Eni introduce un price cap sui carburanti, scatenando polemiche tra gestori indipendenti e richieste di riforma strutturale
Quick Look
- Eni ha introdotto un tetto ai prezzi dei carburanti nelle sue stazioni, seguendo l'esempio di TotalEnergies in Francia, per alleggerire il costo per i consumatori durante la crisi dei prezzi.
- L'iniziativa ha però scatenato le proteste dei gestori indipendenti, che denunciano concorrenza sleale e rischiano di essere esclusi dal mercato, mentre associazioni dei consumatori chiedono che altre compagnie seguano l'esempio e auspicano una riforma strutturale del settore energetico italiano.
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Why It Matters
L'articolo si inserisce nel contesto della crisi dei prezzi dei carburanti in Italia e in Europa, dove diverse aziende stanno valutando misure di contenimento dei prezzi, come il price cap già adottato da TotalEnergies in Francia, mentre si discute anche della tassazione dei sovraprofitti delle compagnie petrolifere.
Ora è l'azienda pubblica a togliere le castagne dal fuoco al posto dello Stato, sulla scia di quanto TotalEnergies ha fatto in Francia (Stato che, per inciso, non ha ridotto le accise - 0,690 euro al litro per la benzina e 0,607 per il gasolio, non proprio modeste - in questa crisi), acquisendo così volumi di vendite (tornano alla mente gli 'scontoni' dei week end estivi del 2012), gratitudine e meriti e, come sottoprodotto dell'operazione, mettendo all'angolo la discussione, peraltro spesso di facile presa demagogica, sulla tassazione dei sovraprofitti.
Il riferimento è al colosso francese TotalEnergies, che in primavera ha deciso un tetto ai prezzi poi prorogato più volte. La mossa, però, oltre a far infuriare i gestori indipendenti - che a luglio hanno presentato un esposto all'Antitrust francese sostenendo che l'iniziativa altera la concorrenza - ha avuto ripercussioni anche sulle giacenze, con i distributori presi d'assalto e il carburante che scarseggia.
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L’articolo della Figisc prosegue: "Se l'operazione Eni può dare parziale sollievo ai consumatori stremati dall'escursione dei prezzi, tuttavia - si osserva - ha l'effetto di sconvolgere il mercato della distribuzione: vi è chi ha subito sostenuto che si tratta di una operazione attuata in forza di una posizione dominante, di dumping e concorrenza sleale. E se questo ha senso per una buona parte della rete distributiva, fatta ormai da tanti operatori indipendenti che dovranno subire la concorrenza senza avere possibilità alcuna di rintuzzarla, la questione è anche: che faranno le altre major petrolifere, nuove e vecchie, presenti sul nostro mercato, spiazzate dalla mossa dell'Azienda di Stato?".
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"E discendendo la filiera fino al piazzale, che ne sarà di tutti quei gestori che non sono Eni, che si troveranno, senza rete di protezione della loro compagnia, fuori mercato con un ennesimo colpo ad una sostenibilità economica già da anni in crisi, margini minimi legati ai litri venduti non al prezzo, e competitività già feroce e ora belluina?", si chiede la federazione dei gestori di impianti di benzina aderente a Confcommercio.
La Figisc fa poi notare anche: "E gli stessi gestori Eni, di cui si svalutano significativamente le giacenze (già svalutate quando le accise calavano), che faranno quando - come già successo da noi, ma proprio in questi giorni in Francia negli impianti TotalEnergies - sarà difficile far fronte ai rifornimenti? Certo questo ai consumatori non può importare di meno, ma il sistema distributivo è pur sempre un sistema economico che deve reggere".
Nonostante queste preoccupazioni, cresce il pressing perché anche le altre compagnie seguano l'esempio dell'Eni. "Ci sorprende il tempismo con cui Eni mette in campo l'iniziativa, forse per testimoniare che qualcosa si può fare, proprio in contemporanea con il dibattito sugli extraprofitti delle compagnie e società petrolifere - ha detto il vice presidente nazionale Adoc, Alessandro Cafagna, intervenendo al Congresso regionale dell'Associazione Difesa Orientamenti Consumatori - E siamo rammaricati che sia il privato, anche se partecipato dallo Stato, a prendere iniziativa mentre continuiamo a sostenere che lavoratori, famiglie e cittadini chiedono strumenti strutturali. Ci auguriamo che l'esempio dell'Eni sia seguito da altre compagnie. Per noi è tempo di pensare ad una vera riforma del mercato energetico italiano. Come Associazione vigileremo, come stiamo facendo da mesi, sul caro-carburanti e caro-energia". "Finalmente qualcosa si muove sul fronte dei carburanti - ha commentato il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso - La decisione di ricorrere al meccanismo del price cap è positiva per due ragioni: in primo luogo consentirà risparmi immediati agli automobilisti che si riforniranno presso gli impianti Enilive, dall'altro potrebbe innescare una virtuosa spinta concorrenziale, spingendo le altre compagnie petrolifere ad adottare misure simili per non perdere fette di mercato".
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What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Altre compagnie petrolifere operanti in Italia adotteranno misure di price cap simili a quelle di Eni nelle prossime settimane
Likely · Within weeks
Si intensificherà il pressing politico e delle associazioni dei consumatori per una riforma strutturale del mercato energetico italiano
Possible · Within months
Open Questions
- Quale sarà l'impatto effettivo del price cap di Eni sui margini dei gestori indipendenti?
- Altre compagnie petrolifere seguiranno l'esempio di Eni nell'adottare il price cap?
- Il governo italiano interverrà con misure strutturali sul caro-carburanti?
- Come risponderà l'Antitrust italiano alle accuse di concorrenza sleale da parte dei gestori indipendenti?






