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L'economia sommersa in Italia comprende lavoro irregolare, sottodichiarazione dei redditi e altre componenti come affitti in nero e mance non dichiarate. Secondo il Focus Censis-Confcooperative, essa genera oltre 100 miliardi di evasione fiscale e contributiva annua, con 2,7 milioni di lavoratori irregolari che guadagnano in media la metà dei colleghi regolari.
Il Focus Censis-Confcooperative fa luce su una voragine da 2,7 milioni di lavoratori irregolari e da oltre 100 miliardi l'anno di evasione fiscale e contributiva. "Il lavoro sommerso è un'economia che non si vede e non si tassa" e ogni anno "sottrae a ogni italiano, dai neonati agli anziani, 3.350 euro", ha spiegato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative. "Con la stessa somma, potremmo coprire, per oltre un anno, la spesa sanitaria nazionale che vale circa 142 miliardi (l'anno). Dietro questi numeri, c'è un'altra realtà. Inaccettabile: 2,7 milioni di lavoratori irregolari, sfruttati e pagati quasi la metà dei colleghi regolari".
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Secondo l’indagine L'economia sommersa. Il costo dell'irregolarità per l'economia italiana, questa economia invisibile è mossa da tre spinte: il lavoro irregolare, la sottodichiarazione dei redditi, e altre componenti varie come gli affitti in nero e le mance non dichiarate nella ristorazione, negli alberghi e nei servizi alla persona che valgono 12,2 miliardi di euro (cifra stabile dal 2019).
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Sull’Italia gravano 77,2 miliardi di euro (+4% dal 2019) da lavoro irregolare, cioè rapporti di lavoro non registrati o solo in parte dichiarati. A pesare più del numero è il prezzo di questa condizione: chi lavora senza contratto guadagna in media 9,2 euro lordi l'ora contro i 17,8 dei colleghi regolari, registrando una perdita del 48,3% che sfiora il 53,5% nell'industria. In sostanza, chi lavora senza contratto, in media, guadagna la metà. Nel 2024 - segnala l’indagine - gli occupati irregolari in Italia erano 2 milioni e 725mila, in crescita di 117mila unità rispetto alla stima precedente, pur restando in calo complessivo del 2,1% in sei anni dal 2019-2024 (contro un +5,4% dell'occupazione regolare, salita di 1.219mila unità).
Per quanto riguarda la sottodichiarazione dei redditi, l’indagine le attribuisce un peso di 108,2 miliardi di euro (+21,6% dal 2019): sono imprese, professionisti e lavoratori autonomi che dichiarano al Fisco meno di quanto guadagnano davvero, evadendo imposte su produzione, redditi e Iva.
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L'evasione sottrae ogni anno alle casse pubbliche circa 100 miliardi, soprattutto tra Iva (30 miliardi) e Irpef di autonomi e imprese (oltre 36 miliardi). La propensione media all'evasione sul totale delle entrate tributarie è pari al 17,4%: in pratica, ogni 100 euro di gettito atteso, quasi 17 non arrivano mai allo Stato. Il picco si registra sull'Irpef dei lavoratori autonomi e delle imprese, dove la propensione all'evasione sale al 60,6%. E il conto finale ricade sull'intero Paese, con il debito pubblico che ha superato 3.000 miliardi di euro, pari al 136,7% del Pil. Solo fra il 2021 e il 2023 la somma dei mancati introiti fiscali e contributivi ha raggiunto 313 miliardi di euro, una cifra superiore di 88 miliardi all'intero ammontare delle risorse del Pnrr destinate all'Italia (225 miliardi). E la conclusione è evidente: la crescita del sommerso in Italia è trainata sempre più dalla sottodichiarazione dei redditi, più che dal solo lavoro nero.
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"Il sommerso è un moltiplicatore di diseguaglianze, che colpisce prima di tutto chi lavora senza tutele. Ogni euro che sfugge alla fiscalità generale - ha commentato ancora Maurizio Gardini - è un euro in meno per la sanità, per le pensioni, per i servizi che tengono insieme il Paese: un macigno che si scarica sul debito pubblico e sulle prossime generazioni. Il contrasto al sommerso è una priorità da affrontare per la coesione sociale ed economica dell'Italia".
Intanto nei giorni scorsi il viceministro dell'Economia e Finanze Maurizio Leo, durante un'audizione in commissione Anagrafe tributaria, ha sottolineato che il contrasto all'evasione fiscale "grazie anche all'innovazione tecnologica", mostra un trend rassicurante: "Nel 2023 abbiamo recuperato 31,4 miliardi di euro, nel 2024 33,4 miliardi, nel 2025 36,1 miliardi", quindi 101 miliardi nel triennio, "un record assoluto". Nell'ambito della riforma fiscale si sta dando "particolare enfasi" alla tecnologia e all'Intelligenza artificiale, con l'obiettivo di favorire l'interoperabilità delle banche dati, ha spiegato Leo, puntualizzando comunque che questo avviene "nel rispetto delle regole della privacy" e sempre con la "regia dell'uomo": "Non ci saranno automatismi - ha assicurato -, ci sarà sempre l'intervento dell'uomo".
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AI outlook — possibilities, not facts
Il recupero dell'evasione fiscale continuerà a crescere grazie all'uso di tecnologia e intelligenza artificiale nella riforma fiscale.
Likely · Within months

In Italy, declared incomes show strong disparities: footballers earn on average 250 thousand euros per year, while nightclub managers declare just over 11 thousand euros. In 2024, approximately 24.8 million Italians did not pay Irpef, despite the overall revenue reaching 216.2 billion euros, concentrated mainly in the highest income brackets.

According to Confesercenti, since 2022 energy shocks have caused the Italian economy to lose 46 billion in purchasing power, over 30 billion in consumption and almost 52 billion in real GDP, while the fiscal pressure has increased by 77 billion in additional taxes for families and businesses compared to 2021. President Gronchi calls for a European shield against vulnerability to external shocks and structural measures to reduce energy costs and lighten labor taxes, warning of an autumn in the balance for the Italian economy.

The analysis addresses the structural challenges of the Italian economy, focusing on demographic decline, the aging of the population, the reduction of the workforce and the impact on the welfare state. It highlights the importance of human capital, productivity linked to innovation and investment in businesses, as well as the need for coordination between levels of government and European institutions to support future growth.

The State General Accounting Office estimates that the pension flexibility measures introduced by the League in 2019, including Quota 100, Quota 102, Quota 103 and Opzione donna, resulted in a cost of 41.3 billion euros between 2019 and 2025, almost equal to the resources allocated to the fight against poverty in the same period.

Italy remains in the European excessive deficit procedure with a 2025 deficit confirmed at 3.1% of GDP, but without new immediate corrective obligations thanks to the suspension of the 0.5% annual rule and the focus on net spending. The government aims to use the national clause for defense and energy (1.5% of GDP, around 36 billion) and is counting on upward growth revisions (0.6% in 2025, 1.1% in 2024) and fiscal drag to generate 5-6 billion in additional revenue per year. The next financial package could be worth between 25 and 30 billion, with attention to the Irpef reform for the middle class.

The State General Accounting Office predicts that in 2029 the old-age pension age will be 67 and a half years, rising to 67 years and 8 months in 2031. For early retirement, 43 years and 4 months of contributions will be needed in 2029 and 43 years and 6 months in 2031. The ratio between pension expenditure and GDP will reach a peak of 17.1% in 2041, and then gradually decline to 14.0% in 2070. Overall spending on pensions, healthcare and long-term care will rise to 25.5% of GDP in 2044 before reducing to 23% in 2070.