuristi, politici e rappresentanti della società civile sta preparando ricorsi da presentare a partire da metà ottobre in una trentina di tribunali, con l'obiettivo di ottenere una sentenza della Corte costituzionale prima delle prossime elezioni.
- La mobilitazione fuori dal Parlamento è già avviata, con iniziative territoriali da Milano a Bari.
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Why It Matters
La riforma della legge elettorale è attualmente in discussione alla Camera, con particolare attenzione al sistema delle preferenze e ai capolista bloccati. Alcuni partiti di opposizione hanno presentato emendamenti unitari per modificare il testo, ma sono stati bocciati in commissione.
Il via libera definitivo deve ancora arrivare, ma è già pronta la mobilitazione fuori dal Parlamento sulla riforma della legge elettorale. E così, mentre in commissione alla Camera si consuma l'ultimo scontro sulle preferenze, un gruppo di giuristi, politici ed esponenti della società civile sta già studiando i possibili ricorsi da presentare, da metà ottobre, in una trentina di tribunali puntando a ottenere una sentenza della Consulta prima che si torni alle urne.
L'idea, spiega il professore Roberto Zaccaria che sta coordinando il gruppo, è quella di "ricreare lo spirito del referendum" facendo viaggiare in parallelo una serie di iniziative sui territori (a partire da lunedì ci saranno appuntamenti da Milano a Bari) e i ricorsi che partiranno non appena il testo sarà in Gazzetta. "A ottobre si depositeranno - sottolinea Zaccaria - e orientativamente entro 3 mesi" la questione potrebbe essere sollevata alla Consulta dai tribunali che ne valuteranno "la non manifesta infondatezza".
A quel punto, calcola l'ex parlamentare, si sarebbe a gennaio e quindi la sentenza della Consulta dovrebbe arrivare prima che si chiuda la legislatura. Intanto procede il percorso del provvedimento a Montecitorio. Non sono previste sorprese in commissione dove in giornata sono stati bocciati alcuni emendamenti, compreso quello unitario delle opposizioni per cancellare i capolista bloccati e lasciare solo preferenze. Così "è una presa in giro", sottolinea la Dem Simona Bonafè mentre Alfonso Colucci di M5s parla di "preferenze farlocche". Il Pd denuncia, tra l'altro, un "paradosso" legato alla possibilità di correre con le preferenze anche per candidati che sono nel listone e che, quindi, in caso di vittoria del premio, potrebbero ottenere il seggio a differenza di loro colleghi che ne hanno, magari prese di più. Un "ircocervo che rischia di prendere in giro gli elettori", osserva il Dem Federico Fornaro. E' il 'lodo Flaiano' ironizza Gianni Cuperlo: "In Italia la linea più breve tra due punti è l'arabesco".
Altro nodo aperto resta quello delle firme con un appello siglato da Pd-M5s-Avs-+Eu a una modifica o quantomeno ad attivare la raccolta online. Appello non sottoscritto, però, da Italia viva, che resta sempre additata di voler disincentivare formazioni concorrenti al centro della coalizione come quella di Onorato. A difendere la riforma il portavoce dei relatori di FdI, Angelo Rossi per il quale il testo "spinge alla coerenza". Gli occhi sono comunque puntati sui prossimi dieci giorni e sui due voti segreti che ci saranno in Aula: sulle pregiudiziali, il primo ottobre e, soprattutto, quello finale, che dovrebbe esserci l'8 ottobre. Per il resto ci saranno i voti di fiducia, autorizzati dal Cdm durante il quale la premier Meloni ha fatto un appello a tutti alla massima presenza in Aula. Del resto è chiaro a tutti quanto sia delicato questo passaggio. "Mi sembra non del tutto improbabile" che la maggioranza "si frantumi" nel voto segreto dice Giuseppe Conte che aggiunge però che in quel caso: "sarebbe un fatto politico rilevantissimo".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
I ricorsi giuridici saranno depositati a partire da metà ottobre presso una trentina di tribunali
Very likely · Within days
La Corte costituzionale potrebbe emettere una sentenza prima della fine della legislatura, probabilmente a gennaio
Likely · Within months
Ci saranno due voti segreti in Aula: sulle pregiudiziali il 1 ottobre e quello finale l'8 ottobre
Certain · Within days
Open Questions
- La Corte costituzionale accetterà effettivamente di esaminare la questione entro i tempi previsti?
- Qual sarà l'esito dei due voti segreti in Aula previsti per il 1 e l'8 ottobre?
- La maggioranza di governo riuscirà a mantenere la coesione durante il voto segreto?
- Le iniziative territoriali da Milano a Bari avranno un impatto significativo sul dibattito pubblico?






