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Il voto arriva dopo una spaccatura nella coalizione di centrodestra avvenuta ieri sulla legge per il fine vita. Oggi il Consiglio regionale del Veneto approva unitariamente la mozione sulle pre-intese per l'autonomia differenziata, prevista dalla legge 86/2024, su materie non-Lep come protezione civile, professioni non organizzate, previdenza complementare e organizzazione sanitaria.
Il centrodestra si ricompatta al Consiglio regionale del Veneto, dopo la spaccatura avvenuta ieri sulla legge per il fine vita, approvando unitariamente la mozione sulle pre-intese per l'autonomia differenziata tra Stato e Regione.
Il provvedimento dà atto della prosecuzione del percorso negoziale, secondo le previsioni della legge 86/2024 sull'autonomia differenziata, su materie "non-Lep": protezione civile, professioni non organizzate, previdenza complementare e integrativa, organizzazione e programmazione del sistema sanitario. Entro 45 giorni dovranno essere deliberati dal Consiglio dei ministri insieme al disegno di legge di approvazione delle due intese, che passeranno alla firma dei presidenti di Consiglio e della Regione, poi alle Camere.
Su un tema politico così "caratterizzante" la coalizioni si sono dunque ricomposte: a favore hanno votato Lega, Fdi e Forza Italia, assieme ai due di Resistere Veneto, al vannacciano ex leghista Stefano Valdegamberi e alla Liga Veneta Repubblica. I nove consiglieri presenti del Pd non hanno partecipato alla votazione, Avs ha votato contro. I sì sono stati 33, i no 3, due gli astenuti.
Ma al di là dei numeri, la qualità e la tensione nel dibattito in aula è apparsa ben distante da quella sul fine vita che il presidente dell'assemblea Luca Zaia aveva definito una "discussione profonda e complessa". Il capogruppo del Pd, e portavoce dell'opposizione, Giovanni Manildo, ha rilevato polemicamente come durante l'intervento di apertura del Presidente della Regione, Alberto Stefani, "i banchi dei consiglieri di Fdi fossero clamorosamente vuoti. Su nove rappresentanti si è presentato solo il capogruppo Claudio Borgia e a lui si sono aggiunti, con notevole ritardo, soltanto i consiglieri Matteo Baldan e Laura Besio. Una scena imbarazzante - ha sottolineato - che mostra nei fatti il disinteresse, se non l'aperta insofferenza del partito di Giorgia Meloni nei confronti di una causa che la Lega sostiene in solitudine rispetto ai principali alleati di governo regionale e nazionale". Una circostanza e una contrapposizione che Borgia ha respinto al mittente: "Quale maggioranza spaccata? Fratelli d'Italia sostiene convintamente il percorso dell'Autonomia e lo fa con i fatti. Se oggi il Veneto è arrivato a un passaggio concreto e avanzato del proprio percorso autonomistico è perché a Roma c'è un Governo guidato da Giorgia Meloni". Le assenze? "Il Partito Democratico - ha aggiunto - prova a trasformare qualche assenza temporanea dai banchi del Consiglio regionale in una crisi politica. Una polemica francamente surreale".
Alla conta e all'approvazione, dunque, si è arrivati in circa quattro ore. Nella coalizione ognuno dei componenti ha rivendicato il proprio contributo: dalla Lega l'aspetto dell'autonomia propugnata da Zaia, Stefani e Calderoli; da Fdi il ruolo decisivo del governo Meloni; da Fi l'essere quelli che hanno mediato le varie anime della coalizione per "fare bene le riforme".
Stefani ha rimarcato che "avevamo detto che la Regione avrebbe fatto le cose bene e in fretta; la promessa è stata mantenuta. Ci attendiamo il coronamento rapido di tutto il percorso". Zaia, che aveva fatto dell'autonomia - ma anche del fine vita - un punto programmatico imprescindibile, ha sottolineato che "per la maggioranza è un risultato importante: si è mossa in maniera compatta, coinvolgendo tutte le forze che la compongono e arrivando a un'approvazione corale su un tema che riguarda il futuro istituzionale del Veneto. Quando si affrontano riforme di questa portata, la capacità di fare sintesi e di costruire una posizione condivisa rappresenta un valore aggiunto".
Manildo infine ha rivendicato la scelta di non partecipare al voto: "Messi di fronte a un pacchetto di competenze di ripiego, con zero autonomia fiscale e un Consiglio regionale mortificato nel suo ruolo, ci siamo rifiutati di fare da passacarte. Oggi non abbiamo assistito allo 'storico traguardo' dell'autonomia del Veneto, ma al sipario che cala in modo liberatorio su trent'anni di propaganda politica. Dopo decenni di promesse su trattenimento delle tasse e 23 materie, ci è stato presentato un pacchetto ridotto al minimo sindacale".
AI outlook — possibilities, not facts
Il disegno di legge di approvazione delle due intese sarà deliberato dal Consiglio dei ministri entro 45 giorni
Very likely · Within days
Le intese sull'autonomia differenziata passeranno poi alla firma dei presidenti di Consiglio e della Regione, poi alle Camere
Very likely · Within weeks

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