Senato approva legge elettorale con preferenze e capolista bloccati, soglia firme sale a 9mila
Quick Look
- Il Senato ha approvato un emendamento della maggioranza che reintroduce le preferenze con capolista bloccati nella legge elettorale, respingendo quasi tutte le proposte di modifica dell'opposizione.
- Il testo prevede fino a tre preferenze con alternanza di genere e aumenta da 1.500 a 9mila le firme necessarie per le nuove formazioni politiche non presenti in Parlamento.
- Il voto finale è previsto per martedì 15, mentre il testo passerà alla Camera il 28.
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Why It Matters
La discussione sulla legge elettorale è proseguita al Senato dopo tensioni iniziali sulla questione delle preferenze pure nella maggioranza. È stato approvato un emendamento unitario della maggioranza che reintroduce il meccanismo delle preferenze con capolista bloccati, respingendo quasi tutte le proposte di modifica dell'opposizione eccetto una tecnica di drafting.
Prosegue al Senato la discussione sulla legge elettorale, approdata in Aula tra varie tensioni, a partire dal braccio di ferro sulle preferenze pure in maggioranza. Via libera all'emendamento unitario della maggioranza che introduce nella riforma il meccanismo delle preferenze con capolista bloccati. Tutte respinte le proposte di modifica di opposizione tranne una tecnica di drafting approvata all'unanimità. I si sono stati 97, i contrari 67 e 2 astenuti. Il testo prevede la possibilità di esprimere fino a tre preferenze con alternanza di genere (pena l'annullamento della seconda e della terza preferenza nell'ordine di lista) con una una croce segnata accanto a uno dei sei nomi scritti sulla scheda, prevista l'alternanza dal primo nome sotto il capolista. Salta la quota di genere 60 a 40 per i capolista prevista dal Rosatellum. In precedenza Palazzo Madama ha bocciato il sub-emendamento Pd per sopprimere i capolista bloccati e prevedere il voto di preferenza. Sulla proposta di modifica all'emendamento di maggioranza alla legge elettorale il governo si era rimesso all'Aula. Sul tema è stata una giornata con diversi colpi di scena, in cui la maggioranza sembrava essere divisa prima di compattarsi. Martedì 15 il voto finale, il testo in Aula alla Camera il 28 (nonostante le opposizioni abbiano chiesto di allungare i tempi di esame).
Meloni: "Preferenze tornano su proposta di FdI, la sinistra non è credibile"
"Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni. Oggi tornano perché il centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di Fratelli d'Italia", ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Alla sinistra, che oggi sostiene che non basta, devo ricordare che non è credibile, su questo tema, chi non le ha mai volute in questi 35 anni e ha votato per bocciarle anche un mese fa. Quindi - conclude - la differenza non è tra chi vuole più preferenze e chi ne vuole meno. È tra chi le ha rimesse nella legge e chi no".
Cosa è successo oggi
Indiscrezioni della mattinata davano FdI sul punto di strappare con gli alleati valutando, in nome di una propria battaglia storica, il sostegno a una serie di emendamenti del Pd sulle preferenze pure (per tutti gli eletti e senza i capolista bloccati). In mattinata Roberto Vannacci ha chiesto al governo di votare l'emendamento dem. Dopo un vertice di maggioranza a metà giornata, la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati aveva annunciato che il governo si sarebbe rimesso all'Aula su alcuni emendamenti, perché "come sempre il Parlamento è sovrano", quindi non dovrebbe opporsi alle modifiche delle opposizioni. Nel pomeriggio, dalla maggioranza era invece trapelata una ritrovata compattezza contro il subemendamento sulle preferenze proposto dalle opposizioni. "Tra un emendamento strumentale sulle preferenze delle opposizioni e mantenere gli accordi di maggioranza noi non abbiamo dubbi: manteniamo la parola e votiamo contro questo emendamento", ha chiarito il capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan.
Salgono a 9mila le firme da raccogliere per chi non è in Parlamento
Cresce da 1.500 a 9mila (fino a un massimo di 10mila) il numero delle firme minime che le nuove formazioni politiche che non sono presenti in Parlamento dovranno raccogliere per presentarsi alle elezioni. Lo prevede la riformulazione del governo all'emendamento di FdI a prima firma di Antonella Zedda che toglie inoltre qualsiasi soglia per contribuire alla cifra elettorale nazionale di coalizione per il calcolo del premio. Resta esentato, come previsto nella legge attuale, chi ha due gruppi in Parlamento, così come chi, in base alla riforma, ha almeno un gruppo formatosi entro il 31 dicembre 2025, Iv o Az. Per chi, come +Europa o FnV ha una componente in almeno uno dei due rami del Parlamento il numero delle fime da raccogliere resta tra 1.500 e 2mila. Aumenta da un terzo alla metà il numero delle circoscrizioni nelle quali è necessario presentarsi. La proposta di modifica verrà posta in votazione tra oggi e domani.
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Matteo Renzi aveva rivolto un appello a Giorgia Meloni: "Non si faccia impaurire da Salvini e Tajani, anche perché sarebbe l'unico essere vivente che si fa impaurire da Salvini e Tajani. Abbia il coraggio di andare fino in fondo, voti il nostro sub emendamento, vada fino in fondo, porti le preferenze nella legge elettorale e se per caso Forza Italia e Lega avranno il coraggio di votare contro a scrutinio palese qui o contro a scrutinio segreto alla Camera, Giorgia Meloni dichiari chiusa questa esperienza di governo e ci porti alle elezioni che vedono il centrosinistra avanti in tutti i sondaggi".
Il premio al 42%
La coalizione di centrodestra sembra avanzare verso la quadra finale. Confermata la soglia per il premio al 42% (e non al 41%, cifra su cui FdI aveva presentato un proprio emendamento).
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What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il testo della legge elettorale verrà approvato definitivamente dal Senato martedì 15.
Very likely · Within days
Il testo passerà alla Camera il 28 nonostante le richieste di allungare i tempi di esame da parte delle opposizioni.
Likely · Within weeks
Open Questions
- Come verrà accolto il testo alla Camera il 28?
- Quali saranno gli effetti concreti della soglia di firme aumentata a 9mila sulle nuove formazioni politiche?
- Il governo manterrà la compattezza mostrata oggi fino al voto finale del 15?





