
Il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha avvertito che qualsiasi nazione che aderisca alle sanzioni economiche statunitensi contro l'Iran sarà considerata un nemico del Paese.
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Washington ha annunciato l'intensificazione delle sanzioni economiche contro Teheran.
L'Iran afferma di considerare "nemico" qualsiasi Paese che partecipi alla "guerra economica" di Washington.
"Qualsiasi Paese che partecipi all'imposizione di restrizioni economiche" contro l'Iran è "considerato un nemico", ha dichiarato sabato Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano.
"Dichiariamo a tutti i Paesi che ci circondano e a tutti i Paesi del mondo: non unitevi alla guerra economica condotta dagli Stati Uniti", ha affermato Rezaei alla televisione di Stato, dopo che Washington ha annunciato l'intensificazione delle sanzioni economiche volte ad aumentare la pressione su Teheran.

L'Irlanda aderisce al Patto Ue sull'immigrazione, richiedendo il trasferimento dei migranti verso i Paesi di primo ingresso. L'Italia, sotto pressione da Bruxelles per i rifiuti ai trasferimenti, contesta le regole citando la gestione delle Ong.

Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, minaccia ritorsioni contro i Paesi che aderiranno alle sanzioni Usa. Nel frattempo, cresce la tensione in Libano e Siria, mentre Donald Trump rivendica lo Stretto di Hormuz come territorio americano.

L'ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha dichiarato alla Bbc che il presidente Zelensky deve chiarire la sua posizione su recenti casi di corruzione. Fedorov ha sottolineato la necessità di trasparenza, pur escludendo il coinvolgimento diretto del leader.

Il presidente dell'Anief, Marcello Pacifico, sollecita l'approvazione della proposta di legge S1413 per consentire agli insegnanti il riscatto agevolato o gratuito della laurea, mirando a favorire il ricambio generazionale e l'anticipo pensionistico.

Il leader del M5S Giuseppe Conte critica la Presidente Meloni dopo i fischi ricevuti, chiedendo un Consiglio dei Ministri straordinario per contrastare il caro carburanti e l'inflazione, proponendo di tassare gli extraprofitti di banche ed energia.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si oppone allo svolgimento di elezioni durante il conflitto, definendole un rischio enorme e uno "tsunami" che rischierebbe di dividere il Paese, in risposta alle richieste di voto avanzate dal suo ex ministro della Difesa.