Mobilità elettrica in Italia: crescita insufficiente per gli obiettivi 2030
Il rapporto del Politecnico di Milano evidenzia un divario persistente rispetto all'Europa e la necessità di politiche di sostegno più incisive.
Quick Look
Il rapporto Smart Mobility 2026 del Politecnico di Milano indica che, nonostante la ripresa, l'Italia raggiungerà solo 3,1 milioni di auto elettriche entro il 2030, ben lontano dai 6,6 milioni previsti dal Pniec, a causa di politiche incerte e carenza di modelli economici.
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Why It Matters
Il Pniec (Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima) stabilisce gli obiettivi di decarbonizzazione per l'Italia al 2030.
La mobilità elettrica torna a crescere in Italia, ma il ritmo resta insufficiente per raggiungere gli obiettivi fissati al 2030. Con l’attuale traiettoria, alla fine del decennio nel Paese circolerebbero infatti appena 3,1 milioni di auto elettriche, meno della metà dei 6,6 milioni indicati dal Pniec.
È uno dei dati che emergono dal rapporto Smart Mobility 2026 di Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano. Dopo un 2024 negativo, lo scorso anno le immatricolazioni italiane di auto elettriche hanno raggiunto circa 193mila unità: 98 mila full electric (Bev) e 95 mila ibride plug-in (Phev). La quota di mercato è così salita al 12,6%, circa 5 punti percentuali in più rispetto al 2024.
Il divario con il resto d'Europa rimane però ampio. Considerando anche Regno Unito e Paesi Efta, nel 2025 sono state immatricolate circa 3,9 milioni di vetture elettriche, di cui 2,6 milioni Bev e 1,3 milioni Phev. La quota di mercato ha raggiunto il 26,8%, dal 22,7% dell'anno precedente: più del doppio di quella italiana.
A crescere sono anche le infrastrutture. Alla fine del 2025 l'Europa contava circa 1,3 milioni di punti di ricarica pubblici, il 23% in più rispetto all'anno precedente, mentre in Italia erano 77 mila, in aumento del 17%, con una progressiva crescita delle colonnine fast.
La ripresa non basta tuttavia a colmare il ritardo accumulato. Nello scenario Business as Usual elaborato dal Politecnico, mantenendo l'attuale ritmo di sviluppo, l'Italia arriverebbe al 2030 a 3,1 milioni di auto elettriche. Con politiche di sostegno più incisive si salirebbe a 3,6 milioni nello scenario Boosted e a 4,2 milioni nello scenario Decarbonization. In tutti i casi si rimarrebbe quindi lontani dai 6,6 milioni previsti dal Pniec.
“I dati mostrano chiaramente come il mercato della mobilità elettrica sia ancora piuttosto policy-driven”, sottolinea Vittorio Chiesa, direttore di Energy&Strategy e responsabile del rapporto. “Per accelerare”, aggiunge, “servono stabilità, chiarezza e meccanismi di supporto pluriennali, mentre l’incertezza sulla revisione delle normative riduce la prevedibilità per gli investitori”.
Un altro nodo riguarda l’offerta. A giugno 2026 sul mercato italiano erano disponibili 183 modelli Bev, il 49% in più rispetto all'anno precedente, ma il 68% appartiene ai segmenti medio-alti C-F. Restano quindi relativamente scoperti i segmenti A e B, quelli delle vetture più piccole e accessibili, dove aumenta la pressione dei produttori cinesi. Nel 2025 le importazioni di auto dalla Cina verso l’Unione europea hanno raggiunto 13,8 miliardi di euro, determinando per la prima volta un saldo negativo di 5,4 miliardi.
Tra le leve indicate dal rapporto ci sono anche le flotte aziendali, che valgono il 46% delle immatricolazioni italiane e percorrono mediamente tre volte più chilometri delle auto private. Ma l’elettrificazione è ancora limitata: secondo una survey condotta su 219 imprese, Bev e Phev rappresentano il 25% delle flotte analizzate e nel 2025 il 44% delle aziende non ha immatricolato neppure un’auto completamente elettrica. Tra chi le utilizza, però, il 79% dichiara che le inserirebbe nuovamente in flotta e il 60% rileva benefici economici.
Open Questions
- Quali misure specifiche adotterà il governo per colmare il divario?
- Come reagirà l'industria automobilistica italiana alla pressione cinese?







