Terra Madre Salone del Gusto 2026: l'appello di Mattarella per la pace e la biodiversità
Il Presidente della Repubblica inaugura l'evento a Torino richiamando l'eredità di Carlin Petrini e l'importanza della sostenibilità
Quick Look
- Il Presidente Sergio Mattarella inaugura Terra Madre Salone del Gusto 2026 a Torino.
- Richiamando l'eredità di Carlin Petrini, sottolinea il ruolo del cibo come veicolo di pace e la necessità di tutelare la biodiversità contro i cambiamenti climatici e le guerre.
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Why It Matters
Terra Madre Salone del Gusto è un evento internazionale dedicato al cibo e alla sostenibilità. Carlin Petrini è il fondatore del movimento Slow Food.
Un lungo ricordo di Carlin Petrini e la citazione di Papa Francesco e dell’enciclica Laudato Si’, con il cibo come veicolo di pace e non causa di guerra. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella inaugura al Teatro Regio di Torino l’edizione 2026 di Terra Madre Salone del Gusto. “Siamo chiamati a una grande alleanza, verso una comunità del cibo che ci vede impegnati per la pace nel mondo”, dice nel suo discorso, ricordando che “il futuro non può e non deve essere azzerato da un presente onnivoro” e che “non bisogna mai smettere di seminare nei momenti difficili”.
Mattarella: “La biodiversità è la chiave della nostra sopravvivenza”
“L’agricoltura è comparto chiave e va sviluppata e difesa. Ne va, è persino ovvio nella sua semplicità, del futuro del genere umano”, dice Mattarella, richiamando anche l’articolo 9 della Costituzione, che tutela ambiente, biodiversità ed ecosistemi “anche nell’interesse delle future generazioni”.
La biodiversità, sottolinea il capo dello Stato, è “un patrimonio gigantesco” che protegge la salute umana e connota l’ambiente e la nostra vita. “La molteplicità genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi nei millenni. Senza responsabilità, senza cura di questa ricchezza, l’uomo può comprimerla fino a distruggerla, e a distruggersi”. Per questo servono “politiche nazionali e sovranazionali” capaci di attribuirle “il giusto valore”.
Omologazione delle colture e delle culture, desertificazione dei territori, cambiamenti climatici e scomparsa accelerata di specie animali e vegetali sono fenomeni che Mattarella indica come già davanti agli occhi. “È il grande tema della sostenibilità, fronte essenziale per chi abbia a cuore il futuro dei propri figli e nipoti”. E aggiunge: “Se oggi pure tacciono molti di coloro che, sino a ieri, irridevano l’allarme per i cambiamenti in atto, il declino si presenta ugualmente inarrestabile in assenza di urgenti iniziative”.
Mattarella richiama quindi Carlo Petrini e il legame tra biodiversità, culture e pace. “Come ripeteva Petrini, è ricerca, incontro; cultura di solidarietà e di pace”. Ma oggi, osserva, il cibo e la produzione di risorse alimentari “sembrano diventate nuovamente arma strategica”. Sono, insieme all’energia, “bersaglio delle scellerate guerre in corso, dirette sempre più contro le popolazioni civili”. E nei teatri di guerra “riappaiono fame e malnutrizione”.
Da qui il richiamo alla “grande alleanza” tra coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi e consumatori: una “comunità del cibo” chiamata a impegnarsi per la pace tra i popoli.
Cirio: “Carlin Petrini non c'è più, ma è ancora qui”
Sul palco il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ricorda Petrini e sottolinea quanto le sue idee siano entrate nel dibattito contemporaneo. “Una persona che sicuramente non c’è, ma c’è. Perché Carlin Petrini è qui”, dice. “Oggi basta accendere qualsiasi canale televisivo, si parla di cibo, si parla di sostenibilità. Carlin ne parlava 40 anni fa”.
Per Cirio, il fondatore di Slow Food anticipa una visione del cibo che unisce “buono”, non solo come valore gustativo, a “pulito”, cioè il rispetto dell’ambiente, e “giusto”, il rispetto delle persone. Anche il termine “slow food”, spiega, non indica semplicemente la lentezza, ma significa “riprendere i nostri tempi o i tempi della natura”, seguendo il ritmo delle stagioni.
Il presidente piemontese rivolge quindi un ringraziamento a Mattarella, ricordandone la presenza in Piemonte “sia nei momenti di gioia sia in quelli di dolore”, dalla tragedia ferroviaria di Brandizzo alle visite al Sermig e, nella giornata di oggi, al centro di ricerca di Candiolo. “Il Piemonte le vuole bene, le vuole bene davvero”, dice Cirio.
Al termine della cerimonia Mattarella raggiunge in piazza Castello lo stand di Slow Food, dove incontra i produttori dei diversi Presìdi presenti a Terra Madre, tra gli applausi dei presenti. Nel pomeriggio conclude la visita torinese all’Istituto di Candiolo.
Lo Russo: “Da Torino riconosciamo nelle differenze una ricchezza”
“Da Torino, oggi, scegliamo di guardare la realtà in faccia. Di riconoscere nelle differenze una ricchezza. Di prenderci cura della terra e gli uni degli altri”. Il sindaco Stefano Lo Russo lega Terra Madre alla lezione di Petrini e al valore dell’incontro tra culture diverse. “Sappiamo che le differenze possono generare diffidenze e tensioni. E sappiamo di vivere in un tempo in cui c’è chi soffia su quelle tensioni, presenta la diversità come una minaccia e alimenta la paura per raccogliere consenso”.
Per Lo Russo, Terra Madre è la “prova vivente” della visione di Petrini: a Torino arrivano persone da Paesi diversi, con culture, tradizioni e storie differenti. “Quando queste storie si incontrano, nessuno perde la propria: tutti ne escono più ricchi”. Un messaggio che il sindaco definisce “fortemente politico”, soprattutto in un momento segnato dal cambiamento climatico e da “un vento che stimola la paura delle persone diverse da noi”.
Lo Russo sottolinea anche il valore della presenza di Mattarella, che “ci riempie ovviamente di orgoglio ma ci responsabilizza”. Rivolgendosi al capo dello Stato, richiama infine le sue recenti parole sulla scuola: “È aperta a tutti e il suo compito è unire, non alzare barriere”. Parole che, dice, riportano alla Costituzione, al “rispetto delle differenze, la pari dignità, la fiducia in un futuro comune”.
Open Questions
- Quali politiche specifiche verranno attuate per la biodiversità?






