Attacchi russi in Ucraina: almeno 14 morti e 57 feriti in 24 ore, colpita soprattutto Odessa
Quick Look
- Negli ultimi attacchi russi in Ucraina, almeno 14 persone sono state uccise e 57 ferite in 24 ore, con Odessa particolarmente colpita.
- Sono stati lanciati 170 droni Shahed, di cui 147 abbattuti.
- Colpiti edifici residenziali, infrastrutture energetiche e civili in diverse regioni.
AI-generated summary
Why It Matters
L'articolo riporta gli ultimi sviluppi della guerra in Ucraina, con particolare attenzione agli attacchi russi delle ultime 24 ore che hanno causato vittime e danni in diverse regioni, tra cui Odessa. Si menziona inoltre la grave situazione umanitaria a Oleshky, città occupata dalle forze russe dal 2022, dove i civili soffrono di grave carenza di beni essenziali e assistenza medica. Vengono citati anche possibili contatti diplomatici tra leader russi e americani, nonché gli sforzi di mediazione della Santa Sede tramite il cardinale Zuppi.
Almeno 14 persone sono state uccise e altre 57 ferite negli attacchi russi condotti nelle ultime 24 ore in diverse regioni dell'Ucraina. Lo riferisce il Kyiv Independent, citando le autorità locali. Particolarmente colpita la regione di Odessa, dove le forze russe hanno condotto quello che il governatore Oleg Kiper ha definito un "massiccio attacco".
Nella notte la Russia ha lanciato complessivamente 170 droni d'attacco del tipo Shahed: 147 sono stati abbattuti o neutralizzati dalle difese ucraine. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, gli attacchi hanno colpito edifici residenziali, infrastrutture energetiche e altre strutture civili nelle regioni di Odessa, Kharkiv, Sumy, Mykolaiv, Kherson, Poltava, Zhytomyr e Kiev.
Nella notte, inoltre, le forze russe hanno attaccato nel Mar Nero una nave diretta a Odessa con equipaggiamenti militari e beni a doppio uso per le Forze Armate ucraine. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo.
I presidenti russo Vladimir Putin e americano Donald Trump potrebbero incontrarsi a margine del vertice Apec, in programma il 18 e 19 novembre a Shenzhen, in Cina. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, alla televisione pubblica russa.
Per approfondire:
Cos'è e come funziona il drone Gerbera con cui la Russia potrebbe colpire l'Italia
Cosa prevede il piano Usa-Russia per la pace
Guerra Ucraina, Zelensky all’Onu: “Putin deve essere fermato, le sanzioni ci rafforzano”
Cosa sappiamo dell'operazione "Sentilla dell'Est" della Nato"
Tomahawk, come funzionano i missili che potrebbero cambiare la guerra in Ucraina
Da Bucha a Kramatorsk, fino all'ospedale pediatrico di Kiev: le peggiori stragi di civili
Armi nucleari tattiche: cosa sono, le differenze con le strategiche, gli effetti
I contributi del nostro inviato in Ucraina
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Crisi umanitaria nella cittadina ucraina e occupata dalle forze russe sin dal 2022 sulla riva sinistra del Dnipro Oleshky (Alyoshki in russo), di fronte a Kherson, da cui dista solo nove chilometri in linea d'aria. Il ponte che collega le due città è chiuso. Gli abitanti che non sono riusciti ad andarsene in questi anni di guerra, almeno 1.500, inclusi una quarantina di bambini (secondo fonti di Kiev) sono senza cibo, acqua, gas, elettricità e cure mediche adeguate. Non possono neanche seppellire i morti. L'ultimo negozio di alimentari ha chiuso a gennaio, l'ultimo rifornimento di alimenti risale a fine maggio. Le ambulanze non rispondono più alle chiamate. I pazienti gravi non possono essere trasferiti in ospedali di altre località. L'ospedale locale, a lungo considerato come l'ultimo rifugio, rimane aperto, ma è senza medicine e carburante per i generatori e negli ultimi giorni ha iniziato a non accettare più pazienti. Le strade di Oleshky e i suoi dintorni - nei villaggi vivono circa altre 4mila persone, fra cui 150 bambini - sono minati, i droni sorvolano la zona e non si sa neanche a quale delle due parti appartengano, secondo una denuncia di Human Rights Watch. E' un avamposto isolato e le forze russe, denunciano gli ucraini, rifiutano di aprire corridoi umanitari verso i territori ucraini non occupati. Prima della guerra a Oleshky e nei villaggi circostanti abitavano circa 40mila persone. Il coordinatore dell'Onu per l'Ucraina, Matthias Schmale, ha reso noto ieri di aver ricevuto informazioni su una situazione umanitaria difficile a Oleshkya. "Il diritto internazionale prevede l'obbligo degli a fornire cibo e cure mediche ai civili e, quando necessario, assistenza umanitaria", ha dichiarato, aggiungendo che le autorità ucraine hanno chiesto all'Onu di fornire assistenza umanitaria. La Russia tuttavia, ha aggiunto, si rifiuta di garantire un accesso sicuro alle organizzazioni umanitarie, fra cui l'Onu. Venerdì il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Michael O’Flaherty, ha sollecitato un cessate il fuoco locale, accesso umanitario senza restrizioni e l'evacuazione sicura dei civili da Oleshky, ricordando anche lui che la responsabilità dei civili che vivono in territorio occupato ricade sull'occupante. La situazione viene denunciata come critica sia dagli ucraini, che hanno iniziato a dare l'allarme la scorsa primavera, che, dallo scorso agosto, anche dai russi. Nei giorni scorsi perfino il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha parlato della situazione della città come critica. "Il regime di Kiev sta facendo il possibile per impedire i rifornimenti e le forze russe continuano a operare per risolvere la situazione", ha dichiarato.
Ucraina e Russia hanno discusso della crisi di Oleshly lo scorso 15 maggio. Ma da allora, gli ucraini continuano ad aspettare una risposta dai russi con l'autorizzazione allo sfollamento dei civili e all'invio di aiuti umanitari. "È una catastrofe umanitaria", aveva denunciato Tetiana Hasanenko, sindaca di Oleshky sfollata, al Kyiv Independent già lo scorso aprile. "Se non si fa qualcosa, la gente morirà di fame. Non è possibile andarsene, non arrivano rifornimenti di cibo", ha testimoniato Anna, residente di Oleshky che invece è riuscita a fuggire, in una intervista a Meduza.
È difficile anche parlare con i residenti. Alcune persone rimangono mesi senza contatti. Chi riesce a ricaricare un telefono con i generatori o a trovare la linea per inviare un messaggio i parlare al telefono lamenta la scarsità di cibo. La gente ricorre al baratto e questa estate ha vissuto con quello che cresceva negli orti, ma si iniziano a mangiare i cani, come ha testimoniato un residente a Ukrainskaia Pravda. L'inverno sarà una tragedia. Chi se la sente, va in bici o a piedi nel villaggio di Radensk, a 20 chilometri più lontano dal fronte e più rifornito. Ma il percorso è pericoloso. Anche i soldati russi lasciati a presidiare questo avamposto sono senza cibo e lo sottraggono ai residenti che lasciano cartelli fuori dalle loro case con la scritta: "non c'è cibo". Non autorizzano i residenti a seppellire i morti in bombardamenti. Vogliono portare i cadaveri a Henichesk per certificare che sono stati uccisi dagli ucraini. I corpi sono conservati nelle cantine dell'ospedale, dopo che è stato chiuso l'obitorio. Da maggio, si accumulano corpi. Ce ne saranno un centinaio.
I presidenti russo Vladimir Putin e americano Donald Trump potrebbero incontrarsi a margine del vertice Apec, in programma il 18 e 19 novembre a Shenzhen, in Cina. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, alla televisione pubblica russa. "Sarà una buona occasione perché i leader si incontrino, in un modo o nell'altro, a margine del vertice", ha affermato. Peskov ha spiegato che al momento è prevista la partecipazione di Putin al summit del Foro di cooperazione economica Asia-Pacifico, dove il presidente russo ha già concordato un incontro con il leader cinese Xi Jinping. Il portavoce non ha però confermato l'ipotesi di un vertice a tre tra Russia, Cina e Stati Uniti. "E' difficile dire se sarà una riunione trilaterale o se si terranno incontri bilaterali", ha precisato. Resta invece aperta la decisione sulla partecipazione di Putin al G20 previsto a dicembre in Florida. "Quella decisione non è ancora stata presa. Bisogna valutare le circostanze. In ogni caso, la Russia partecipera' attivamente ai lavori del G20", ha detto Peskov. Nei giorni scorsi il portavoce aveva ringraziato la Casa Bianca per l'invito, giudicando tuttavia "prematuro" fornire una risposta definitiva. Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio, dopo un incontro a New York con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, aveva evocato un possibile colloquio tra Trump e Putin a fine anno, a margine del G20, definendolo "una nuova opportunità perché i due leader parlino".
"Il cardinale Matteo Zuppi è sempre il benvenuto a Mosca". Cosi' l'ambasciatore russo presso la Santa Sede, Ivan Soltanovsky, in una intervista su Avvenire, alla vigilia del nuovo viaggio dell'arcivescovo di Bologna in Russia. Inizia domani la terza visita di Zuppi a Mosca che già da oggi sarà in città. Tre giornate di incontri e colloqui che si concluderanno mercoledì, riferisce il quotidiano della Cei, e che arrivano dopo la visita a luglio in Ucraina dove il cardinale era entrato anche in un campo di detenuti dell'esercito russo e dove aveva ricevuto la richiesta di fare altrettanto in Russia per verificare le condizioni di chi è stato catturato dai militari del Cremlino. L'ambasciatore russo presso la Santa Sede Soltanovsky ad Avvenire osserva che la diplomazia umanitaria "ha prodotto risultati concreti" ricordando lo scambio tra prigionieri di guerra favorito dalla mediazione dell'inviato del Papa. Ora si lavora allo scambio tra prigionieri civili. "Si tratta di un tema nuovo ed e' ancora difficile dire quali sviluppi potra' avere. Sara' necessario un lavoro approfondito per stabilire con precisione chi rientri in questa categoria. Sulla base degli elenchi ricevuti finora, e' ancora difficile valutare in quale misura tali scambi saranno possibili", afferma l'ambasciatore. Infine Soltanovsky sostiene le parole del Papa che ha condannato il riarmo dell'Europa che i leader Ue giustificano richiamando anche la "minaccia" russa. "Il riarmo dell'Europa e' un processo pericoloso ed e', purtroppo, anche il risultato della completa assenza di dialogo tra Russia e Paesi della Ue - sottolinea il diplomatico -. Osserviamo che una parte delle e'lite europee cerca di riarmare non soltanto i Paesi, ma anche le menti e i cuori degli europei che vivono gravi problemi economici. Sono proprio queste forze a sabotare il processo di pace in Ucraina".
"Il cardinale Matteo Zuppi è sempre il benvenuto a Mosca". Lo dice ad Avvenire l'ambasciatore russo presso la Santa Sede, Ivan Soltanovsky, alla vigilia del nuovo viaggio dell'arcivescovo di Bologna in Russia. Inizia domani - riferisce infatti il giornale della Cei - la terza visita di Zuppi a Mosca che già da oggi sarà in città. Tre giornate di incontri e colloqui che si concluderanno mercoledì che arrivano dopo la visita a luglio in Ucraina dove il cardinale era entrato anche in un campo di detenuti dell'esercito russo e dove aveva ricevuto la richiesta di fare altrettanto in Russia per verificare le condizioni di chi è stato catturato dai militari del Cremlino. L'ambasciatore russo, nel colloquio con Avvenire, parla dell'opera svolta da Zuppi per la liberazione e lo scambio di prigionieri: "Ogni volta che si riesce a raggiungere un'intesa, si tratta di un risultato di grande rilevanza, che naturalmente accogliamo con favore. Siamo molto grati al cardinale Zuppi per il suo contributo". Quanto invece allo scambio di prigionieri civili, "si tratta di un tema nuovo ed è ancora difficile dire quali sviluppi potrà avere. Sarà necessario un lavoro approfondito per stabilire con precisione chi rientri in questa categoria. Sulla base degli elenchi ricevuti finora, è ancora difficile valutare in quale misura tali scambi saranno possibili", dice il diplomatico. Infine per Soltanovsky "il riarmo dell'Europa è un processo pericoloso ed è, purtroppo, anche il risultato della completa assenza di dialogo tra Russia e Paesi della Ue. Osserviamo che una parte delle élite europee cerca di riarmare non soltanto i Paesi, ma anche le menti e i cuori degli europei che vivono gravi problemi economici. Sono proprio queste forze a sabotare il processo di pace in Ucraina".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Si verificherà un incontro bilaterale tra Putin e Trump a margine del vertice Apec a Shenzhen.
Likely · Within weeks
La situazione umanitaria a Oleshky peggiorerà durante l'inverno senza interventi esterni.
Very likely · Within months
Continueranno gli sforzi di mediazione della Santa Sede per lo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina.
Likely · Within months
Open Questions
- Quali sono le condizioni esatte delle infrastrutture energetiche colpite negli attacchi?
- Quando e dove avverrà effettivamente l'incontro tra Putin e Trump?
- Quali sono le prospettive concrete per lo scambio di prigionieri civili tra Russia e Ucraina?
- Quali azioni concrete sta intraprendendo la comunità internazionale per affrontare la crisi a Oleshky?






