
Il ministro della Difesa israeliano risponde alle critiche sull'operazione in Siria e conferma l'attacco all'aeroporto di Abu al-Duhur dopo un avvertimento rimasto inascoltato.
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Israele ha condotto un'operazione militare contro l'aeroporto di Abu al-Duhur in Siria, sostenendo di aver agito per prevenire minacce alla sicurezza nazionale.
"Erdogan è stato colto con la mano nel barattolo dei biscotti (in Siria) ed è stato costretto a fare marcia indietro. Il tentativo di esponenti dell'opposizione e di alcuni settori dei media di dipingere l'operazione in Siria in chiave politica deriva da una combinazione di ignoranza, incomprensione degli interessi di sicurezza di Israele e dal costante desiderio di attaccare il governo: ciò merita una ferma condanna. La risposta dell'inviato americano Barrack è piena di inesattezze e di posizioni che contraddicono persino la posizione dello stesso presidente degli Stati Uniti, Trump, riguardo alle alture del Golan". Lo dichiara il ministro della Difesa Israel Katz in una nota ufficiale.
"L'Idf ha raccomandato più volte di effettuare un attacco contro l'aeroporto di Abu al-Duhur, in Siria, alla luce delle chiare informazioni di intelligence ricevute riguardo alle intenzioni della Turchia di condurvi attività che avrebbero messo a rischio la sicurezza dello Stato di Israele", afferma Katz, "dopo diverse discussioni che il primo ministro e io abbiamo avuto con l'Idf e con i vari apparati di sicurezza, è stato concordato che, prima di concedere l'autorizzazione, sarebbe stato inviato un avvertimento diretto al regime siriano ai massimi livelli, nel tentativo di impedire l'operazione. E così è stato fatto. Parallelamente, le informazioni di intelligence sono state trasmesse alle autorità competenti negli Stati Uniti".
Il ministro della Difesa aggiunge: "Dopo che l'avvertimento è rimasto senza risposta, il primo ministro e io abbiamo autorizzato l'Idf a effettuare l'attacco, che è stato portato a termine con successo. Non permetteremo a nessun soggetto di mettere a rischio la sicurezza dello Stato di Israele e agiremo contro ogni minaccia, come abbiamo fatto anche oggi nel sud della Siria. Questa è la lezione principale degli eventi del 7 ottobre", conclude.

L'Irlanda aderisce al Patto Ue sull'immigrazione, richiedendo il trasferimento dei migranti verso i Paesi di primo ingresso. L'Italia, sotto pressione da Bruxelles per i rifiuti ai trasferimenti, contesta le regole citando la gestione delle Ong.

Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, minaccia ritorsioni contro i Paesi che aderiranno alle sanzioni Usa. Nel frattempo, cresce la tensione in Libano e Siria, mentre Donald Trump rivendica lo Stretto di Hormuz come territorio americano.

L'ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha dichiarato alla Bbc che il presidente Zelensky deve chiarire la sua posizione su recenti casi di corruzione. Fedorov ha sottolineato la necessità di trasparenza, pur escludendo il coinvolgimento diretto del leader.

Il presidente dell'Anief, Marcello Pacifico, sollecita l'approvazione della proposta di legge S1413 per consentire agli insegnanti il riscatto agevolato o gratuito della laurea, mirando a favorire il ricambio generazionale e l'anticipo pensionistico.

Il leader del M5S Giuseppe Conte critica la Presidente Meloni dopo i fischi ricevuti, chiedendo un Consiglio dei Ministri straordinario per contrastare il caro carburanti e l'inflazione, proponendo di tassare gli extraprofitti di banche ed energia.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si oppone allo svolgimento di elezioni durante il conflitto, definendole un rischio enorme e uno "tsunami" che rischierebbe di dividere il Paese, in risposta alle richieste di voto avanzate dal suo ex ministro della Difesa.