
I riformisti del Partito Democratico, riuniti a Prato, hanno definito le "linee rosse" da non superare, ribadendo il sostegno incrollabile all'Ucraina e l'opposizione al ddl antisemitismo, sottolineando la necessità di mantenere l'identità del partito senza spostarsi verso sinistra per inseguire Giuseppe Conte o il campo largo.
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Il Partito Democratico sta vivendo un dibattito interno sulla sua direzione politica, con i riformisti che cercano di definire confini ideologici per evitare spostamenti verso sinistra che possano perdere l'identità del partito, mentre si confronta con le pressioni del campo largo e del Movimento 5 Stelle.
Le “linee rosse” da non valicare non stanno solo nel dibattito del centrodestra - a sventolarle tutti i giorni all’indirizzo della premier Giorgia Meloni è Roberto Vannacci - ma anche dentro il confronto che anima il Pd in prima battuta e il campo largo, in seconda. E a ricordarle alla segretaria Elly Schlein e alla maggioranza del partito sono i riformisti Dem, oggi riuniti alla casa del popolo di Coiano, alle porte di Prato, per lanciare “idee e proposte”, ma anche per mettere alcuni paletti.
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Primo tra tutti il fatto che “il Pd deve fare il Pd”, “non deve perdere identità”, “non deve annacquare i propri valori”, non deve cedere “a estremizzazioni”. Insomma, non deve spostarsi a sinistra per inseguire Giuseppe Conte che, osserva Lia Quartapelle, “non può infliggerci tutte le politiche del M5s, lo sa anche lui che sono slogan”.
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Messaggi al campo largo, ma soprattutto messaggi a chi è maggioranza tra i Dem e anche alle altre aree che, osserva la senatrice Simona Malpezzi, non devono chiedere “posti” ma portare proposte al partito, per “allargarlo”, per conquistare più elettori possibili, a cominciare da quelli “moderati”. Da Prato, insomma, si guarda a Montepulciano dove, dal 23 al 25 ottobre, si riunirà il “correntone” Dem. E si guarda a Roma per rivendicare che l’area riformista non cerca nè posti nè “riconoscimenti” e certo, punge Lorenzo Guerini, chiudendo l’assise, “non accettiamo lezioni di unità da chi se ne è andato” perchè “noi siamo rimasti, questa è la nostra casa” e “vogliamo aiutare il Pd a vincere contro l’onda nera della destra”. Con chi ce l’abbia Guerini è fin troppo evidente.
Ucraina e antisemitismo
La prima questione da “linee rosse” è quella dell’Ucraina, ovviamente, ma non è la sola. Si sprecano gli aggettivi sul fatto che il sostegno “incrollabile” all’Ucraina debba proseguire, aiuti militari compresi: per tutti, da Giorgio Gori a Lia Quartapelle, da Lorenzo Guerini a Graziano Delrio, si tratta di un principio “irrinunciabile”, “non negoziabile” e “non trattabile al tavolo del programma”, “fondamentale” per arrivare “alla pace e non alla resa alle pretese di Putin”. Su questo, dicono, l’unico punto di caduta possibile, a un tavolo insieme alle altre forze della coalizione, è convincerle che abbandonare ora l’Ucraina non avvicinerebbe ma allontanerebbe la pace. C’è poi, molto imminente - sarà alla Camera la prossima settimana -, la questione del ddl antisemitismo che, al di là della legge specifica, racconta le diverse anime del Pd e la preoccupazione dei “riformisti” di non avallare un altro ’scivolamento’ verso le posizioni dell’ala più di sinistra del campo largo. Non a caso sul palco di Prato sale Lele Fiano per cui la conferma del “no” del Pd al ddl rappresenterebbe un confine “invalicabile”, rendendo forse incompatibile la sua stessa permanenza nel partito. Giorgio Gori invita il Pd a non scavalcare quella linea.
In una specie di controcanto rispetto al “testardamente unitari” della segretaria Schlein, Gori incalza che “l’unità va bene ma non a patto di rinunciare ai valori del Pd”, “l’unità va bene” ma “una gara a chi è più di sinistra lascerebbe spazi a una destra che non merita nulla”, l’unità va bene ma è necessario che il Pd “non annacqui la sua specificità”.
AI outlook — possibilities, not facts
Il Partito Democratico manterrà la sua posizione di sostegno incrollabile all'Ucraina nei prossimi mesi.
Very likely · Within months
Il Pd non voterà a favore del ddl antisemitismo nella sua forma attuale.
Likely · Within weeks

On the eve of the by-elections in the Reggio Calabria-Locri constituency, General Roberto Vannacci published on social media a retouched photo of the partner of the President of the Calabria Region Roberto Occhiuto, sparking a transversal controversy. The entire centre-right, from Forza Italia to the Lega and Fratelli d'Italia, condemned the gesture as vulgar and unacceptable, even finding a rare agreement with the centre-left. Vannacci defended himself by attributing responsibility for the retouching to a Calabrian site, while Occhiuto and the person directly involved, the undersecretary Matilde Siracusano, denounced the act as squalid and perverse, announcing legal action. Tomorrow and Monday's vote sees Forza Italia candidate Fabio Roscioli and Futuro Nazionale Vannacci competing against each other, in a context of internal tensions within the center-right after the 'snatch' of the regional group leader Domenico Giannetta.

Fratelli d'Italia announces a national campaign called 'no one remains hidden' to ban the full veil in public places, combat arranged marriages and virginity certificates, increase controls on places of worship and close those that propagate hatred. The campaign will start on October 1st from Potenza and Matera and will reach 20 Italian cities by November, with a particular focus on Milan due to its significant Muslim presence.

Elly Schlein, national secretary of the Democratic Party, calls for immediate elections, criticizing the Meloni government for the school decree, the failure to reform school buildings and the proposal to expel foreign students, while soliciting funds for the territories affected by the earthquake of 31 July and inviting them to conquer the government with the support of the America's Cup in the Gulf of Naples.

The reformists of the Democratic Party met in Prato to establish positions on sending weapons to Ukraine and on the modalities of the primaries, asking for a double round and the participation of candidates other than Elly Schlein, while rejecting the idea of aligning with the M5s and Avs.

Deputy Prime Minister Antonio Tajani denounces the vulgar and unacceptable attack against Undersecretary Matilde Siracusano on Siracusano announces a lawsuit for the crime suffered, while Vannacci defends the publication by accusing those who criticize him of lack of arguments.

Elly Schlein, national secretary of the Democratic Party, participating in the regional party of the Democratic Party in Campania in Portici, stated that the earlier you go to vote the better, criticizing Giorgia Meloni for the arguments with allies over the vote and underlining the need to give the voters the say again due to the disaster of the centre-right, with zero growth despite the Pnrr, a decline in production for three years, the lowest salaries in Europe and the cost of energy among the highest.