Legge elettorale: via libera all'emendamento sul premio di maggioranza e nuove soglie di firme
Il Senato approva le modifiche proposte da FdI. Tensioni nella maggioranza rientrate dopo un confronto interno.
Quick Look
- Il Senato ha approvato un emendamento che elimina le soglie per il premio di maggioranza e inasprisce i requisiti di firma per le nuove liste.
- Nonostante le tensioni interne alla coalizione di governo sulle preferenze, la maggioranza ha votato in modo compatto.
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Why It Matters
Il Parlamento sta discutendo una riforma della legge elettorale che include modifiche alle preferenze e ai requisiti per la presentazione delle liste.
Prosegue il percorso della legge elettorale in Parlamento. Oggi, 11 settembre, è arrivato il via libera, con 87 voti favorevoli, all'emendamento (a prima firma della senatrice di FdI Antonella Zedda) che cancella qualsiasi soglia perché i voti di una lista contribuiscano al computo di quelli per il calcolo del premio di maggioranza.
Giovedì l'esame del testo ha creato qualche scossone nella maggioranza. Il centrodestra ha respinto gli emendamenti delle opposizioni sulle preferenze pure e ha approvato il proprio emendamento unitario in materia, che prevede anche i capilista bloccati e la possibilità di esprimere fino a tre preferenze con alternanza di genere sui sei nomi prestampati. Ma prima di questo, la giornata è stata scandita dalle tensioni legate al fatto che Fratelli d’Italia avrebbe considerato, almeno per qualche ora, di sostenere la proposta delle opposizioni sulle preferenze pure. E la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica: "Le preferenze tornano su proposta di FdI, la sinistra non è credibile".
Aumentate le firme minime per le nuove formazioni politiche
L'emendamento che elimina la soglia per il premio di maggioranza va anche ad aumentare da 1.500 a 6mila (fino a un massimo di 7mila) le firme minime che le nuove formazioni politiche che non sono presenti in Parlamento dovranno raccogliere per potersi presentare alle elezioni. Restano previste delle esenzioni, come già nella legge attuale, che interessano chi ha due gruppi in Parlamento, così come chi ha almeno un gruppo formatosi entro il 31 dicembre 2025, Iv o Az. Per chi invece, come +Europa o FnV, ha una componente in almeno uno dei due rami del Parlamento, il numero delle fime da raccogliere resta tra 1.500 e 2mila. Aumenta da un terzo alla metà il numero delle circoscrizioni nelle quali è necessario presentarsi.
Le tensioni e la riunione di maggioranza
Tornando allo scontro sulle preferenze, era giovedì mattina quando in Transatlantico gira insistentemente la notizia che FdI sta valutando gli emendamenti di opposizione sulle preferenze, uno scenario confermato in qualche modo dal sottosegretario Alberto Balboni secondo cui "il sub-emendamento è una provocazione, ma il tema c'è e non sarei contrario a soluzioni che amplino" le preferenze. Ma Lega e Forza Italia non sono d’accordo: o si vota compatti sull'emendamento su cui c'è un accordo o salta tutta la legge. A quel punto viene convocata una riunione di maggioranza con la ministra Casellati, i capigruppo del centrodestra e gli sherpa, durante la quale FdI avrebbe avvertito chiaramente: "O passa questa legge elettorale o per noi si va a votare subito, anche a novembre". "Votiamo la legge ma così come l'abbiamo concordata", avrebbero replicato Carroccio e FI, facendo muro e minacciando a loro volta irrigidimenti su altri dossier. Poi le divisioni si appianano e la maggioranza fa sapere che voterà compattamente contro gli emendamenti dell'opposizione. L'obiettivo di Meloni, spiegano i fedelissimi della premier, era garantire la compattezza della coalizione in modo che gli alleati "si impegnassero a non fare scherzi alla Camera". Il terzo e definitivo passaggio a Montecitorio infatti desta qualche preoccupazione, tanto che è ancora in fase di valutazione la scelta di porre la questione di fiducia. Anziché vari voti a scrutinio segreto, ce ne sarebbe solo uno ma potenzialmente devastante se il governo dovesse andare sotto.
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Passaggio della legge alla Camera dei Deputati
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