L'estranea: il film di Paolo Strippoli tra controllo, destino e amore disperato
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Il regista Paolo Strippoli presenta il suo film L'estranea, che racconta la storia di Anna Colonna, una madre che cerca di controllare il destino dei figli affidandosi a una sconosciuta, esplorando temi di pietà, terrore e catarsi attraverso un contrasto tra presente tempestoso e passato luminoso.
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Why It Matters
L'estranea è un film diretto da Paolo Strippoli che esplora il rapporto tra una madre e sua figlia attraverso un segreto di famiglia legato a un patto con un'estranea, ambientato tra un presente tempestoso e un passato luminoso.
L’estranea racconta la storia di Anna Colonna, che si presenta all’improvviso a casa della figlia Alice per raccontarle la verità sulla loro famiglia. La loro vicenda è segnata da un patto stretto molti anni prima con un’estranea.
Un segreto custodito a lungo torna così a reclamare il suo prezzo. Il racconto si sviluppa tra il presente, durante una tempesta, e le estati del passato in cui la famiglia Colonna sembrava ancora invincibile.
L’estranea presenta Anna come una madre che vuole avere il controllo sul destino dei propri figli. Di fronte alla spaventosa casualità dell’esperienza umana, affida questo desiderio a una donna di cui non sa nulla. L’estranea le offre la possibilità di decidere, ma il tentativo di proteggere chi ama diventa il cuore oscuro della vicenda.
La pellicola mette a confronto due dimensioni molto diverse. Il presente è ambientato nell’appartamento di Alice durante una tempesta, in uno spazio chiuso, freddo e assediato dall’acqua. Il passato è invece quello delle estati luminose della famiglia Colonna, raccontate attraverso luoghi ariosi e caldi, pieni di corpi, musica e promesse.
Il regista e co-sceneggiatore, Paolo Strippoli, ha così commentato il film L'estranea: "Anna Colonna fa visita a sua figlia Alice e apre una ferita rimasta nascosta per vent’anni, dando inizio a un film che è insieme una confessione, un processo al passato e un ultimo, disperato gesto d’amore. L’estranea racconta di una madre che ha bisogno di avere il controllo sul destino dei propri figli e, pur di non arrendersi all’idea che questo sia impossibile, lo affida a una donna di cui non sa nulla. Questa estranea le offre la possibilità di decidere, ed è tutto ciò che Anna chiede: poter sconfiggere la spaventosa casualità dell’esperienza umana. Il racconto si muove tra il presente, imprigionato nell’appartamento di Alice durante una tempesta, e le estati luminose in cui la famiglia Colonna sembra ancora invincibile. L’estetica del film è costruita su un contrasto netto: da una parte uno spazio chiuso, freddo e assediato dall’acqua; dall’altra luoghi ariosi e caldi, pieni di corpi, musica e promesse.
La spirale è la geometria del film. È l’immagine che torna a ricordarci l’ineluttabilità del destino, ma anche la struttura stessa del racconto: ogni capitolo è più breve e concitato del precedente e ogni scelta compiuta da Anna la riporta al punto d’origine. Mi sono interrogato a lungo su quale fosse il genere di questo film: è una saga familiare e un thriller psicologico. Ma è soprattutto una tragedia, nella sua definizione aristotelica: un racconto che suscita pietà e terrore per condurre lo spettatore alla catarsi. Pietà e terrore, violenza e tenerezza: per me, l’esperienza di questo film nasce esattamente dal loro incontro. E infine c’è la domanda che più di tutte mi ha guidato: quanto male possiamo compiere, scambiandolo per amore? Nel gioco di luci e ombre della vita, L’estranea abita quel punto cieco in cui il desiderio di proteggere chi amiamo può trasformarsi nel modo più feroce di perderlo".
Open Questions
- Chi è esattamente l'estranea menzionata nel patto?
- Qual è la natura esatta del segreto che tormenta la famiglia Colonna?
- Qual sarà la reazione del pubblico e della critica al film una volta distribuito?







