
Durante le celebrazioni del 'Grido dell'Indipendenza' a Città del Messico, la presidente Claudia Sheinbaum ha affermato la sovranità del Messico, rifiutando ogni forma di colonizzazione o protettorato, e ha onorato la resistenza indigena, i migranti e gli eroi nazionali.
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Il discorso si è tenuto durante le celebrazioni annuali del 'Grido dell'Indipendenza', che commemorano l'inizio della guerra d'indipendenza messicana contro la Spagna nel 1810.
Nel contesto delle crescenti pressioni commerciali e delle ingerenze Usa sulla gestione della sicurezza, la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha rivendicato oggi - durante le imponenti celebrazioni del 'Grido dell'Indipendenza' - la sovranità conquistata dal suo Paese il 16 settembre del 1810.
"Il Messico non si piega, non si inginocchia e non si vende.
Il Messico non sarà mai colonia o protettorato di nessuno", ha affermato Sheinbaum nel suo discorso tenuto nella immensa piazza della Costituzione di Città del Messico - 'El Zocalo' -, di fronte a migliaia di cittadini e a un'imponente parata delle Forze Armate.
La presidente ha quindi rivendicato "la resistenza indigena che, nel corso di tre secoli di dominio coloniale, ha difeso la propria lingua, cultura, il proprio stile di vita e le proprie forme di organizzazione", sottolineando quindi il fatto che i moti di indipendenza siano nati "da una vera e propria ribellione popolare guidata da un prete di Paese, del basso clero, Miguel Hidalgo y Costilla".
"È responsabilità di tutte le generazioni di messicani onorare ciò che è stato conquistato a prezzo di vite umane, difendere la patria, salvaguardare la sovranità e realizzare la giustizia sociale per la quale in tanti hanno dato la vita", ha poi aggiunto.
Sheinbaum ha quindi concluso il suo discorso inneggiando - come da protocollo - a ciascuno degli eroi della patria, ma includendo anche "i popoli indigeni e afro-messicani" e "le nostre sorelle e i nostri fratelli migranti", e chiudendo con un "Viva il Messico libero, indipendente e sovrano!".

The Bolivian government considers a state of siege to counter roadblocks causing shortages of essential goods. Security strengthened in Santa Cruz, near the Brazilian border, after four murders.

Argentine justice has issued a precautionary ruling to block the exploitation of the 'Sea Lyon' oil field in the disputed waters of the Falklands-Malvinas, accepting the request of environmental lawyers and former combatants of the 1982 war. The decision requires the companies Rockhopper Exploration and Navitas Petroleum to suspend drilling and present an environmental impact report, affirming the applicability of Argentine law on the national continental shelf. The UK reaffirmed its sovereignty over the islands with investment guidance, while the Milei government responded with a note of repudiation and announced complaints against unauthorized exploration.

The M5s and other opposition forces criticize the cut in car tax envisaged by the Meloni government, calling it an electoral move rather than a structural measure, citing similar precedents and doubts about financing.

Centre-right governors welcome the abolition of tax for small and medium-sized cars and motorcycles, while centre-left governors, led by Tuscany's president Eugenio Giani, call it a 'reckless level of electoral demagoguery'. The measure, approved by the Council of Ministers, provides for state reimbursements to the Regions, but Giani and other members of the Democratic Party denounce a loss of revenue of around 350 million for Tuscany and 2.3 billion at a national level, putting services to citizens at risk. Fedriga applauds the state financial coverage without burdens on regional budgets.

Ten years after his death, the Senate remembered Carlo Azeglio Ciampi in a ceremony at Palazzo Madama in the presence of Sergio Mattarella, Ignazio La Russa, Pier Ferdinando Casini and Giuliano Amato. His European commitment, the concept of homeland as a democratic value and respect for the institutions were highlighted, with personal anecdotes and reflections on the role of the government before Parliament.

Silvio Berlusconi proposed the gradual abolition of car tax in 2008, later taken up by Giorgia Meloni and Matteo Renzi, but never fully implemented despite repeated relaunches over the years.