
I futures superano i 65 euro al megawattora a causa delle tensioni geopolitiche legate all'Iran
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I prezzi del gas sono influenzati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle minacce di sanzioni economiche statunitensi contro l'Iran.
I prezzi del gas naturale in Europa tornano a livelli record, sopra i 65 euro al megawattora, un livello che non vedevano da 5 mesi.
Seguendo l'andamento del petrolio, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l'intenzione di infliggere all'Iran quello che ha definito un "D-Day economico", con le prospettive di una ripresa dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz ancora scarse, i futures di riferimento guadagnano il 3,3% a 65,47 euro, un livello che non si vedeva dai primi giorni della guerra in Medio Oriente.

Gli stoccaggi europei di gas, fermi al 57% a fine luglio, rischiano di non raggiungere l'80% entro novembre. La concorrenza asiatica nell'acquisto di Gnl e i prezzi poco competitivi complicano il riempimento, rendendo necessario un possibile rialzo dei prezzi.

La Commissione europea rassicura sulla sicurezza dell'approvvigionamento di gas per l'inverno. Con gli stoccaggi al 62%, la portavoce Eva Hrncirova definisce la situazione stabile, nonostante il contesto globale volatile e l'impatto delle ondate di calore.

Aiel e Uncem sollecitano il Governo a estendere gli incentivi per il rinnovo delle caldaie agli impianti a legna e pellet. Il presidente Marco Bussone propone di sostituire i vecchi sistemi con tecnologie a biomassa per favorire il risparmio energetico.

Eni e Sonatrach hanno firmato un nuovo protocollo d'intesa per ampliare la cooperazione nella decarbonizzazione e nella riduzione delle emissioni in Algeria, includendo forestazione e monitoraggio del metano.

Il gas si attesta sui 61 euro al MWh ad Amsterdam, sostenuto dalle nuove sanzioni USA contro l'Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz, registrando un rialzo settimanale del 9%.

Petrobras ha confermato la scoperta di petrolio nel pozzo Morpho, nel bacino della Foz do Amazonas in Brasile. La scoperta nel Margine Equatoriale sostiene le riserve della compagnia ma solleva le proteste degli ambientalisti.