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BackNuova perquisizione nel caso Di Vita: sequestrata una borsa negli studi di Pietracatella e Campobasso
Nuova perquisizione nel caso Di Vita: sequestrata una borsa negli studi di Pietracatella e Campobasso
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Repubblica Cronaca2 hours agoCrime2 min readItalyView translation

Nuova perquisizione nel caso Di Vita: sequestrata una borsa negli studi di Pietracatella e Campobasso

A nove mesi dalla morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, gli inquirenti tornano negli uffici di Gianni Di Vita.

Quick Look

  • Nuova perquisizione lampo negli studi di Gianni Di Vita a Pietracatella e Campobasso.
  • Gli inquirenti hanno sequestrato una borsa appartenuta alla moglie, Antonella Di Ielsi, deceduta insieme alla figlia Sara per avvelenamento da ricina.

AI-generated summary

Why It Matters

Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita sono morte per avvelenamento da ricina. Le indagini si concentrano su 131 campioni analizzati presso il Robert Koch Institut di Berlino.

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Ieri la copia forense del suo pc e delle dieci pendrive che erano state sequestrate a luglio, stamattina una nuova inattesa perquisizione lampo, durata meno di un’ora, nei suoi studi di Pietracatella e Campobasso. Gianni Di Vita, marito e padre di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita (morte avvelenate dalla ricina) nove mesi dopo si conferma figura centrale nella soluzione del giallo che aspetta il contributo degli specialisti tedeschi del Robert Koch istituto come atto decisivo.

Questa mattina gli agenti della squadra mobile di Campobasso diretti da Marco Graziano e i colleghi dello Sco che stanno esaminando i supporti informatici sono entrati prima nello studio di via Risorgimento 18 a Pietracatella e successivamente in quello di via D'Amato a Campobasso per una nuova perquisizione. In un ufficio è stata sequestrata una borsa della moglie. L’ex sindaco del paese molisano è arrivato ed è andato via con gli agenti per gli adempimenti relativi alla redazione del verbale di sequestro ma l'uomo non risulta indagato.

Stando a quanto si apprende da fonti qualificate, le perquisizioni sono scattate dopo che negli ultimi giorni gli investigatori hanno raccolto nuovi elementi ritenuti significativi per la soluzione del caso. Non si è trattato infatti delle classiche perquisizioni a 360 gradi ma piuttosto di una azione mirata per prelevare determinato materiale: in questo caso la borsa di Antonella Di Ielsi.

Tracce di ricina sui 131 campioni prelevati in casa

Antonella Di Ielsi collaborava nell'attività del marito in entrambi gli studi. In questi giorni l'attività investigativa ruota attorno alle risultanze degli accertamenti che la Procura di Larino ha affidato agli esperti tedeschi, gli unici con la tecnologia e l'esperienza necessari ad individuare tracce di ricina nei 131 campioni, tra resti di alimenti, contenitori e altri oggetti, prelevati a luglio durante un lunghissimo sopralluogo nella palazzina dei Di Vita.

Da Berlino non è ancora arrivato alcun esito ufficiale anche se indiscrezioni insistenti dicono che tracce del veleno sarebbero state individuate in alcuni dei campioni. Sotto esame anche una borraccia contenente un liquido inodore e insapore e un barattolo con un sedimento brunastro e granulosa trovato nel piano della palazzina una volta abitato dalla madre di Gianni Di Vita. Se l'indiscrezione fosse confermata, in mano agli inquirenti ci sarebbe la prova che la ricina era in casa Di Vita.

Open Questions

  • Quali sono i risultati ufficiali delle analisi del Robert Koch Institut?
  • Qual è il contenuto della borsa sequestrata?

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This article was originally published by Repubblica Cronaca.

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