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L'articolo analizza l'impatto degli shock energetici e della pressione fiscale sull'economia italiana dal 2022, citando elaborazioni di Confesercenti su perdite di potere d'acquisto, consumi e Pil reale, nonché sul reddito reale da lavoro e sulla contrazione delle imprese nel commercio al dettaglio.
Soltanto considerando l'impatto degli shock energetici sull'inflazione, dal 2022 a oggi il sistema economico avrebbe perso circa 46 miliardi di euro di potere d'acquisto, oltre 30 miliardi di consumi e quasi 52 miliardi di Pil reale. A pesare ulteriormente sui bilanci è stata la dinamica della pressione fiscale, che "ha continuato a salire". Famiglie e imprese, secondo le elaborazioni di Confesercenti, avrebbero sostenuto circa 77 miliardi di euro di imposte aggiuntive rispetto a quanto avrebbero pagato se il livello del prelievo fosse rimasto invariato rispetto al 2021.
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Il problema, osserva Gronchi, nasce anche dalla crescente incidenza di fattori esterni sulle economie del continente. "In questi anni, sulle economie europee e in particolare su quella italiana", elementi esogeni hanno finito per condizionare in maniera rilevante l'andamento dell'economia. Da qui la necessità di costruire una protezione più efficace: "Se siamo così esposti ai fattori esterni, dobbiamo costruire uno scudo capace di ridurre questa vulnerabilità". Una strategia che, però, non può essere affidata ai singoli Stati: "Non può che avere una dimensione europea. Nessun singolo Paese europeo ha, da solo, la forza necessaria per incidere sulle grandi dinamiche globali dell'energia, del commercio e della geopolitica". È soprattutto guardando ai prossimi mesi che le preoccupazioni aumentano. I prossimi mesi si prospettano incerti, con uno scenario internazionale ancora instabile, il costo dell'energia nuovamente in aumento e una crescita che resta debole. Il rischio, per famiglie e imprese, è tornare a trovarsi "strette tra aumento dei costi e rallentamento dei consumi", sottolinea il presidente di Confesercenti.
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Il primo banco di prova è rappresentato dalle bollette. "Ad ogni livello, per le imprese, l'allarme costi dell'energia è una priorità assoluta", spiega Gronchi. Il caldo estivo ha inoltre accentuato il problema, facendo salire la domanda proprio nel momento in cui l'energia tornava a rincarare. Il peso della componente energetica non riguarda più soltanto la competitività dell'industria, ma si è esteso in maniera significativa al terziario. Per alberghi, ristoranti e altre attività, climatizzazione e refrigerazione sono ormai indispensabili per garantire il servizio. "Chi gestisce un albergo o un ristorante può migliorare l'efficienza, ma ha poco margine per ridurre questi consumi senza compromettere il servizio", dice Gronchi. L'emergenza, però, non può essere affrontata soltanto con misure temporanee. "Occorre tamponare l'emergenza, ma dobbiamo anche affrontare il problema alla radice, con una riforma strutturale che riduca stabilmente i costi energetici". Il governo ha già destinato oltre 2 miliardi di euro alle riduzioni delle accise tra marzo e i primi giorni di settembre, ma la continua esposizione agli shock rende ogni intervento particolarmente oneroso.
Sul fronte dei redditi il quadro resta altrettanto delicato. Tra il 2005 e il 2025, secondo le elaborazioni dell'associazione, il reddito reale medio da lavoro per occupato è sceso di 4.400 euro all'anno, con una contrazione particolarmente marcata per i lavoratori autonomi. Da qui la richiesta di inserire nella prossima Manovra misure a sostegno del reddito delle famiglie. Anche il Fisco resta al centro del dibattito. "L'abolizione del bollo è stata accolta con favore: un segnale di quanto il fisco pesi sulla vita quotidiana e di quanto sia urgente alleggerirlo", rimarca Gronchi. La riforma fiscale, secondo la proposta, dovrebbe continuare a muoversi nella direzione di una riduzione del prelievo sul lavoro, senza distinguere tra dipendenti e autonomi. "La riforma deve proseguire su questa strada, riducendo la pressione fiscale soprattutto sul lavoro: tutto il lavoro, dipendente e autonomo".
A preoccupare è anche l'indebolimento di una parte della classe media, sempre più esposta alla perdita di potere d'acquisto. "Anche larghe parti della cosiddetta classe media sono ormai fragili", osserva Gronchi. Per questo, i benefici fiscali della prossima Legge di Bilancio dovrebbero raggiungere anche queste famiglie: "La classe media non può saltare il giro". L'obiettivo dichiarato è invertire una progressiva erosione della fascia intermedia della popolazione. "Dobbiamo ridare peso, vitalità e solidità a una classe media che rischia progressivamente di essere assorbita verso il basso". Tra le proposte figura la detassazione fino a 1.000 euro delle tredicesime, insieme al rafforzamento degli sgravi per il lavoro autonomo. La finalità è aumentare il reddito disponibile e, attraverso una maggiore capacità di spesa, sostenere anche consumi e crescita.
Il problema energetico rischia infatti di produrre un doppio effetto negativo sul terziario. "Il caro-energia colpisce il terziario due volte: nei costi diretti e nei mancati consumi". L'aumento delle tariffe di elettricità e gas, insieme al rincaro dei carburanti, potrebbe sottrarre quest'anno 6,6 miliardi di euro alla crescita della spesa delle famiglie. In parallelo, l'inflazione rischia di arrivare al 4%. Per questo, la riduzione dell'esposizione ai prezzi dell'energia viene indicata come una priorità per difendere quella che viene definita "economia reale": imprese che generano reddito, occupazione e gettito fiscale nei territori. Queste realtà devono però fare i conti anche con una pressione competitiva crescente. Ai maggiori costi si aggiunge infatti la concorrenza di grandi gruppi e piattaforme che dispongono di risorse finanziarie più ampie e possono, secondo la lettura di Confesercenti, localizzare gli utili nei sistemi fiscali più convenienti.
Uno dei segnali più evidenti delle difficoltà arriva dal commercio al dettaglio. "Tra il 2019 e il 2025, secondo le nostre elaborazioni, le imprese sono diminuite di oltre 111mila unità, circa 50 al giorno", evidenzia Gronchi. Una contrazione che non significa soltanto una riduzione del numero di attività presenti nelle città e nei territori, ma anche una perdita di occupazione, capacità economica e base imponibile. "Perdiamo capacità economica, lavoro e una parte della base fiscale". Negozi, pubblici esercizi e servizi alla persona rappresentano infatti una componente importante del gettito. Le stime indicano che queste attività versano complessivamente oltre 8 miliardi di euro l'anno tra imposte locali e Irpef.
Per sostenere la crescita servirà infine rilanciare gli investimenti privati. La conclusione del Pnrr e il rialzo dei tassi rendono necessario facilitare l'accesso al credito, anche attraverso strumenti come il Fondo Centrale di Garanzia e i Confidi. Ma la trasformazione passa anche dalla tecnologia. "La rivoluzione dell'Ai è pronta a entrare anche nelle attività più piccole". Per evitare che la transizione digitale resti appannaggio delle imprese maggiori, servono regole, competenze e strumenti che consentano anche alle realtà più piccole di utilizzare le nuove tecnologie in sicurezza. La proposta è quella di una nuova "Impresa 5.0", capace di portare digitale e intelligenza artificiale anche nelle Pmi. Il punto di partenza resta quindi un'economia che ha dimostrato una significativa capacità di resistenza, ma che si prepara ad affrontare mesi complessi. Come sottolinea il presidente di Confesercenti, "l'economia italiana ha resistito, ma i prossimi mesi si annunciano particolarmente incerti. Sarà un autunno in bilico".
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AI outlook — possibilities, not facts
L'economia italiana affronterà mesi particolarmente incerti, con un autunno in bilico tra aumento dei costi e rallentamento dei consumi.
Likely · Within months
Sarà necessaria una riforma strutturale per ridurre stabilmente i costi energetici e alleggerire la pressione fiscale sul lavoro.
Possible · Within months

In Italy, declared incomes show strong disparities: footballers earn on average 250 thousand euros per year, while nightclub managers declare just over 11 thousand euros. In 2024, approximately 24.8 million Italians did not pay Irpef, despite the overall revenue reaching 216.2 billion euros, concentrated mainly in the highest income brackets.

The Censis-Confcooperative Focus reveals that the underground economy in Italy involves 2.7 million irregular workers and generates over 100 billion in annual tax and social security evasion, deducting an average of 3,350 euros per citizen. Irregular work pays on average half as much as regular work, while under-declaration of income represents the most significant item, with 108.2 billion euros. Deputy Minister Maurizio Leo reports a positive trend in the recovery of tax evasion thanks to technology and AI, respecting privacy and human control.

The analysis addresses the structural challenges of the Italian economy, focusing on demographic decline, the aging of the population, the reduction of the workforce and the impact on the welfare state. It highlights the importance of human capital, productivity linked to innovation and investment in businesses, as well as the need for coordination between levels of government and European institutions to support future growth.

The State General Accounting Office estimates that the pension flexibility measures introduced by the League in 2019, including Quota 100, Quota 102, Quota 103 and Opzione donna, resulted in a cost of 41.3 billion euros between 2019 and 2025, almost equal to the resources allocated to the fight against poverty in the same period.

Italy remains in the European excessive deficit procedure with a 2025 deficit confirmed at 3.1% of GDP, but without new immediate corrective obligations thanks to the suspension of the 0.5% annual rule and the focus on net spending. The government aims to use the national clause for defense and energy (1.5% of GDP, around 36 billion) and is counting on upward growth revisions (0.6% in 2025, 1.1% in 2024) and fiscal drag to generate 5-6 billion in additional revenue per year. The next financial package could be worth between 25 and 30 billion, with attention to the Irpef reform for the middle class.

The State General Accounting Office predicts that in 2029 the old-age pension age will be 67 and a half years, rising to 67 years and 8 months in 2031. For early retirement, 43 years and 4 months of contributions will be needed in 2029 and 43 years and 6 months in 2031. The ratio between pension expenditure and GDP will reach a peak of 17.1% in 2041, and then gradually decline to 14.0% in 2070. Overall spending on pensions, healthcare and long-term care will rise to 25.5% of GDP in 2044 before reducing to 23% in 2070.