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I delfini erano stati sterminati nella Laguna veneta negli anni '30 e '40. Negli ultimi mesi è stato monitorato un esemplare stanziale chiamato 'Mimmo' o 'Nane' nel bacino di San Marco. Recentemente è stato trovato un secondo esemplare morto, mentre le segnalazioni di avvistamenti sono aumentate grazie a smartphone e social media.
(di Riccardo Rimondi) Un esemplare di delfino morto è stato trovato nella parte sud della Laguna veneta, al largo di Pellestrina. Non è il tursiope soprannominato "Mimmo", o "Nane" dai veneziani, ormai da 15 mesi presenza stabile nel bacino di San Marco: la morte risalirebbe a 5-6 giorni fa e successivamente "Mimmo" è stato visto nell'ambito del monitoraggio periodico.
Si tratta però del secondo esemplare il cui avvistamento è documentato con certezza in circa un anno. A questi si aggiungono le numerose segnalazioni, non sempre verificabili, di tursiopi nella zona, oltre agli avvistamenti nelle bocche di porto che sono più frequenti.
Se è presto per parlare di un aumento nel passaggio degli esemplari - avvistamenti ce ne sono sempre stati - di certo le segnalazioni sono cresciute, sia per la presenza di smartphone e social sia per l'accresciuta attenzione di chi vive la Laguna da abitante o turista, anche a causa di "Mimmo".
"Sicuramente i delfini vengono più sottocosta, mentre in mare aperto seguono i pescherecci: cercano i pesci, soprattutto cefali, dove ci sono", spiega Giovanni Bearzi, ricercatore di Dolphin biology and conservation. Non è un segnale di salute, ma di impoverimento dell'Adriatico: "Le prede naturali dei delfini sono state sovrapescate - sottolinea -. Il riscaldamento globale ha dato il colpo di grazia, con le specie tropicali che hanno sostituito quelle autoctone, ma prima è arrivato l'impoverimento a causa della pesca distruttiva e intensiva con le reti a strascico". Così, rispetto a 60 anni fa, è sparito il delfino comune ed è rimasto solo il tursiope, estremamente adattabile a qualunque ambiente, quasi l'equivalente in mare di un gabbiano: "Cercano il cibo nelle reti, mangiano quello che i pescherecci buttano in mare - spiega -. Oppure vanno dove le persone non pescano: in laguna, sottocosta, all'imbocco dei porti".
La popolazione di delfini in acque venete intanto si aggira "sulle 600 unità, non c'è certezza di un aumento. Non sono numeri alti, su 3mila chilometri quadrati". L'unico abitante di Venezia a suo modo stanziale accertato resta così Mimmo/Nane.
"Non eravamo più abituati alla presenza fissa di delfini in Laguna, dopo che sono stati sterminati negli anni '30 e '40 - racconta Luca Mizzan, responsabile del Museo di Storia naturale -. Stiamo tentando di capire se il ritorno è legato a un impoverimento delle prede fuori dalla Laguna". Intanto prosegue il monitoraggio del tursiope, sempre più star dei social: "Abbiamo isolato il suo 'fischio-firma', quello che usa per farsi riconoscere - spiega Sandro Mazzariol, professore dell'Università di Padova che con il Cert (Cetaceans' stranding Emergency Response Team) si occupa del recupero dei cetacei spiaggiati - La nostra speranza è che non diventi socievole".
Un vasto incendio boschivo è divampato sulla statale 389 Nuoro-Lanusei nel territorio di Arzana, in Ogliastra, Sardegna. Le fiamme hanno raggiunto le porte del paese, costringendo all'evacuazione di oltre cento persone, tra cui 60 ospiti di una struttura protetta per pazienti psichici. La strada è stata chiusa tra Villagrande Strisaili e Arzana, mentre Canadair, elicotteri e squadre di protezione civile lavorano per contenere il rogo, alimentato dal vento e minacciante zone abitate e pinete.

Durante una giornata da bollino rosso per le ondate di calore, Jerzu in Ogliastra ha registrato 45,8 gradi, superando Cagliari che ha raggiunto 40,8 gradi. Altre località dell'Ogliastra come Bari Sardo, Osini e Tortolì hanno superato i 43 gradi. I dati, ancora non validati, sono stati diffusi dall'Arpas Sardegna.
Uno studio ha dimostrato che i boschi della Sila emettono composti organici volatili con effetti benefici sulla salute, mentre nel bosco di Croce di Magara sono stati registrati i suoni secolari degli alberi. Il Fai sta valutando lo stato di salute dei Giganti di Fallistro dopo la caduta di due pini larici, con il bosco temporaneamente chiuso al pubblico.

Ieri sera l'incendio sul monte Morrone sembrava quasi spento, ma nel pomeriggio vento caldo, alte temperature e lo spostamento prematuro dei canadair hanno riacceso i focolai. Questa mattina oltre 100 operatori tra vigili del fuoco, volontari, protezione civile ed esercito, incluso il nono reggimento alpini, sono stati dispiegati con supporto aereo. Nella notte si è valutata l'evacuazione di Roccacasale, poi scongiurata. In provincia di Chieti, a Tornareccio, un altro incendio è in fase di spegnimento.

Oggi 9 città italiane registrano bollino rosso per rischio caldo estremo, tra cui Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Latina, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Roma. Da domani il numero scenderà a 6, poi a 4 domenica, limitato a Sicilia e Calabria. Il meteorologo Lorenzo Tedici prevede temperature fino a 45°C in Sardegna e Sicilia, con possibili picchi di 48°C, mentre al Nord arriveranno temporali forti sulle Alpi. Nel weekend migliora al Centro-Nord, ma il Sud rimane sotto caldo eccezionale.

Un incendio boschivo sviluppatosi nel pomeriggio nel bosco prospicente Arzana, in Ogliastra, ha costretto all'evacuazione di oltre un centinaio di persone, inclusi 60 ospiti di una struttura protetta per pazienti psichici. Sul posto sono intervenuti tre Canadair, due Super Puma e tre elicotteri leggeri regionali.