Torino, scontri al corteo degli studenti Pietre e bastoni contro i carabinieri
Scontri e momenti di tensione durante la manifestazione degli studenti a Torino. Lancio di pietre e bastoni contro le forze dell'ordine in corso Inghilterra. Chiusi gli accessi a Porta Susa e alla metro.
Quick Look
- Un corteo di studenti a Torino è degenerato in tensioni con le forze dell'ordine, con lancio di pietre e bastoni contro i carabinieri in corso Inghilterra.
- Ritratti di politici imbrattati di rosso, proteste contro i fondi alla guerra e scuole coinvolte in occupazioni.
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Why It Matters
Giorni di scioperi, occupazioni e assalti in oltre venti istituti scolastici a Torino, con richieste di maggiori fondi per la scuola e critiche alle spese militari.
«Dieci, cento, mille occupazioni» e «Giorgia Meloni devi andartene». Si apre con questi cori il corteo degli studenti torinesi, dopo giorni di scioperi, occupazioni e assalti in oltre venti istituti della città. Gli studenti sono partiti, tra gli altri, dal Gioberti, dall’Einstein e dal Cattaneo, per raggiungere piazza XVIII Dicembre, nel centro di Torino. Nelle stesse ore, da Palazzo Nuovo, è partita anche la manifestazione in difesa del clima organizzata da Fridays For Future ed Extinction Rebellion.
Torino, corteo studenti: imbrattate le foto di Meloni, Valditara, Crosetto e Schlein
Pietre e bastoni contro i carabinieri, il corteo bloccato in corso Inghilterra
Ore 11.32. Tensione davanti al grattacielo di Intesa Sanpaolo, dove i carabinieri schierati sono stati bersagliati con pietre e bastoni. A circa un’ora dalla partenza, il corteo è bloccato in corso Inghilterra, all’altezza di via Cavalli: gli studenti sono da una parte, le forze dell’ordine dall’altra. È pronto anche un idrante.
Ragazzi sul monumento a Vittorio Emanuele
Ore 11.17: decine di ragazzi sono saliti sul monumento a Vittorio Emanuele con striscioni e fumogeni.
Uova contro la polizia e un carro armato di cartone
Ore 10.50: Uova contro la polizia in corso Vittorio Emanuele angolo corso Re Umberto. E sotto l’ufficio scolastico, come durante la scorsa protesta è stato portato un carro armato di cartone che è stato bruciato. Un gesto che ancora una volta vuole ripetere il mantra degli studenti e delle studentesse “più fondi alla scuola e meno supporto alla guerra”.
Via Cernaia, in testa al corteo una trentina di incappucciati
Il corteo parte intorno alle 10.20 da via Cernaia, con una trentina di incappucciati in testa e circa mille studenti, a cui si sono uniti i ragazzi di Cambiare Rotta.
I ritratti dei politici macchiati di rosso
Ore 10: Prima di partire in corteo, i manifestanti hanno cantato Bella Ciao e poi macchiato di rosso i ritratti della premier Giorgia Meloni, del ministro della Difesa Guido Crosetto, del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e della leader del Pd Elly Schlein. L’accusa è di investire soldi nella guerra invece che nella scuola. Macchiato di rosso anche il simbolo di Leonardo. Poi il coro: «La vergogna dell’Italia siete voi».
Durante la manifestazione sono comparsi anche i primi giovanissimi incappucciati e sono spuntati dei bastoni. Al corteo erano presenti anche esponenti di Askatasuna.
In piazza anche bandiere palestinesi e No Tav
Al corteo partecipano gli studenti di diversi licei, dal Curie all’Alfieri, dal Giolitti al Copernico-Luxembourg, fino al Cattaneo e al Newton, con cartelli che riportano i nomi degli istituti. Tra le bandiere sventolano quelle palestinesi e del movimento No Tav, insieme alle kefiah e alle bandiere albanesi. Si sentono anche slogan in francese, come «L’école est à nous», in solidarietà con le proteste giovanili in corso da settimane in Francia e Albania. Il corteo è fermo in piazza XVIII Dicembre, in attesa dell’arrivo di altri istituti.
Allerta alta, chiusi gli accessi a Porta Susa e alla metro
L’allerta è alta: i mezzi pubblici sono stati deviati e sono stati chiusi gli accessi alla stazione di Porta Susa e alla metropolitana, lasciando aperto un ingresso per i viaggiatori diretti ai binari. Il prefetto Donato Cafagna ha vietato di portare caschi, maschere e altri oggetti utilizzabili per coprire il volto, oltre a fumogeni e petardi. Nelle aree interessate dai cortei sono proibiti anche il consumo e la detenzione di bevande in bottiglie di vetro, lattine e altri contenitori potenzialmente pericolosi.
Lorenzo Giustolisi di Usb e docente del Giulio:
“Allora questa protesta ha una caratteristica eminentemente politica. Se noi non capiamo questo passaggio, non capiamo che è qualcosa che ha a che fare con l'idea del futuro di questi ragazzi, rischiamo di concentrarci su fenomeni secondari e non centrali. Per dirla concretamente, noi dobbiamo politicizzare, Organizzare e dare una direzione alla rabbia sociale che c'è. Questa cosa si fa unendo le lotte degli studenti e dei lavoratori, capendo che ci sono altri pezzi di questa società che sono in grande crisi. Non si tratta soltanto di scuola, quello che sta avvenendo sui consumi, sul carburante e sulle bollette è qualcosa che colpirà trasversalmente”. Le proteste di questi giorni hanno messo sotto i riflettori i comportamenti e le azioni messe in atto dai dirigenti. Le reazioni davanti alle richieste degli studenti sono state molto diverse. Se un estremo è stato quello del continuo dialogo, l’altro è stata la pubblicazione di circolari o comunicazioni che avvisassero gli occupanti dei rischi penali e civili connessi alla loro mobilitazione. “Le dirigenti del Giulio e del Regina Hanno capito che il piano non è un piano repressivo, ma un piano di dialogo, di ragionamento e di comprensione, perché sennò la scuola fallisce il suo compito
Daniele Genisio, collaboratore scolastico dell’Istituto comprensivo Caselette.
“Io lavoro in una primaria e oggi con i miei colleghi e colleghe siamo tutti in sciopero. Questa protesta è portata avanti dai ragazzi dei licei ma io solidarizzo con loro e scendo in piazza. Loro chiedono strutture migliori, noi come categoria protestiamo perché gli stipendi sono una miseria. Oggi a scuola da noi ci saranno state molte pro- proteste, soprattutto da parte dei genitori. Ma in realtà io e gli altri siamo qui anche per il futuro dei loro figli”.
Gli assalti nelle scuole e gli arresti
La manifestazione arriva dopo giorni di tensioni nelle scuole torinesi. Una trentina di giovani, tra i 16 e i 20 anni, sono stati identificati nel corso degli assalti e dei danneggiamenti al Colombatto, al Boselli, al Peano e al Bosso Monti.
Ieri un diciassettenne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato mentre tentava di rompere una finestra con un estintore. Durante gli interventi un carabiniere è rimasto ferito dal lancio di una pietra. Un professore e un collaboratore scolastico del Colombatto hanno riportato lievi lesioni nel tentativo di bloccare l’occupazione della succursale dell’istituto.
Open Questions
- Quali saranno i provvedimenti disciplinari per gli studenti identificati?
- Come evolverà il dialogo tra istituzioni scolastiche e manifestanti?





