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Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi sono morte lo scorso dicembre per avvelenamento da ricina a Pietracatella. La Procura di Larino ha aperto un fascicolo per duplice omicidio. Negli ultimi giorni gli investigatori hanno raccolto nuovi elementi ritenuti significativi, portando a perquisizioni mirate negli studi di Gianni Di Vita a Campobasso e Pietracatella.
Il padre di Sara Di Vita e marito di Antonella Di Ielsi, morte lo scorso dicembre per avvelenamento da ricina, ha lasciato la questura di Campobasso intorno alle 11. L’uomo era stato portato negli uffici della Squadra Mobile al termine della seconda perquisizione effettuata in mattinata ed è rimasto in questura per oltre un’ora. Nel pomeriggio un nuovo interrogatorio
Gianni Di Vita, padre di Sara Di Vita e marito di Antonella Di Ielsi, morte lo scorso dicembre per avvelenamento da ricina, è tornato oggi intorno alle 13 in Questura per consegnare spontaneamente un dispositivo elettronico. L'ex sindaco, padre e marito delle due donne uccise avvelenate con la ricina a Pietracatella a dicembre, è rimasto all'interno degli uffici di via Tiberio solo pochi minuti. Era andato via appena mezzora prima dopo aver sottoscritto gli atti relativi alle perquisizioni svolte in mattinata a Campobasso e Pietracatella.
L'interrogatorio nel pomeriggio
Nel corso del pomeriggio di oggi, 29 settembre, in questura a Campobasso si è svolto un nuovo interrogatorio per Di Vita.. L'ex sindaco del paese è arrivato negli uffici di via Tiberio alle 18.10. È la terza volta oggi che varca la porta della questura, pur non iscritto nel registro degli indagati. Di Vita, poi, è andato via intorno alle 18.30 dopo aver consegnato due computer dai quali, stando a quanto si apprende, dovranno essere copiati tutti i dati.
La perquisizione nello studio di Pietracatella
Stando a quanto emerso, l'uomo sarebbe stato portato in questura esclusivamente per firmare gli atti relativi alle operazioni svolte stamattina. Secondo fonti qualificate, le perquisizioni di queste ore sarebbero state disposte dopo che, negli ultimi giorni, gli investigatori avevano raccolto nuovi elementi ritenuti significativi per chiarire il caso. Non si sarebbe trattato, infatti, di perquisizioni generalizzate, ma di attività mirate all’acquisizione di materiale specifico, come documenti o dispositivi informatici. Prima della perquisizione effettuata nello studio di Campobasso, gli agenti hanno perquisito un altro ufficio di Gianni Di Vita a Pietracatella, situato proprio di fronte all’abitazione di famiglia. Gli uomini della squadra mobile di Campobasso, guidati da Marco Graziano, sono rimasti solo pochi minuti all'interno e sono andati via intorno alle 9. Non è chiaro se abbiano sequestrato del materiale o se abbiano svolto invece altre attività mirate. Alla prima perquisizione effettuata questa mattina era presente anche Di Vita. Il commercialista, ex sindaco del paese molisano, è arrivato e andato via insieme agli agenti. Lo studio non è sotto sequestro, a differenza della casa. Di Vita, al momento, non risulta iscritto nel registro degli indagati nell’ambito del fascicolo aperto dalla Procura di Larino per duplice omicidio.
Prelevata anche una borsa della moglie di Di Vita
Nel corso delle perquisizioni di questa mattina negli studi di Gianni Di Vita, è stata sequestrata anche una borsa di Antonella Di Ielsi, con dentro alcuni effetti personali. Gli agenti della squadra mobile hanno prelevato anche altro materiale o documenti ma su questo non si conoscono ancora dettagli.
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"La magistratura ha inteso dare seguito alle attività di ricerca della prova attraverso le perquisizioni di alcuni vani e immobili a disposizione dell'intera famiglia Di Vita e non del solo Gianni", ha riferito Vittorino Facciolla, avvocato di Gianni Di Vita, commentando le attività svolte questa mattina dalla Squadra Mobile e dallo Sco a Campobasso e Pietracatella. "Lo scopo è quello di accertare attraverso la perquisizione una serie di attività che avrebbero potuto porre in essere Antonella, Sara, Gianni o Alice". "Tutto ciò che serve alla ricerca della verità ci lascia tranquilli, non abbiamo la preoccupazione di dover rincorrere la notizia o giungere a facili conclusioni. Il nostro atteggiamento è sempre quello avuto dal primo momento: essere collaborativi mettendo a disposizione tutto quello che ci viene chiesto. Cosi stiamo facendo e così continueremo a fare", ha concluso il legale.
Gli accertamenti sui dispositivi sequestrati
Ieri, intanto sono iniziati in questura a Campobasso gli accertamenti sul computer e sulle dieci pen drive sequestrati lo scorso 31 luglio a Gianni Di Vita. La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha incaricato personale specializzato dello Sco per l'estrapolazione dei dati contenuti nei dispositivi elettronici. Alle operazioni potevano partecipare anche le parti: indagati, avvocati, parti offese e consulenti. Si è presentato però solo Gianni Alfonso, consulente informatico dell'avvocato Vittorino Facciolla, il legale che assiste Gianni Di Vita. La Procura ha chiesto di verificare, tra gli altri elementi, eventuali rapporti e legami collegabili a ricerche online finalizzate a procurarsi ricina da parte delle due vittime, oltre a dati relativi ai rapporti con familiari, parenti e amici. Gli accertamenti riguardano anche eventuali annotazioni sugli alimenti consumati nei giorni precedenti ai malori, eventuali documenti, o note su possibili malattie e contenuti come chat, foto, registrazioni vocali, email, account social e dati sulle posizioni dei dispositivi. L'arco temporale della ricerca è molto ampio, va dalla prima accensione dei dispositivi fino al giorno del loro ultimo utilizzo. Il tempo fissato per ultimare il lavoro è di 60 giorni salvo proroga.
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AI outlook — possibilities, not facts
Gli accertamenti sui dispositivi elettronici sequestrati a luglio saranno ultimati entro 60 giorni, salvo proroga.
Very likely · Within months
Potrebbero essere disposte nuove perquisizioni o interrogatori in base ai risultati degli accertamenti sui dispositivi.
Possible · Within weeks

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