
Il comitato di esperti esclude il bacino di Tampico-Misantla e impone il riciclo del 75% dei liquidi
Il governo della presidente messicana Claudia Sheinbaum dovrà rispettare rigidi limiti ambientali per il fracking, subordinando l'esplorazione nei giacimenti alla disponibilità di acqua salata e al riciclo.
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Il governo messicano affronta la questione della riapertura del fracking bilanciando le esigenze energetiche con la tutela delle risorse idriche.
Il governo della presidente messicana Claudia Sheinbaum dovrà sottostare a rigidi limiti tecnici e ambientali per il suo piano di riapertura del fracking. Un comitato di 54 esperti ha escluso definitivamente la fratturazione idraulica nel bacino di Tampico-Misantla, subordinando l'esplorazione nei giacimenti di Coahuila e Tamaulipas alla disponibilità di acqua salata.
La presidente ha riassunto le priorità spiegando che le verifiche avverranno "prima se c'è acqua, secondo se c'è gas".
Ha inoltre ammesso che "dobbiamo ancora verificare dove sia fattibile". Gli scienziati hanno stabilito l'uso esclusivo di acqua salata o trattata, imponendo il riciclo di almeno il 75% dei liquidi ed escludendo l'uso di risorse idriche dolci destinate al consumo o all'agricoltura.
Sebbene il potenziale nazionale sia stimato in 141,5 mila miliardi di piedi cubi, Sheinbaum ha confermato che "se non c'è acqua salata, si chiude la possibilità di qualsiasi sfruttamento di gas non convenzionale". Prima di procedere con le perforazioni, il comitato raccomanda di rafforzare preventivamente le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica.
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Rafforzamento delle fonti rinnovabili prima delle perforazioni.
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