
Iniziano le riduzioni dei prezzi alla pompa per benzina e gasolio grazie ai tetti fissati da Eni e Socar-Ip. Corsa ai rifornimenti a Napoli e Firenze, ma crescono le preoccupazioni dei gestori indipendenti e la protesta degli autotrasportatori in Sicilia.
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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha monitorato la discesa dei prezzi dei carburanti lungo la rete stradale e autostradale nazionale.
Come evidenzia il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dalla mattinata di oggi i prezzi alla pompa sono in discesa. In base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,152 euro al litro per la benzina (2,159 il prezzo di ieri) e 2,369 euro al litro per il gasolio (2,377 il prezzo di ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,214 euro al litro per la benzina (2,254 il prezzo di ieri) e 2,420 euro al litro per il gasolio (2,459 euro ieri).
E il "tetto" di Eni ha scatenato sin dall'alba di oggi a Napoli la corsa al rifornimento. Emblematico il caso del distributore di via Cristoforo Colombo, che si trova a pochi passi dall'incrocio di via Marina che in circa 3 ore e mezzo ha erogato più di duemila litri di benzina.
Per un pieno settimanale da 50 litri, secondo la stessa analisi, una famiglia risparmierà 8,45 euro con un'auto a benzina e 9,35 euro con un'auto diesel. Sui 30 giorni di durata iniziale della misura il vantaggio è di 36-40 euro per auto, che salirebbe a 115-127 euro in caso di proroga fino al 31 dicembre. Più rilevante, calcola Unimpresa, l'effetto sulle micro e piccole imprese che si riforniscono alla pompa. Un artigiano con un furgone e un consumo di 80 litri settimanali risparmia 12,26 euro a settimana al netto dell'Iva, un'attività di commercio e distribuzione locale con 120 litri 18,39 euro, un corriere dell'ultimo miglio con 240 litri 36,79 euro. Per una flotta di dieci furgoni il beneficio arriva a 245 euro settimanali e a oltre 3.300 euro fino a fine anno.
Sempre da oggi prende il via il limite ai prezzi imposto da Socar per i distributori Ip. Il gruppo, si spiega, ha deciso di "rafforzare il proprio impegno nei confronti dell'Italia" con "l'obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti". Il tetto "verrà applicato progressivamente" e come detto, partendo dalla rete a marchio Ip, potrebbe poi estendersi alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori che si riforniscono da Ip.
Sull'iniziativa di Eni positivo è il commento di Unione nazionale consumatori (Unc) che evidenzia come la discesa delle tariffe in questa prima fase sia lenta, specie in autostrada. "Da ieri a oggi il prezzo medio è sceso di 3,9 centesimi per il gasolio, pari a 1,95 euro per un pieno di 50 litri, -1,59%, mentre la benzina è diminuita di 4 cent, -2 euro a rifornimento, -1,77%", fa sapere il presidente Massimiliano Dona che al governo chiede un intervento: "Deve fare la sua parte e non può lavarsene le mani come Ponzio Pilato, magari attribuendosi il merito dell'iniziativa di Eni".
Sulla stessa linea è il commento di Assoutenti che definisce possibile un abbassamento dei prezzi alla pompa. "Al di là delle iniziative del governo sulle accise, le compagnie petrolifere hanno a disposizione margini di profitto tali da consentire loro di intervenire direttamente sui prezzi alla pompa, avendo già realizzato guadagni enormi lungo tutta la filiera", sostiene il presidente Gabriele Melluso
Assopetroli-Assoenergia accoglie "con favore le iniziative annunciate da Eni e Socar-Ip per contenere il prezzo dei carburanti. È un segnale positivo, che ora va esteso anche alle vendite all'ingrosso per raggiungere famiglie e imprese che oggi ne restano escluse e garantire condizioni di concorrenza equilibrate tra tutti gli operatori", si legge nella nota diffusa dall'associazione che stamattina ha riunito il comitato di presidenza d'urgenza. "Le iniziative annunciate sono positive. Il passo successivo è estenderne i benefici a tutto il mercato", afferma Andrea Rossetti, Presidente di Assopetroli-Assoenergia. "Chiediamo quindi al governo di aprire immediatamente un confronto con l'intera filiera distributiva per individuare insieme le soluzioni necessarie affinché le misure contro il caro carburanti siano generalizzate, realmente efficaci e non discriminatorie".
La decisione di fissare un price cap è accompagnata da qualche preoccupazione per il mercato della distribuzione. L'allarme arriva dagli operatori del settore, che mettono in guardia sulle possibili ripercussioni della decisione. La Figisc, Federazione dei gestori di impianti di benzina aderente a Confcommercio, fa notare innanzitutto che è il colosso energetico pubblico "a togliere le castagne dal fuoco al posto dello Stato".
Prima che Socar annunciasse l'intenzione di fissare un price cap per i carburanti nei distributori Ip, si era messo in luce come la decisione di Eni potrebbe avere “l'effetto di sconvolgere il mercato della distribuzione": un sistema che - si puntualizza - "è pur sempre un sistema economico che deve reggere". La tesi formulata da alcuni, di cui si è discusso , è che si tratti di un'operazione "attuata in forza di una posizione dominante, di dumping e concorrenza sleale". Si temono ripercussioni per gli altri gestori, "che si troveranno, senza rete di protezione della loro compagnia, fuori mercato". Ma anche per quelli di chi applica lo sconto: "Che faranno quando sarà difficile far fronte ai rifornimenti?".
Le riflessioni si basano su quanto già successo in Francia, dove TotalEnergies in primavera ha fissato un tetto ai prezzi poi prorogato più volte. La mossa ha innervosito i gestori indipendenti - che a luglio hanno presentato un esposto all'Antitrust francese sostenendo che l'iniziativa altera la concorrenza - e ha avuto ripercussioni anche sulle giacenze, con distributori presi d'assalto e carburante che scarseggia. A Firenze, per esempio, con il via alle riduzioni si sono formate le prime code di automobilisti in attesa nei due distributori di Eni lungo via Senese, strada in uscita dal capoluogo toscano dove si concentrano numerose stazioni per il rifornimento.
In Sicilia, le tensioni sul caro carburante investono il settore dell'autotrasporto con il Comitato di categoria che ha annunciato un fermo di protesta dal 16 al 20 ottobre prossimi. "Non avendo avuto nessun riscontro da parte del governo nazionale alla nostra richiesta di intervento sul caro carburante e nessuna notizia relativa ai pagamenti del Sea Modal Shift, il Comitato autotrasportatori siciliani ha proclamato il fermo dei trasporti e non movimenterà i propri semirimorchi nei porti della Sicilia a partire delle 00.01 del 16 ottobre per cinque giorni fino alla mezzanotte del 20 ottobre", fa sapere in una nota il coordinatore Salvatore Bella. "Rimarremo fermi con i nostri camion nei nostri piazzali fino a quando il Governo non ci darà delle risposte".
AI outlook — possibilities, not facts
Fermo dei trasporti in Sicilia dal 16 al 20 ottobre
Very likely · Within days

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