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Una palazzina è crollata a rione Pistunina a Messina, causando vittime e dispersi, e la Procura ha aperto un'indagine per omicidio colposo plurimo e disastro colposo.
Ci sono tre persone indagate per il crollo della palazzina di rione Pistunina a Messina. La Procura della Città dello Stretto ha notificato tre avvisi di garanzia con invito a comparire ipotizzando i reati di omicidio colposo plurimo, rimozione di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro colposo. Finora tre corpi sono stati estratti dalle macerie della palazzina. È in corso il riconoscimento del terzo corpo da parte dei familiari. Altre tre persone sono ancora disperse.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Messina, è condotta dai carabinieri del comando provinciale, dagli uomini del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (SPRESAL) dell’ASP di Messina e dai vigili del fuoco di Messina. Gli indagati sarebbero i responsabili delle ditte che eseguivano i lavori al piano terra dello stabile collassato e un tecnico.
Proseguono senza soste le ricerche dei dispersi nel crollo della palazzina di Messina. I vigili del fuoco non si sono mai fermati, dopo il ritrovamento dei primi due dispersi, l’imprenditore Carmelo Leone di 71 anni e la sorella Rosa Leone. Ma le ricerche sono rese complicate dal fumo sprigionato da un incendio che cova sotto le macerie.
Mancano all’appello un’altra sorella di Carmelo, Sara; il marito di Rosa, Santino Magazzù, e un collaboratore domestico che era con loro, il cingalese Lhairu Warnakulasuriya. Dispersa anche una commessa del bazar cinese che si trovava al primo piano della palazzina, la ventunenne messinese Alessandra Frazzica.
“Ho visto la morte in faccia, non so come ho fatto ad essere vivo” racconta uno dei tre feriti Davide Lambiate, 26 anni, al suo terzo giorno di prova come commesso nel bazar cinese dove lavorava Alessandra. Gli altri due feriti sono operai della ditta che stava ristrutturando al piano terra i locali di un supermercato.

Un 49enne di Guastalla è stato arrestato per omicidio stradale dopo aver investito e ucciso il 44enne Ranvir Singh a Castiglione delle Stiviere. L'uomo guidava con un tasso alcolemico oltre quattro volte il limite consentito.

Fabio Savi, ergastolano della Banda della Uno Bianca, ha inviato una lettera di scuse ai familiari delle vittime. L'Associazione dei familiari ha respinto il gesto, accusandolo di cercare solo benefici carcerari e ribadendo la mancanza di nuove verità.

Un uomo di nazionalità romena è stato arrestato a Rocca Cencia, Roma, per aver tentato di violentare la figlia 14enne della sua compagna. La vittima è riuscita a chiedere aiuto a una pattuglia di polizia utilizzando il 'signal for help' mentre erano in auto.

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