
I resti sono stati rinvenuti nei pressi della chiesa di Santa Maria Assunta di Casaglia a seguito di lavori per la posa della fibra ottica.
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L'area di Monte Sole è stata teatro di un feroce eccidio nazifascista tra il 29 settembre e il 4 ottobre 1944, che causò la morte di 770 persone identificate.
I carabinieri della sezione radiomobile di Casalecchio e della stazione di Marzabotto sono intervenuti nei pressi della chiesa di Santa Maria Assunta di Casaglia, nel parco storico di Monte Sole, "per recuperare dei resti presumibilmente umani e risalenti al secondo conflitto mondiale". L'intervento, fanno sapere i militari, è stato svolto alle 12.10 di ieri, ed "è avvenuto esattamente in una delle aree in cui si consumò il feroce eccidio di Monte Sole", nell’autunno del 1944.
A dare l'allarme al 112, dettagliano i carabinieri, sono stati "due cittadini che, trovandosi sul posto, hanno avvistato le ossa direttamente sul terreno". Si tratta non di uno scheletro intero, ma di resti ossei, piccoli pezzi riconducibili forse a una parte di mandibola e una parte di tibia. Una volta giunti sul posto, i militari hanno eseguito un accurato sopralluogo dell'area, e stando a quanto emerso dalle prime ispezioni "il suolo interessato dal rinvenimento era stato recentemente oggetto di lavori per la posa della fibra ottica".
Con molta probabilità "sono stati proprio questi scavi a riportare in superficie le tracce sepolte da decenni", frammentando ulteriormente i resti. Al termine delle ispezioni, essi sono stati sottoposti a sequestro, e ora sono in corso "approfonditi accertamenti che dovranno confermare ufficialmente la natura umana delle ossa" e provare, se possibile, a identificare la persona a cui appartenevano.
Cardi (Onoranze caduti): “Il censimento dell’eccidio è stato complicatissimo”
La notizia del ritrovamento non stupisce Valter Cardi, presidente del comitato onoranze ai caduti di Marzabotto. “Ci abbiamo messo 10 anni a compilare l’elenco preciso delle 770 persone uccise nell’eccidio nazifascista che durò dal 29 settembre al 4 ottobre del 1944 – spiega Cardi – mentre i morti per causa di guerra in tutto sono 1.830, ma è possibile che qualcuno tentando di dare degna sepoltura a qualche morto che conosceva, abbia sotterrato il cadavere rimanendo poi ucciso a sua volta. Il censimento di quanto avvenuto è stato complicatissimo: l’anagrafe del Comune era bruciata, ci siamo dovuti appoggiare al Comune di Bologna, mancavano le testimonianze e alla fine l’elenco che abbiamo stilato era quello con tutti i riscontri. Perfetto fino a casi come questo”.
Secondo Cardi, c’è anche una motivazione più sottile e umana dietro la difficoltà di ricostruire i dettagli di una strage. “Era un’epoca molto diversa, erano state uccise intere famiglie e nessuno ne voleva parlare – ricorda – persino mio padre, che rimase vivo nascondendosi sotto il cadavere della sua mamma, ha sempre avuto pudore di parlarne, perché si vergognava quasi di essere stato una vittima, si sentiva in colpa ad essere sopravvissuto. Non è facile oggi pensare a cosa fossero le famiglie, i borghi e l’intera società contadina a quell’epoca”.
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Accertamenti scientifici per confermare la natura umana e l'epoca dei resti.
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