L’economia sommersa e illegale vale 218,2 miliardi: vale il 9,9% del Pil. Cresce il lavoro irregolare
I dati Istat del 2024 mostrano una discesa dell'incidenza sul Pil al 9,9% ma crescono le unità di lavoro irregolari
Quick Look
- L'economia non osservata in Italia ha raggiunto 218,2 miliardi di euro nel 2024, con un'incidenza sul Pil scesa al 9,9%.
- L'Istat rileva tuttavia una crescita delle unità di lavoro irregolari, arrivate a quasi 3,3 milioni.
AI-generated summary
Why It Matters
L'Istat monitora periodicamente l'economia non osservata e il lavoro irregolare in Italia.
Dipende sempre da come si guarda il bicchiere se mezzo pieno o mezzo vuoto. Ma il dato di fatto è che l’economia non osservata (ossia la somma di sommerso e illegale) in Italia vale 218,2 miliardi di euro. Considerata l’entità del problema, si può però individuare qualche segnale positivo negli ultimi dati relativi al 2024 diffusi dall’Istat nella mattina di venerdì 16 ottobre. In primo luogo, la crescita sull’anno precedente (il 2023), che si era sempre caratterizzata nel tempo per incrementi più sostanziosi, si è attestata a un +0,3% rispetto a una crescita del Pil del 3,2 per cento. L’incidenza sul Pil scende al 9,9% dal 10,2% dell’anno precedente con una riduzione di 0,3 punti percentuali.
Come spiega l’Istat nel suo comunicato, l’economia sommersa (ossia al netto delle attività illegali) si attesta a 198,4 miliardi (+ 0,8 miliardi rispetto all’anno precedente), mentre il valore delle attività illegali scende a 19,8 miliardi. Le unità di lavoro irregolari sono poco meno di 3,3 milioni, con un incremento di oltre 145mila unità rispetto al 2023.
Dunque le unità di lavoro irregolare aumentano del 4,6% le unità di lavoro irregolari rispetto al 2023. La crescita viene registrata sia per la componente dipendente (+5,4%,+121,8mila unità), sia in quella indipendente (+2,7%, +23,4mila unità). L’Istat ricorda che sono definite irregolari le posizioni lavorative per le quali non viene rispettata la normativa vigente in materia fiscale e contributiva, nonché quelle relative ad attività illegali e, quindi, non osservabili direttamente presso le imprese, le istituzioni e attraverso le fonti amministrative.
«L’incremento del tasso di irregolarità - riporta l’istituto nazionale di statistica - è dovuto alla forte crescita del lavoro non regolare, la cui dinamica (+4,6%) è circa tre volte superiore a quella della componente regolare. Quest’ultima mostra nel 2024 un aumento dell’1,6% (circa +339mila Ula), esclusivamente per la componente dipendente che cresce del 2,9% (+437,5mila Ula regolari dipendenti). Le Ula indipendenti regolari registrano invece una diminuzione dell’1,6% (-98,5mila Ula regolari indipendenti)».
Ci sono altri dati che devono far riflettere. In primo luogo, il peso del sommerso economico sul valore aggiunto è più elevato negli Altri servizi alle persone, dove raggiunge il 30,7%, nel Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (18,5%) e nelle Costruzioni (17,7%). Mentre c’è un’incidenza più contenuta negli Altri servizi alle imprese (5%), nella Produzione di beni d’investimento (4%) e nella Produzione di beni intermedi (1,4%).
Open Questions
- Quali misure adotterà il governo per contrastare l'aumento del lavoro irregolare?







